La nuova era discografica di Annalisa parte oggi. A scandirla sono le note sfarzose di “Bellissima

Si tuffa di petto nell’oceano delle sonorità eighties, quelle piene di luci e paillettes per intenderci, Annalisa, strizzando l’occhio alla produzione di maggior successo della promessa – parzialmente realizzata – Ava Max, per “Bellissima“, il singolo che apre ufficialmente il sipario sulla sua prossima era discografica, l’ottava in undici anni di carriera, dopo un’estate da platino condivisa insieme ai Boomdabash.

Scritto dalla stessa cantautrice savonese insieme a Davide Simonetta e Paolo Antonacci, con produzione siglata da d.whale, fuori con Warner Music Italy, “Bellissima” serve sul piatto un’Annalisa ancora una volta diversa dalla versione di sé ammirata in precedenza. D’altronde nel corso degli anni l’artista ha più volte cambiato pelle ed esplorato vesti sonore, non sempre ben accolte dal pubblico e dalla critica.

In questi undici anni di carriera – iniziata tra i banchi di scuola di Amici di Maria De Filippi, nel 2011 – Annalisa è passata dal pop più melodico, in cui la canzone italiana era impantanata nei primi anni ’10, al cantautorato più ispirato – nella sua prova migliore, “Il diluvio universale” – passando per l’elettronica a cui s’è approcciata con il disco “Se avessi un cuore“.

Sperimentazioni, sempre amalgamate alle variopinte striature del pop, che non sempre hanno favorito l’artista, più volte finita sotto l’occhio inquisitorio dei fruitori di musica, accusandola di una scarsa identità e una direzione musicale che voleva percorrere troppe strade, finendo poi in vicoli ciechi.

Quelle critiche non hanno poi tanto sfavorito l’operato di Annalisa, che è oggi diventata – già da qualche anno in realtà – una delle artiste più apprezzate e ricorrenti nelle classifiche di vendita del panorama musicale al femminile. Con “Bellissima” la cantautrice si lancia così verso una più che probabile nuova partecipazione al Festival di Sanremo dove potrebbe tornare a dire la sua.

La strada intrapresa, scongiuri a parte, potrebbe portarle fortuna. “Bellissima” infatti, per quanto – a parere del sottoscritto, ancora troppo incantato da quell’Annalisa, signora della canzone italiana in erba, mostrata ne “Il diluvio universale” – non sia la sua prova più lucente, è senza dubbio un ottima pedina nel percorso in continua evoluzione della savonese. Le critiche, anche stavolta, sono state rispedite al mittente.

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.