Tanta contemporaneità a Sanremo 2024, ma nel mare magnum di 30 canzoni c’è chi annaspa parecchio. Ecco le nostre pagelle dopo la prima serata

Si parla d’abbuffata quando, ad esempio in un pranzo, tante portate vengono servite in tavola. Certo, alcune possono anche essere deliziose, alcune irresistibili al palato e altre meno, ma sempre d’abbuffata si tratta e in 30 canzoni, quelle che compongono la rosa del Festival di Sanremo 2024, qualche guizzo c’è, ma anche che lasciano dietro un interrogativo: ma ce n’era proprio bisogno?

Archiviata la prima serata del Sanremo numero cinque di Amadeus – che parrebbe essere anche l’ultimo, almeno per il momento – tiriamo le somme dopo un primo ascolto. Tanta contemporaneità e brani interessanti, altri meno intriganti. Alcuni inadatti, altri elevati dai rispettivi interpreti. Ecco di seguito le nostre pagelle.

Clara – Diamanti grezzi

Una sorpresa. A Sanremo Giovani – dove ha vinto con “Boulevard“, guadagnando così il ticket per l’Ariston – la prova vocale fu poco convincente. In queste vesti la cantante, resa famosa dal successo di “Mare fuori”, si dimostra convinta, governando bene l’imponente palcoscenico e il peso dell’apertura. Canzone fatta per il mercato radiofonico e digitale, meno per la competizione.

Voto: 6+

Sangiovanni – Finiscimi

A due anni dal successo di “Farfalle“, con questa “Finiscimi” l’impressione è che Sangiovanni abbia fatto il salto più lungo della gamba. Pezzo scarno, quasi inconsistente, che ritrova nell’interprete il suo punto più debole. Per un brano del genere c’era più tempo. Un azzardo di troppo?

Voto: 4

Fiorella Mannoia – Mariposa

Maestria ed esperienza. A Sanremo 2024 Fiorella Mannoia torna portando in scena quello che è abituata ad offrire al suo pubblico nei suoi spettacoli. Coinvolge l’Ariston e anche se non pare una proposta da altissima classifica, un ottimo Sanremo è di certo alla sua portata. Nel nome della libertà delle donne.

Voto: 6+

La Sad – Autodistruttivo

Un punk un po’ incravattato, quello proposto dai La Sad per la loro prima volta da assoluti outsider al Festival di Sanremo. Tra le penne che firmano “Autodistruttivo” c’è anche quella di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, che ha senza dubbio contribuito a rendere la proposta del gruppo più accessibile al grande pubblico. Restano convincenti, nonostante la prova vocale più che incerta. Encomiabile inoltre la scelta di trattare il tema del suidicio, specialmente quello tra giovanissimi, che sul palco di Sanremo, in questa modalità, non era mai salito. Parlarne, sempre, in qualunque modo. Può salvare.

Voto: 6+ (Voto coinvolgimento emotivo: 7½)

La Sad a Sanremo 2024

Irama – Tu no

Non sono un appassionato delle doti interpretative di Irama, talvolta di difficile comprensione. Non ne ho mai fatto mistero. Eppure con questa “Tu no“, al primo ascolto, c’è stato qualcosa che mi ha saputo coinvolgere. Merito anche di un bellissimo arrangiamento, su cui s’appoggia l’intero pacchetto, che non conta certo su sfumature variegate.

Voto: 6½

Ghali – Casa mia

La prima proposta davvero internazionale la porta sul palco Ghali, ma d’altronde non è una sorpresa. Ci mette personalità, e anche quella la conoscevamo già. Ci limitiamo a un bravo: ha fatto ciò che tutti – o almeno noi – ci aspettavamo. L’effetto però, a fine esibizione, sa tanto di Venezia: bella, sì, ma non ci vivrei.

Voto: 6

Negramaro – Ricominciamo tutto

Giuliano Sangiorgi è di un livello che, all’interno di una competizione, specialmente come quella di Sanremo, fatica a starci tutto. Confermato l’effetto che la stampa di settore presente ai preascolti aveva pronosticato: ospiti capitati in gara. Ed è così, anche con un pezzo non troppo immediato. Possiamo solo dire grazie.

Voto: 8

Annalisa – Sinceramente

Ll’attacco del primo ritornello, abbastanza straniante, poi ti ritrovi a cantare con la rossa cantante un pezzo che nemmeno conosci. È così che si fa una hit? Molto probabile, ma d’altronde è più di un anno che Annalisa ci insegna come si sta in classifica. Inoltre sapendo anche cantare, incredibile vero?

