Eurovision Asia debutta a Bangkok il 14 novembre 2026: ecco tutti i Paesi – e i cantanti – coinvolti nel progetto, tra selezioni nazionali, nuovi artisti e un format pensato per unire le diverse scene musicali dell’Asia.
L’Eurovision Song Contest Asia sta per diventare realtà. Dopo anni di progetti, ipotesi e tentativi rimasti sulla carta, il nuovo concorso musicale internazionale legato all’universo dell’Eurovision debutterà ufficialmente il 14 novembre 2026 a Bangkok, in Thailandia. L’iniziativa, annunciata dall’European Broadcasting Union (EBU) nel marzo 2026 in occasione del 70° anniversario dell’Eurovision Song Contest, rappresenta la prima vera espansione multinazionale del format in una nuova area geografica.
Non si tratta, dunque, di una semplice versione locale dell’Eurovision europeo, ma di un progetto concepito per mettere in relazione alcune delle più diverse realtà musicali e televisive dell’Asia. La prima edizione è ancora in fase di costruzione: il numero dei Paesi potrebbe aumentare, alcune selezioni nazionali devono ancora concludersi e gran parte delle canzoni in gara non è stata ancora annunciata. Proprio per questo, la lista che segue verrà aggiornata progressivamente con l’annuncio ufficiale di nuovi artisti e brani.
Eurovision Asia, da dove nasce il progetto
L’idea di portare il modello Eurovision in Asia non è nuova. Già nel 2016 l’EBU aveva stretto un accordo con l’emittente australiana SBS per sviluppare un Eurovision Song Contest destinato all’area Asia-Pacifico. Il progetto avrebbe dovuto coinvolgere un numero significativo di Paesi e prevedeva l’organizzazione di un grande evento televisivo itinerante.
SBS e la società di produzione Blink TV lavorarono per diversi anni alla sua realizzazione, ma il progetto non arrivò mai alla messa in onda. Nel 2021 SBS rinunciò infatti all’iniziativa, citando tra le difficoltà incontrate la complessità dei fusi orari, le barriere linguistiche, il coordinamento tra mercati televisivi differenti e, successivamente, l’impatto della pandemia. Il progetto annunciato nel 2026 va quindi considerato come una nuova iniziativa, pur partendo dalla stessa idea di fondo: costruire un grande concorso musicale capace di mettere in comunicazione le scene artistiche dell’Asia.
Chi organizza Eurovision Asia
La nuova manifestazione nasce dalla collaborazione tra European Broadcasting Union, Voxovation, S2O Productions e Channel 3 Thailand. Channel 3 ricoprirà il ruolo di Host Broadcaster, mentre Bangkok sarà la città ospitante della prima edizione. La scelta della Thailandia non è casuale. Il Paese dispone di una scena pop in crescita internazionale, di un’importante industria televisiva e di un mercato musicale nel quale negli ultimi anni si è sviluppato un forte interesse internazionale per il cosiddetto T-pop.
La manifestazione punta inoltre a raggiungere un pubblico potenziale di oltre 600 milioni di persone nella regione. Un dato che indica il bacino potenziale del progetto e non, naturalmente, una previsione di spettatori effettivi.

Bangkok ospita la prima edizione dell’Eurovision Asia
Come funzionerà Eurovision Asia
La struttura riprende alcuni degli elementi fondamentali dell’Eurovision europeo, ma non ne costituisce una copia. Ogni Paese seleziona un artista e una canzone attraverso una modalità che può variare da mercato a mercato. Alcune delegazioni ricorrono a veri e propri contest televisivi, altre a meccanismi differenti. Per l’edizione inaugurale è prevista una Grand Final unica a Bangkok, senza semifinali internazionali. Le selezioni nazionali costituiscono quindi il percorso attraverso cui i singoli Paesi individuano il proprio rappresentante.
Una delle novità già confermate riguarda il coinvolgimento del pubblico internazionale: gli show di selezione nazionale prevedono infatti un “Rest of the World vote”, permettendo agli spettatori al di fuori dei singoli Paesi di partecipare al processo di scelta. Per la finale è previsto un sistema che combina giurie professionali e voto del pubblico, secondo una logica analoga a quella dell’Eurovision europeo. I dettagli tecnici completi del regolamento dovranno tuttavia essere verificati sulla documentazione definitiva che verrà pubblicata dall’organizzazione.
Eurovision Asia non vuole essere soltanto K-pop
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la sua stessa ragion d’essere. L’Asia non è un mercato musicale omogeneo. Accanto al K-pop sudcoreano esistono realtà estremamente diverse: dal T-pop thailandese al V-pop vietnamita, dalla musica filippina alla scena malese, fino alle tradizioni musicali dell’Asia meridionale e dell’area himalayana. L’obiettivo dichiarato dell’EBU è proprio quello di dare spazio a queste differenti identità, evitando che Eurovision Asia diventi semplicemente una competizione dominata dai modelli pop più esportati a livello internazionale.
Il concetto di fondo è quello di “United by Music”, lo stesso principio che caratterizza Eurovision, declinato però all’interno di una regione caratterizzata da una straordinaria varietà linguistica e culturale.
