Il nuovo tour negli stadi dei Negramaro parte dal “Maradona” di Napoli. Ospiti Niccolò Fabi e Aiello, “spoiler” del nuovo disco, omaggi e ricordi importanti e tante emozioni

Quante cose possono accadere nell’arco temporale di una canzone? Infinite, se uno ci pensa. Considerato anche che la durata di una canzone non è mai prestabilita, non è mai d’ufficio. Le regole della discografia odierna sintetizzano tutto a poco più di due minuti – comunque sufficienti a rivoltare una vita – mentre i più nostalgici, o forse più ricchi di parole da sputare, su muovono anche oltre i quattro. Per i Negramaro ne bastano solo tre. Solo tre minuti, moltiplicati per tutto un repertorio farcito di emozioni che allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli, per l’apertura del nuovo tour negli stadi della band, s’è librato in volo, alto nel cielo.

Tre minuti in cui si possono versare lacrime, che esse siano di dolore o gioia. Si può correre il rischio di innamorarsi, fugacemente o perdutamente. Si può anche correre il rischio di non provare nulla, di non avvertire niente sulla pelle, ma non è questo il caso. Tre minuti che separano da un Nirvana che sembra non arrivare mai, ma che quando arriva ti porta a camminare su quelle che sembrano nuvole al profumo di rose, ti fanno perdere il contatto col terreno e ti senti leggero, libero, profondamente connesso all’universo e ai suoi moti repentini.

Che siano tre minuti, due, quattro, sei o dieci, la forma canzone porta con sé un potere da non dimenticare mai. Quello di comunicare, di coinvolgere e rapire verso altri mondi, verso mille lune. Perché anche se di luna ce n’è una soltanto, questa si lascia libera di essere vissuta secondo le singole interpretazioni di ognuno. Quelle lune tra cui Giuliano Sangiorgi, in apertura di concerto, si muove vorticosamente sulla lunga pedana che, dal main stage del “Maradona”, porta in Negramaro direttamente tra la gente, la loro gente, che in quei tre minuti di canzone ci legge da anni tutta la propria vita.

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Negramaro in concerto al “Maradona” di Napoli – foto di Giuseppe Melone Fotoreporter

Davanti alle 25mila di persone che, da ogni parte del meridione e non solo, sono arrivate ad uno degli stadi più rappresentativi dell’autentica essenza del calcio italiano, i Negramaro hanno fatto un viaggio attraversando tutta la loro discografia. Anni di successi cementificatisi nell’immaginario collettivo e nelle memorie di tanti, fan e non, della band. Non poteva mancare neanche “Ricominciamo tutto“, brano che appena qualche mese fa li ha visti ritornare in gara al Festival di Sanremo, a diciannove anni di distanza dalla prima volta, quel debutto fulmineo tra i Giovani con l’iconica “Mentre tutto scorre“, anche questa attesissima e accolta con calore dalla platea.

NAPUL È MILLE… OMAGGI: DA PINO DANIELE A DOLORES O’RIORDAN

Non sono mancati omaggi pregni di emozione durante un concerto, quello napoletano, dedicato al ricordo di Pino Daniele. Bandiera della musica partenopea per cui Giuliano Sangiorgi nutre una sincera devozione. È così che nel bel mezzo dello show, l’artista è stato raggiunto da Alessandro Daniele, figlio di Pino, che ha consegnato nelle mani del cantautore l’inconfondibile chitarra dell’artista campano. Commozione incontenibile per Sangiorgi, che ha anticipato di pochi istanti uno dei momenti più intimi ed emozionali del concerto. Una “Napule è” cantata insieme ad Alessandra Tumolillo, che insieme ad altri giovani esponenti della Fondazione Pino Daniele, hanno curato l’opening dello show, così come anche nelle prossime tappe.

