Adriano pubblica “Eremita”, ultimo singolo prima di “Portoluna”: un racconto tra fuga, solitudine, amore e immaginazione, accompagnato da sonorità bossa nova.

Un uomo che non si sente compreso, un razzo costruito con le proprie mani e la Luna come rifugio. È da questa fuga surreale che prende forma Eremita, il nuovo singolo di Adriano, disponibile dal 3 settembre e ultimo capitolo prima dell’uscita di Portoluna, il nuovo album in arrivo il 25 settembre per peermusic ITALY.

Dopo Tano, Bagno interstellare e Na Matina, Adriano presenta così il personaggio centrale del disco: un uomo creativo e insofferente alle convenzioni che decide di lasciare la Terra per vivere completamente da solo. “Meglio solo, che dovervi dare conto” è la sua dichiarazione d’intenti.

Ma sulla Luna l’Eremita scopre che la fuga non basta. Può rinunciare alla casa, alle abitudini e persino agli altri, ma non all’amore. La sua storia diventa così una riflessione sulla solitudine e sul bisogno di relazione, mentre la distanza dalla Terra si trasforma in un viaggio dentro se stesso.

Musicalmente, Eremita si allontana dal tradizionale pop in 4/4 per muoversi in 6/8, con una struttura ispirata alla bossa nova. Le atmosfere guardano alla canzone italiana del passato, tra riferimenti a Mina e Samuele Bersani, riletti attraverso una sensibilità più malinconica e straniante. Il risultato sembra quasi la colonna sonora di una banda circense dispersa nello spazio.

Il brano entra così nell’universo di Portoluna, progetto sospeso tra realtà e immaginazione nel quale Adriano trasforma persone, luoghi e frammenti quotidiani in racconti surreali. L’Eremita, che è anche lo scrittore delle storie dell’album, racconta forse la stessa cosa che attraversa tutto il progetto: per quanto lontano si possa andare, alcune domande continuano a seguirci.

“Eremita” di Adriano

Testo di “Eremita” di Adriano

Odio tutti
Me ne vado faccio l’eremita
Mi rifugio dentro un bosco
Costruisco la mia casa
Non mi importa di nessuno

Sono un mago
So creare tutto quello che mi serve
Scappo sulla luna con un razzo interspaziale che mi porta via da lei

Finalmente
Oggi parto e non ritorno più
Che m’importa della terra
Qui non c’è nemmeno vento
Sono una divinità

Meglio solo
Che dovervi dare conto
Ma quante cazzate che vi dite sorridendo con molta semplicità

Qui c’è tutto
Miliardi di pianeti da guardare
I suoni dello spazio nascondono canzoni che voi non saprete mai

Posso farmi il caffè
Come lo voglio io
Un esempio intoccabile di perfezione il meglio che c’è

Posso anche fare casino
Sono la prova vivente che si può stare bene senza un camino
Forse ogni tanto mi annoio

Ma in fondo chi se ne frega
Meglio vivere qui che farsi rinchiudere in un manicomio
I pazzi sarete voi

Sono perfetto per me
Sono il più vero che c’è
il più atletico agile uomo vivente che esiste per me
Sono migliore di me
Sono più bello di me
Sono pazzo di me
Sono tutto per me
Solo io sono il re

Sono il più pieno di sè
Il più solo che c’è
Chissà se riesco a resistere un giorno soltanto qui senza di te

LEGGI ANCHE:

4quarti Magazine è un progetto editoriale nato da menti alla costante ricerca di novità e sperimentazione. Al centro c’è la musica in ogni sua sfaccettatura e sfumatura, il desiderio di viverla e raccontarla, cercando di contribuire al propagarsi della bellezza che una canzone sa liberare all’esterno.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *