La band toscana Scuse Inutili ha pubblicato il secondo album in carriera, “Senza trovarsi mai“. Eccolo traccia per traccia

Torniamo indietro al 2020, a quell’anno stravolto dalla pandemia da Covid-19. Una band della provincia di Arezzo, chiamata Scuse Inutili, lancia sul mercato il proprio album d’esordio, “Come pensi di scappare“, ma come accaduto per l’intero comparto musicale, l’emergenza sanitaria congela tutto e se per una formazione emergente è un lavoro complesso riuscire a farsi notare in condizioni “normali”, figuriamoci con una pandemia ad immobilizzare tutto. Da quel senso di rabbia e delusione, la band si rimette in studio e comincia a lavorare a quello che, oggi, è il loro secondo progetto discografico: “Senza trovarsi mai“.

Come facilmente intuibile, c’è stata una gestazione molto lunga dietro questo secondo album per Scuse Inutili. Ben quattro anni di lavoro in studio, al fianco di Davide “Divi” Autelitano dei Ministri, che ha curato la produzione artistica di questo nuovo progetto della formazione toscana, composta da Luca Panoni (chitarra e voce), Marco Freschi (basso e cori) e Davide Boschi (batteria e cori). Tutta la serie di infinite e contrastanti emozioni vissute in quel periodo dai tre di Scuse Inutili trovano adesso casa in “Senza trovarsi mai”.

 «Fin dalla prima settimana di lockdown abbiamo pensato di cercare di sfruttare quel tempo indefinito per comporre musica nuovaLa mancanza di prospettiva e la disillusione del disco praticamente ucciso dalla pandemia, ci hanno fatto da motore per andare avanti. L’album è infatti rabbioso e malinconico, ma c’è sempre quel velo di speranza che un po’ ci descrive. In fondo siamo semplicemente tre ragazzi con il bisogno di alzare al massimo gli amplificatori per cercare la felicità», affermano Scuse Inutili.

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“Senza trovarsi mai” di Scuse Inutili

TRACK BY TRACK DI “SENZA TROVARSI MAI” DI SCUSE INUTILI

  • DINOSAURI – è il “grido” che apre l’album: quando il mondo intorno crolla, tutto ciò che possiamo fare è stringerci e urlargli contro. Muri di chitarre e voci strozzate per dare un senso anche alla fine. Il brano esplora la vacuità dell’esistenza e di tutte le sue sfaccettature alle quali si cerca di dare importanza attraverso i legami. A questi, invece, ci si aggrappa quanto sembra di essere arrivati ad un punto di non ritorno. Dinosauri è un inno per chi affronta a testa alta i fallimenti.
  • ANCHE SE POI FARÀ MALE – racconta la difficoltà e, allo stesso tempo, la necessità di capire quando è il momento di andare avanti, troncando di netto ciò che logora prima di distruggerlo per sempre. La canzone esplora la consapevolezza della fine, la rabbia nell’accettazione, la realizzazione che a volte bisogna fermarsi per andare avanti. Anche se poi farà male è un brano aggressivo trainato da una batteria sincopata e da chitarre distorte, che cresce costantemente ed esplode più volte prima della deflagrazione finale nella quale viene buttato fuori tutto per poter poi ripartire da zero.
“Anche se poi farà male” di Scuse Inutili
  • SUBITO NOTTE espone tutte le domande rimaste nascoste, quesiti che abbiamo sempre evitato di guardare ma che il lockdown ci ha obbligato ad affrontare. La vulnerabilità prende il sopravvento mentre ci lascia deboli al cospetto del futuro che arriva prepotente. Schiacciati da un passato sempre più pesante, “aspettiamo” la notte per poterci riposare, anche solo per un attimo. Il brano evoca un immaginario particolare: attorno al fuoco, raccontiamo ciò che ci spaventa per scoprire, poi, che le paure sono simili per tutti.
  • NON AVERE FRETTA – parla di rapporti conflittuali, di scontri che portano a staccarsi e riavvicinarsi, del timore di cedere alla paura stessa e al contempo la serenità nell’abbandonarsi all’insicurezza. Sono speranza e disillusione che si inseguono e si superano continuamente. Il brano nasce come canzone pop/elettronica a cui è stata poi data una svolta rock per enfatizzare anche dinamicamente l’altalena di emozioni contrastanti che viene espressa. Non avere fretta è figlia del lockdown, periodo in cui sono stati messi a dura prova rapporti umani, gli stessi che il brano analizza ed estremizza.
  • CIÒ CHE RIMANE – con questo pezzo la band realizza che per quanto si possa cercare di allontanarsi, quello che resta è ciò che conta. Ed è una realizzazione piena d’entusiasmo. La canzone ha un ritmo incalzante e un mood positivo che sospende nei ritornelli per enfatizzare il concetto fondamentale: non si può cancellare ciò che arriva veramente a fondo. Rimane la celebrazione dei rapporti che, pur vivendo di alti e bassi, hanno fondamenta inossidabili resistenti alle intemperie.
  • OCCHIAIE – è la storia di una relazione che non si spegne, che persiste nei ricordi e nelle minuzie, e nella quale la perizia di dettagli sia visivi che emotivi sottolinea l’intensità e trasporta nell’immaginario raccontato. Il brano è una ballad acustica che cresce esponenzialmente fino ad esplodere in un finale rock graffiante e disperato. Occhiaie cerca di raccontare emozioni comuni ma allo stesso tempo estremamente vivide.
  • BRANCHIE racconta la sensazione di inadeguatezza, il desiderio di continuare a scoprirsi, la voglia di non accontentarsi mai. Rappresenta coloro che sono stanchi di tutto e di tutti, coloro che non si sentono capiti, che si sentono soffocare dal contesto. L’obiettivo non è realizzarsi, trovare una propria dimensione, bensì continuare a scavare e scoprire che, uscendo dalle proprie sovrastrutture, è possibile godere della continua ricerca di se stessi.
“Senza trovarsi mai” di Scuse Inutili

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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