Voto: 7

Annalisa
Annalisa a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

Mahmood – Tuta gold

Risentimento e determinazione ad annegarlo, quel risentimento. Mahmood in “Tuta gold” mette tutto quello che ha senza battere ciglio: carisma, identità e personalità. Si rifà a “Barrio“, un po’ anche a “Dorado“, tutti pezzi suoi. Insomma, identitario. E la hit è servita.

Voto: 7

Diodato – Ti muovi

Cantautori come Diodato alla scena musicale italiana servono come l’ossigeno. Dopo lo spettacolare album “Che vita meravigliosa“, il nuovo disco è risultato un po’ appannato. Non fa eccezione il brano proposto quest’anno a Sanremo, con echi di Concatiana memoria. Bella la performance, ma che non risulta nuova all’occhio di chi ha visto l’Eurovision 2022.

Voto: 6-

Loredana Bertè – Pazza

Loredana Bertè è capace di vincere sempre. Sempre. Anche quando canta un pezzo che sa della sua “Dedicato” e anche della sua “ANGELI & Angeli“. Il testo, visto il vissuto di Loredana, ha un sapore diverso.

Voto: 6½

Loredana Berte
Loredana Bertè a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

Geolier – I p’ me, tu p’ te

Chi lo dice che il dialetto napoletano non possa fare capolino sul palcoscenico europeo dell’Eurovision a maggio? Geolier potrebbe sovvertire i pronostici – che comunque lo danno ben quotato, anzi, quotatissimo – e portarsi a casa il leoncino d’oro. Di certo non ruberebbe niente. Contemporaneo, a fuoco, centrato. E non è mica scontato, basta vedere qualche altro collega nella rosa di Sanremo 2024.

Voto: 7+

Geolier
Geolier a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

Alessandra Amoroso – Fino a qui

È chiaro a tutti come questo Sanremo 2024 rappresenti un passo cruciale per Alessandra Amoroso, dopo mesi di silenzio e “rehab” forzato dopo le valanghe d’odio social. Al primo ascolto potremmo dire che la scelta del brano è azzeccata. Di sicuro non si discosta dalle produzioni che arricchiscono la sua discografia, ma “Fino a qui” è forse da le tracce più eleganti del suo repertorio. Il vestito giusto al posto giusto. Chissà se anche al momento giusto.

Voto: 7

Alessandra Amoroso 1
Alessandra Amoroso a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

The Kolors – Un ragazzo una ragazza

Come Ghali. I The Kolors fanno a Sanremo 2024 ciò che gli ha portato un rinnovato successo la scorsa estate, anche se è lì che sono rimasti: trapiantate sulla musica del ritornello di questo brano, il ritornello di “Italodisco“. La differenza sarà difficilmente distinguibile. Ciò non gli impedirà comunque di fatturare con una nuova hit (fatta comunque molto bene, e su questo non si discute).

Voto: 6

Angelina Mango – La noia

Confermo quanto sempre asserito: Angelina Mango è un grande talento. Tanta personalità al servizio di sostanza che c’è e che tra qualche anno avrà la maturazione giusta per essere davvero indistruttibile. Plauso anche a Madame e alla squadra dietro questo pezzo, che veste bene la cantante, alla sua prima prova sanremese.

Voto: 6+

Il Volo – Capolavoro

Il brano dei tre, sempre più ex tenori e totalmente ex baby prodigi, sembra uscito da un musical. Comunque migliore della naftalinica “Grande amore” che li fece trionfare nel 2015. Il loro talento sempre indiscutibile, stavolta al servizio di un pezzo pop che più pop non si può.

Voto: 6-

BigMama – La rabbia non ti basta

Spiazzante. Non la BigMama che ci saremmo aspettati, eppure convincente. Il pezzo è forte e durante la settimana potrebbe stupire. La frase “Vorresti un altro corpo, ma a quale costo?” colpisce come un pugno, come quella rabbia, che poi alla fine non basta davvero mai a colmare i propri vuoti.

Voto: 6½

BigMama
BigMama a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

Ricchi e Poveri – Ma non tutta la vita

Rivelazione della serata. Arrivano sul palco come un mega pacco regalo, per poi liberarsi dal gigante fiocco sull’esplosione di un ritornello irresistibile, così come irresistibile è il tango che, dalla platea, raggiunge i Ricchi e Poveri sulla scena. Gli vogliamo bene e in fondo il bisogno di dargli un voto non c’è.

