Dopo X Factor, Le Endrigo lanciano nuova musica e partono in tour. Domani saranno dal vivo al Dissonanze di Baronissi (SA)

In tanti li hanno scoperti nell’ambito di X Factor, il talent show targato Sky, ma la band de Le Endrigo ha origini ben radicate nella scena musicale punk italiana, oltre che nell’underground, quello suonato e cantato fuori dai denti su un palcoscenico. Oggi, che si sono lasciati alle spalle il percorso televisivo, la band composta dai fratelli Gabriele e Matteo Tura, Ludovico Gandellini e Vittorio Massa, ha rilasciato una nuova traccia ed ha già avviato un tour che domani li porterà ad esibirsi al Dissonanze di Baronissi. Appuntamento a cura di Blast Eventi, con 4quarti Magazine media partner.

Il viaggio ad X Factor, così come tante altre curiosità relative a Le Endrigo, ce le siamo fatte raccontare da Ludovico Gandellini, che di questa formazione è il batterista.

Vista dai tuoi occhi, che esperienza è stata quella di X Factor?

Per noi è stata un’esperienza tecnicamente al top. Ci siamo trovati molto bene sia perché eravamo un po’ più grandi rispetto alla media, sia perché essendo in quattro, e non da soli, ci ha dato una mano a vivere l’esperienza in maniera più serena. È un mondo a sé vissuto con gli occhi di chi aveva già un po’ di esperienza dal vivo. Abbiamo dato il giusto peso alle cose, siamo riusciti ad andare sempre incontro alle richieste e la cosa bella è che abbiamo avuto sempre la possibilità di restare noi stessi senza snaturarci, cosa che non c’è mai stata chiesta. Abbiamo trovato persone disposte ad ascoltarci.

Cosa importantissima, specialmente in un contesto come quello di un talent, no?

Sì, ci sono molti pregiudizi. Anche noi non sapevamo a cosa stessimo andando incontro, ma musicalmente è stata una scoperta positiva. Dal punto di vista tecnico è pieno di maestranze e professionisti bravissimi con cui si è instaurato un certo legame e sono venuti anche a vederci in concerto a Milano. Siamo stati fortunati ad avere Emma come nostro giudice. A differenza di qualcun altro che magari era presente il giusto, lei era molto coinvolta, si sente la necessità che ha di contattarti anche più volte al giorno per sapere come vanno le prove, la preparazione dei pezzi. Ci siamo sentiti coccolati da lei che ci ha seguiti e ci ha permesso di crescere.

Guardando al vostro percorso, credete di esser stati capiti al 100% oppure qualcosa poteva andare meglio?

Siamo molto soddisfatti. Abbiamo detto quello che volevamo dire come lo volevamo dire, siamo stati anche molto fortunati perché questa esperienza è arrivata dopo la pubblicazione del nostro manifesto. È stato il giusto megafono per questo cambiamento che avevamo nelle corde da qualche anno. In quel contesto ci siamo sentiti liberi di dire la nostra, ovviamente questa cosa ti apre al pubblico televisivo che si esprime nei modi che ben conosciamo. I leoni da tastiera esistono, ma nel gioco della televisione lo si mette in conto.

Le Endrigo ad X Factor

In una recente intervista Simona Ventura, storico giudice di X Factor, ha detto che il talento show oggi è diventato troppo “esclusivo”, perdendo il suo “lato pop”. Cosa ne pensi?

Purtroppo personalmente non ho mai seguito molto i talent show, quindi posso parlarti in base a ciò che ho vissuto e ho avuto modo di vedere. Ognuno ha avuto la possibilità di dire la sua nelle proprie corde, che poi fosse pop o no non saprei dirtelo. Siamo stati anche molto aiutati sotto vari aspetti tecnici. Ha perso il suo lato pop? Non saprei, direi di no, è stata un’esperienza musicale a 360°.

Oggi abbiamo Le Endrigo, ma dai primi dischi ad oggi, cosa è cambiato?

È cambiata tanta tecnica, pulizia e veicolare i nostri messaggi in maniera più diretta e sicura. Il nostro pubblico sta crescendo con noi. Con l’ultimo singolo ho riscontrato qualcosa di diverso: siamo più a fuoco, importantissimo per le dinamiche musicali. C’è stato tanto lavoro all’interno del programma con professionisti che ci hanno aiutato a togliere il superfluo e a dare la giusta importanza a ciò che dovevamo far emergere. L’attitudine è sempre punk, ma musicalmente abbiamo messo bene a fuoco i nostri obiettivi.

Con la pubblicazione del vostro ultimo album lo scorso anno, avete anche cambiato il vostro nome in Le Endrigo, per lanciare un messaggio importante contro le discriminazioni. Una svolta fondamentale per voi, no?

È stata una svolta che bolliva nel nostro pentolone già da anni. Da quando è uscito questo manifesto teniamo sempre a ribadire una cosa: il nostro non è un tentativo di prendere il posto di chi invece dovrebbe avere in mano questo microfono e dovrebbe dire queste cose. Vogliamo soltanto mettere l’accento, incuriosire le persone, insinuare la domanda. Non vogliamo sostituirci a chi viene preso di mira direttamente da queste tematiche, ma vogliamo dare una mano a provare a cambiare le dinamiche dall’interno.

Nel brano “Cose più grandi di te” parlate anche di pregiudizi. Ma proprio il pregiudizio, specialmente con questo passaggio a Le Endrigo, vi ha colpiti? Vi spaventa?

Il cambio del nome ha avuto molta risonanza, specialmente con il programma. Come dicevamo prima, il gioco della tv vuole che ognuno si esprima e dica la sua sui social. I commenti non potevano che esserci, sia positivi che – soprattutto – negativi. Non ci siamo preoccupati della cosa perché sapevamo che saremmo andati a smuovere le acque, ma se non si fanno queste cose non si tenterà neanche di cambiarle. Siamo pronti a tutto, diciamo le nostre cose e difendiamo i nostri ideali e valori. Paura zero.

Il vostro ultimo singolo invece, da poco rilasciato, si intitola “Un santo, un ricco, un fascio“. Ce ne parli?

Questo brano nasce dopo l’esperienza X Factor e vuole essere un pezzo che accompagna il nostro tour. Parla della nostra quotidianità e ancora una volta mette nero su bianco come la pensiamo su determinate tematiche. È una fotografia di ciò che Le Endrigo sono in questo preciso momento.

Siete attualmente in tour e domani farete tappa al Dissonanze. Cosa ci sarà da aspettarsi?

C’è da aspettarsi tanto cantare. Lasceremo al pubblico tanto spazio. È un tour confezionato molto bene grazie all’esperienza di X Factor e alla figura di Igor, che ci sta dando una grande mano. È un tour che ci rispecchia, fa cantare molto e lo facciamo sudando il più possibile. Va vissuto cercando di emulare i tempi passati del pre-Covid. Speriamo di ripartire e far tornare tutto alla normalità.

Le Endrigo
Le Endrigo

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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