I Paesi partecipanti a Eurovision Asia 2026
Al momento sono undici i Paesi coinvolti nel progetto. Non tutti hanno ancora completato la propria selezione e, di conseguenza, per diversi partecipanti non è ancora possibile indicare artista e canzone.
Eurovision Asia 2026: Paesi, cantanti e canzoni
Lista in aggiornamento
| Paese | Artista | Canzone | Selezione |
|---|---|---|---|
| Bhutan | Nyendra | “Lhayi Semo” | Rhythm of Bhutan |
| Malaysia | Aina Abdul | Da annunciare | AJL |
| Filippine | Carmelle | “Sobra-Sobra“ | Pili, Pinas! |
| Corea del Sud | Da annunciare | Da annunciare | Korea’s Next Wave, 4 settembre |
| Nepal | Da annunciare | Da annunciare | 19 settembre |
| Laos | Da annunciare | Da annunciare | 23-24 settembre |
| Thailandia | Da annunciare | Da annunciare | 27 settembre |
| Bangladesh | Da annunciare | Da annunciare | 30 settembre |
| Mongolia | Da annunciare | Da annunciare | 10 ottobre |
| Cambogia | Da annunciare | Da annunciare | Da annunciare |
| Vietnam | Da annunciare | Da annunciare | Da annunciare |
La tabella sarà aggiornata con l’annuncio ufficiale di nuovi artisti, canzoni e dettagli sulle selezioni nazionali.
Quando sarà la finale di Eurovision Asia
La prima Grand Final di Eurovision Song Contest Asia è fissata per sabato 14 novembre 2026 a Bangkok.
L’evento sarà prodotto con Channel 3 Thailand come emittente ospitante e sarà distribuito anche al pubblico internazionale. L’organizzazione ha annunciato infatti la disponibilità delle selezioni nazionali e della finale attraverso il canale YouTube ufficiale di Eurovision, una scelta che permette al progetto di superare i confini televisivi dei singoli Paesi partecipanti.
Perché Eurovision Asia è un progetto importante
La portata dell’iniziativa non dipenderà soltanto dagli ascolti della prima finale. La vera scommessa è la possibilità di costruire un nuovo spazio musicale regionale, capace di mettere in comunicazione mercati che, nonostante la vicinanza geografica, spesso hanno circuiti discografici e televisivi molto separati. In Europa l’Eurovision ha costruito nel corso di settant’anni una piattaforma che va ben oltre il concorso: è diventato un appuntamento televisivo, musicale, culturale e commerciale capace di influenzare classifiche, streaming e carriere internazionali.
Eurovision Asia parte invece da zero, ma può contare su un continente nel quale convivono alcune delle industrie musicali più dinamiche del pianeta. La presenza della Corea del Sud, in particolare, porta nel progetto una potenza culturale ormai globale. Ma la sfida più interessante sarà capire se il concorso riuscirà a dare visibilità anche a mercati meno esportati e a far circolare artisti e canzoni al di fuori dei rispettivi confini nazionali.
India, Giappone, Cina e Australia: i grandi assenti
La prima edizione presenta anche alcune assenze significative. India, Giappone, Cina e Australia non figurano attualmente tra i Paesi partecipanti annunciati per il 2026. Il caso dell’Australia è particolarmente curioso perché proprio SBS era stata protagonista del precedente tentativo di realizzare Eurovision Asia.
L’assenza dei grandi mercati asiatici non significa necessariamente che non possano entrare nel progetto in futuro. Al contrario, l’eventuale coinvolgimento di Paesi come Giappone, India, Indonesia, Cina o Australia potrebbe modificare radicalmente le dimensioni della manifestazione. Per il momento, però, è necessario distinguere tra Paesi ipotizzati o potenzialmente interessati e partecipanti ufficialmente annunciati.
La vera sfida: costruire un Eurovision che appartenga all’Asia
Il successo di Eurovision Asia non sarà determinato soltanto dalla qualità delle canzoni. Il progetto dovrà confrontarsi con una serie di questioni che il precedente tentativo non era riuscito a risolvere: la distanza geografica, i diversi fusi orari, le lingue, la frammentazione dei mercati televisivi, le differenze culturali e una realtà geopolitica particolarmente complessa. Ma è proprio questa difficoltà a rendere il progetto interessante.
L’Eurovision europeo nasce da una regione che, pur essendo estremamente articolata, dispone di una lunga tradizione di cooperazione televisiva attraverso l’EBU. L’Asia presenta invece una frammentazione molto più marcata. Se Eurovision Asia riuscirà a costruire una propria identità senza limitarsi a replicare il modello europeo, potrebbe diventare qualcosa di più di un nuovo talent show internazionale: una piattaforma permanente per la circolazione della musica asiatica.
Il primo appuntamento servirà soprattutto a capire se questa ambizione può tradursi in un vero fenomeno televisivo e musicale. L’appuntamento è fissato: 14 novembre 2026, Bangkok. Da quel momento si conoscerà il nome del primo vincitore nella storia di Eurovision Song Contest Asia.