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Non sono mancati omaggi pregni di emozione durante un concerto, quello napoletano dei Negramaro, dedicato al ricordo di PinoDaniele. Bandiera della musica partenopea per cui #GiulianoSangiorgi nutre una sincera devozione. È così che nel bel mezzo dello show, l’artista è stato raggiunto da Alessandro Daniele, figlio di Pino, che ha consegnato nelle mani del cantautore l’inconfondibile chitarra dell’artista campano. Commozione incontenibile per Sangiorgi, che ha anticipato di pochi istanti uno dei momenti più intimi ed emozionali del concerto. Una “Napule è” cantata insieme ad AlessandraTumolillo, che insieme ad altri giovani esponenti della FondazionePinoDanieleonlus, hanno curato l’opening dello show, così come anche nelle prossime tappe. #4quartimagazine #musicaitaliana #concerti #stadiodiegoarmandomaradona #negramarolive #musica @Negramaro

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Tra i momenti più belli dell’intero concerto sarebbe impossibile non sottolineare l’omaggio piano e voce di Sangiorgi a Dolores O’Riordan, cantautrice e musicista irlandese, nota per esser stata la frontwoman dei Cranberries, che nel 2007 collaborò con i Negramaro nel bellissimo brano “Senza fiato“. A lei Sangiorgi ha rivolto il suo applauso, dirottandole anche quello di tutto il Maradona, mentre sui led è apparso uno scatto in cui i due s’abbracciavano teneramente. Non solo, nel corso del concerto il cantautore ha intonato anche “Canzone” e “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla.

FABI E AIELLO OSPITI AL MARADONA (E NEL NUOVO ALBUM DEI NEGRAMARO)

In uno show talmente ricco e pieno come quello proposto dai Negramaro a Napoli, non potevano mancare ospiti speciali. Ed è così che sul main stage si presenta Niccolò Fabi, con un’ovazione da parte del “Maradona”, per un intimo duetto su “Solo 3 minuti” insieme a Giuliano Sangiorgi. La coppia di cantautori ha poi presentato, insieme al musicista Bob Angelini, in anteprima un brano inedito che andrà a far parte della tracklist del nuovo album del gruppo di prossima uscita. La traccia s’intitola “Congiunzione astrale” e ha ottenuto pareri favorevoli dal pubblico presente. «Napoli, hai un orgoglio commovente» la chiosa di Fabi.

Ospite è stato anche Aiello. Il cantante – che ha da poche settimane pubblicato “Talete”, il suo nuovo singolo – ha accompagnato il leader dei Negramaro nell’esecuzione di un altro dei brani cult del repertorio della band, “Attenta“. «Aiello ci ha raggiunti a Berlino, dove abbiamo registrato il disco» ha affermato Sangiorgi, svelando anche la presenza del cantante nel prossimo album del gruppo. Insieme hanno cantato per la prima volta la canzone che figurerà anche nella tracklist. «Giuliano per me è un fratello maggiore – ha detto Aiello –. Napoli, tu sei l’unica città che fa sentire chiunque a casa, perché sai amare chiunque».

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Negramaro in concerto al “Maradona” di Napoli – foto di Giuseppe Melone Fotoreporter

Sarà che quella dei Negramaro è un’altra scuola. Sarà che Giuliano Sangiorgi viene da una generazione di cantautori che oggi è mutata fino a diventare quasi impossibile da mettere a confronto. Se ciò sia giusto o sbagliato, lo lasciamo ad una libera interpretazione di ognuno, di fatto però riempie il cuore assistere ad un concerto carico, completo, compiuto, e non si tratta di mera scelta di scaletta, ospiti o momenti-ricordo. L’aura dell’artista non si perde col tempo, al massimo si rafforza, per essere assorbita dai comuni mortali che, sotto al palco, saranno sempre lì a cantare fino allo sfinimento, fino all’ultima canzone. Che siano tre minuti, quattro minuti o dieci minuti.

Prossime tappe del tour negli stadi dei Negramaro, organizzato da Friends&Partners e Magellano Concerti, saranno a Udine(18 giugno), Milano (22 giugno), Messina (3 luglio) e Bari (6 luglio).

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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