I Tropea sono un habitué del ballottaggio ad X Factor. I giudici li tengono in gioco ma il pubblico li rigetta costantemente. Perché?

Faccio una premessa: all’edizione corrente di X Factor, quella che odora di ultima targata Sky, mi sono avvicinato da poco e con un modesto interesse, complice una disaffezione totale al format, macchiato da un’inclusività a tutti i costi, poi a conti fatti esclusiva. Un buon livello generale del cast da cui emergono pochi capi, tra questi i Tropea, band milanese che ho scoperto con grande sorpresa essere dei veri e propri highlander nel talent: masticati e sputati dal pubblico, ma ancora in corsa. È proprio vero che il pubblico non ha sempre ragione, ma perché?

Dopo aver superato una prima eliminazione flash durante la puntata di ieri sera, la band composta da Pietro Lupo Selvini, Claudio Damiano, Domenico Finizio e Lorenzo Pisoni si sono esibiti, accompagnati dall’orchestra, su una bellissima versione di “Song to say goodbye” dei Placebo. Andando a ritroso nelle loro precedenti performance nel programma, un bel banco di prova considerato quanto portato in scena fino ad oggi. Brava Ambra, loro giudice – tra l’altro ultimi concorrenti rimasti in gioco del suo roster – con quest’assegnazione.

Tra esibizioni anonime, citofonare Omini, altre danneggiate da errori di regia – ma comunque frutto di assegnazioni inadatte – come per la giovane Linda, nemmeno l’essere stati tra i migliori ha salvato i Tropea, che si sono trovati all’ultimo scontro con i blandi, e a tratti caricaturali, Disco Club Paradiso, i peggiori della manche a mani basse con la loro versione di “Cuore matto” di Little Tony.

C’è da fare una constatazione: in un talent show la prova con l’orchestra è fondamentale, ad un certo punto del percorso, per testare l’effettiva adattabilità dei concorrenti ad un contesto più professionale e, a tutti gli effetti, da musicisti veri e propri. Soltanto in due sono riusciti a superarla: i Tropea, di fatto tra i più pronti per una carriera solida, e Beatrice Quinta che, se venisse confermato lo spirito originale di X Factor, ovvero quello di individuare la nuova popstar italiana, sarebbe la perfetta vincitrice del carrozzone.

Tornando al ballottaggio, per i Tropea s’è trattata della quarta volta consecutiva sulla graticola in cinque puntate di live show. Anche in questo caso l’interessante formazione l’ha spuntata grazie al giudizio dei giudici, che li ha premiati con il salvataggio dopo un’intensa interpretazione di “Luna” dei Verdena, ma il responso è chiaro: i Tropea al pubblico votante – non tantissimo, considerati gli ascolti ormai all’osso del talent – non piacciono.

Il pubblico va educato per avere ragione

Sono bravi, sono capaci, sono giusti. Sono quelli che mi verrebbe da definire autentici “mestieranti”, pur appartenendo ancora a quell’amatorialità naturale per qualunque concorrente da talent. Hanno all’attivo un’EP, fanno musica già da qualche anno. Complice il fatto che non sono dei ragazzini e le consapevolezze di ognuno siano riuscite a trovare il proprio specchio nella musica, ma sta di fatto che i Tropea, dovessero uscire da X Factor domani, sarebbero pronti ad una carriera vera, più in sala d’incisione e meno davanti alle telecamere. Questo discorso non vale per tutti i ragazzi ancora in gioco.

La prossima settimana sarà la volta della semifinale e con ogni probabilità i Tropea dovranno ancora una volta sudarsi l’accesso ad un’insperata finale. Traguardo che meriterebbero ad occhi chiusi e a orecchie spalancate. C’è chi dice che il pubblico abbia sempre ragione, ma credo fermamente che il pubblico vada educato a scegliere cosa sia giusto o sbagliato, e se la meritocrazia può ancora trovare posto tra le dinamiche televisive, che il giudizio di pochi – dei quattro giudici in questo caso – continui a prevalere sul responso popolare. Un giusto prezzo per dare la precedenza al merito. In questo caso, appartenente ai Tropea.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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3 replies on “X Factor e il caso Tropea: quando la bravura (agli occhi del pubblico) non paga”

  • Luisa Esposito,
    Novembre 30, 2022 at 6:33 am

    Condivido in pieno, il pubblico va educato se vogliamo che merito e qualità abbiano la meglio sulla mediocrità è il pressapochismo….e non solo nella musica

  • carlo
    Dicembre 23, 2022 at 12:47 pm

    “macchiato da un’inclusività a tutti i costi, poi a conti fatti esclusiva”

    una delle frasi, e dei pensieri, più idiote che si possano concepire grondante fragilità morale e intellettuale.
    l’unica cosa che esclude l’inclusività è l’ignoranza di gente allevata a pane e privilegio.

  • […] l’esperienza ad X Factor nel 2022 (giunsero quarti in una finale vinta poi dai Santi Francesi), per i Tropea è arrivato il momento […]