Voto: sv

Ricchi e Poveri
Ricchi e Poveri a Sanremo 2024 – Foto GettyImages

Emma – Apnea

Quest’anno a Sanremo 2024 la carne a cuocere è davvero tanta, forse troppa – ma ce lo ripetiamo già troppo anno – e il rischio di rimanere “lì” c’è. Emma, in ogni caso, convince è continua a dare ragione ad un progetto discografico, quello avviato con il disco “Souvenir“, in cui la cantante si riscopre. Cambiare pelle, rigenerarsi e regalare cose nuove e diverse al pubblico è sempre una vittoria.

Voto: 6+

Renga Nek – Pazzo di te

Nulla ci si aspettava, nulla è pervenuto. Se non altro era ormai da qualche partecipazione che Francesco Renga non azzeccava una performance vocale senza stonature. Stavolta, con Nek, l’ha portata a casa.

Voto: 3

Mr. Rain – Due altalene

Nel 2023 era “fermeremo il vento come dentro gli uragani“, nel 2024 è “Io e te fermiamo il mondo quando siamo insieme“. Mr. Rain non ci prova nemmeno a differenziare la proposta rispetto allo scorso anno (e no, sostituire i bambini con delle altalene non basta).

Voto: 3

bnkr44 – Governo punk

Simpatici. Arrivano da Sanremo Giovani ma le cose migliori le hanno fatte ascoltare prima di entrare nel radar sanremese. Un po’ un’occasione mancata, ma il pezzo in gara non è da buttare. Resta il dubbio, però, su quanto e cosa potranno trarre da questa partecipazione.

Voto: 5

Gazzelle – Tutto qui

Immaginate un artista simbolo di un’intera generazione di cantautori indie. Immaginate un cantautore reduce da concerti negli stadi. Immaginatelo in gara per la prima volta a Sanremo, ma con un pezzo non all’altezza delle sue capacità. L’elefante che partorisce un topolino: Gazzelle inghiottito dal palco di Sanremo è una cosa che non avevamo visto arrivare.

Voto: 4

Dargen D’Amico – Onda alta

Sembrerebbe un passo in avanti rispetto a “Dove si balla“, che era una canzone gigiona e poco altro. In “Onda alta” c’è qualcosa di molto interessante, che deve fare a cazzotti con uno styling piuttosto invasivo per emergere e catturare un’attenzione che, all’1:00 di notte, non è che sia al massimo.

Voto: 5 (con riserve)

Rose Villain – Click boom!

C’era curiosità per il debutto di Rose Villain a Sanremo e magari per certi versi le aspettative non sono state smentite. La proposta dell’artista è intrigante, particolare e audace. Forse troppo. Da riascoltare senza dubbio, ma i pochi giorni del Festival basteranno per farla arrivare al pubblico a sufficienza, per non rischiare di finire a parlare di “bruciatura”?

Voto: 6- (con riserve)

Santi Francesi – L’amore in bocca

Sofisticati da morire. Prima Musicultura (quando nemmeno si chiamavano Santi Francesi), poi l’affermazione ad X Factor e un successo comunque tutto da conquistare. All’Ariston il duo è arrivato tramite Sanremo Giovani, ed è tutto meritato. “L’amore in bocca” vanta una produzione minuziosa e contemporanea. Una nota di spiccato stile che non passa inosservata nonostante l’ora tarda.

Voto: 7+

Santi Francesi a Sanremo 2024

Fred De Palma – Il cielo non ci vuole

Fred De Palma arriva al suo primo Sanremo e si spoglia delle sonorità con cui stava iniziando a costruire una propria identità nella musica tricolore, affacciandosi anche sul mercato latino. Francamente dubito riuscirà ad emergere in questi cinque giorni di kermesse.

Voto: 5-

Maninni – Spettacolare

Amadeus l’ha voluto portare a tutti i costi tra i Big, nonostante di Big non si tratti. Magari crescerà con più ascolti, ma dopo un primo viene da dire: “Tutto qui?“.

Voto: 5-

Alfa – Vai!

L’entusiasmo di Alfa da solo basta ad illuminare il palco. È un giovane cantautore ed ha talento, ma non ci pare abbia portato il pezzo della vita, cosa che probabilmente, trattandosi del primo Sanremo e di una notorietà ancora tutta da conquistare, avrebbe aiutato. Ah, sì, anche noi qui abbiamo sentito qualcosa di “Counting stars” degli OneRepublic.

Voto: 6-

Il Tre – Fragili

È il trentesimo cantante della serata – un’odissea faticosissima – a portare un po’ di rap, in un Sanremo 2024 comunque pieno di contemporaneità. Niente di irresistibile, comunque.

Voto: 5

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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