Arriva in digitale “Guarda il cielo“, il nuovo EP di Numb, distribuito da The Orchard per l’etichetta bolognese Makeathousand

Che possa essere il cielo a darci le risposte che chiunque, da sempre, ricerca? Che sia tra le nuvole quel conforto tanto ricercato nei momenti di incertezza? Una speranza, questa, che ritroviamo anche in “Guarda il cielo“, EP d’esordio di Numb, cantautore emergente che ha rilasciato il progetto con il sostegno dell’etichetta discografica bolognese Makeathousand, con distribuzione The Orchard. Cinque brani, cinque “pillole” di ricerca introspettiva che rappresentano un primo tassello nel percorso musicale di Numb, nome d’arte del veronese Filippo Toffanin.

Guardare il cielo per trovare un rifugio, guardare il cielo per trovarci conforto. Numb, se oggi guarda il cielo, cosa vede?

Quando Numb “guarda il cielo”, si rende conto che ogni giorno è diverso. Oggi, ad esempio, nel cielo ci ho visto casa.

Partendo dall’intro, che scandisce la profondità di questo EP, si affronta il tema del conflitto interiore e la ricerca di una serenità totalizzante. Cosa intendi comunicare a chi ascolterà “Guarda il cielo”?

Vorrei che arrivasse chiaro il messaggio di ascoltarsi e riuscire, tramite il proprio talento, a direzionare rabbia e pulsioni negative in qualcosa di positivo e produttivo per se stessi.

In “Zacinto” si parla di quel sentimento di “dissociazione” dal luogo in cui ci si trova. Può essere questo una casa, un ambiente, un corpo. Che lavoro c’è dietro quel riappropriarsi dei propri spazi per sentirsi, finalmente, centrati e al proprio posto?

Al centro di quel lavoro c’è sempre l’amore, verso sé stessi in primis e per le persone a noi care.

Tra i brani più intensi ed emotivi c’è “Lacrime dolci”, in cui protagonista è un rapporto madre-figlio. Ci puoi raccontare qualcosa in più sulla scrittura di questo pezzo?

Devo essere sincero: ho ancora dei ricordi offuscati riguardo la stesura del brano, ho provato molto dolore mentre lo scrivevo perché non accettavo il fatto che mia madre non potesse essere lì con me. Scriverlo è stato come riuscire ad abbracciarla attraverso le rime.

Un lavoro così intimo e personale fa cadere ogni sovrastruttura possibile agli occhi del pubblico. C’è stato un momento, mentre lavoravi a questo EP, in cui questo pensiero ti ha fatto un po’ paura oppure l’urgenza di comunicare è stata più forte?

Avevo molta paura di non essere compreso o addirittura frainteso, ma l’esigenza di comunicare ha sempre la meglio. Nella vita dico molte bugie, soprattutto a me stesso, solo con la musica riesco a dare voce alla mia verità.

Hai parlato di questo EP come prima destinazione di un viaggio. Sai già dove questo viaggio ti porterà, o almeno dove vuoi che ti porti?

Per ora resto qui seduto a guardare il cielo, scrivendo il mio primo disco.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *