Con gli ultimi dieci qualificati, si completa la line-up della finale dell’Eurovision Song Contest 2026 (dove Sal Da Vinci, per l’Italia, si esibirà per 22esimo). Canzoni migliori rispetto alla prima tornata di martedì e risultati in linea con le previsioni. Ecco le nostre pagelle della seconda semifinale.
Si alza il livello nella seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026, in un’edizione molto sottotono – di cui abbiamo avuto già modo di parlare nelle pagelle dedicate alla prima semifinale di martedì – continua a delinearsi il percorso che ci porterà verso la finale di domani sera, in cui competerà anche Sal Da Vinci per l’Italia, e la sua “Per sempre sì“. Altri dieci finalisti da questa seconda semifinale, che vanno a completare la line-up definitiva, insieme ad un lotto di contendenti che rendono questo Eurovision sicuramente molto aperto e incerto.
Bulgaria: Dara – “Bangaranga”
È un piacere vedere la Bulgaria ritornare in gara all’Eurovision. Lo fanno con una banger che porta tale aggettivo nel titolo stesso della traccia: “Bangaranga”, con Dara, popstar già affermata in patria che sa come prendersi la scena. Applausi alla delegazione bulgara, che ha messo in piedi un’ottima esibizione. In finale potrebbe sorprendere e piazzarsi in top 10. Voto: 7+ (QUALIFICATA)
Azerbaijan: Jiva – “Just go”
L’Azerbaijan da qualche anno a questa parte ha deciso di puntare su proposte più tradizionali o comunque “partorite” in casa, dopo tante edizioni in cui si è servita di produzioni musicali generalmente del Nord Europa, ottenendo risultati soddisfacenti ma sacrificando la propria identità. Apprezzabile dietrofront, dunque, che però non sta pagando in termini di risultati: quarta eliminazione consecutiva per gli azeri, che però, con questo pezzo, a tanto non avrebbero potuto comunque ambire. Voto: 4 (ELIMINATA)
Romania: Alexandra Căpitănescu – “Choke me”
È di ritorno anche la Romania, che nel 2023 ottenne il suo peggior risultato di sempre all’Eurovision Song Contest: ultima in semifinale con zero punti. Stavolta presentano un pezzo, dalle vibes anni 2000, che non soltanto richiama la cultura musicale del proprio Paese – i rumeni sanno come fare pop-rock – ma che si appoggia su un’interprete piena di carisma e talento. Bravi e, giustamente, è lecito aspettarsi pure un posizionamento alto in classifica. Voto: 7+ (QUALIFICATA)
Lussemburgo: Eva Marija – “Mother nature”
Dispiace per il Lussemburgo, che a tre anni da un insperato ritorno in gara dopo decenni d’assenza all’Eurovision, si vede eliminato in semifinale. Sulla carta era comunque tra le proposte più deboli, questa di Eva Marija dedicata al rapporto tra uomo e natura. Esibizione comunque molto carina e lei, tutto sommato, se l’è portata a casa. Si rifaranno l’anno prossimo. Voto: 6 1/2 (ELIMINATA)
Cechia: Daniel Zizka – “Crossroads”
Ho dedicato diversi ascolti al brano che quest’anno presenta in concorso la Repubblica Ceca – ormai a tutti gli effetti Cechia – ma niente, non m’arriva. Tanta tecnica e indubbia bravura da parte del giovane Daniel Zizka, ma nel complesso la canzone non c’è. Le giurie però l’avranno sicuramente apprezzata molto. Voto: 5 (QUALIFICATA)
Armenia: Simòn – “Paloma Rumba”
Performance studiata nei minimi dettagli per l’Armenia, però non soltanto sovrapponibile a quella di AKYLAS della Grecia, ma anche debole nella sua sostanza. Nel suo essere così stravagante, alla fine non ha lasciato nulla, non potendo contare nemmeno su una canzone chissà quanto valida. Eliminazione giusta, e che non possa aver acceso una lampadina nella mente della delegazione caucasica, affinché possano rivedere il proprio criterio di selezione della proposta eurovisiva. Voto: 4- (ELIMINATA)
Svizzera: Veronica Fusaro – “Alice”
Ingiusta, per quanto forse un pizzico prevedibile, l’eliminazione della Svizzera. I padroni di casa dell’anno scorso hanno puntato quest’anno su Veronica Fusaro e la sua “Alice”, con un tema incentrato sulla violenza di genere – prima psicologica e poi fisica – ben rappresentato anche nella performance vista sul palco. Canzone che per certi tratti ricorda l’immaginario di Alice Merton e, musicalmente, la controversa “I see red” firmata Everybody Loves an Outlaw, e che in radio saprebbe dire la sua anche fuori dal concorso. Voto: 7 (ELIMINATA)
Cipro: Antigoni – “Jalla!”
Seguo attivamente l’Eurovision da due decenni ormai e credetemi che non mi spaventa l’idea di annoverare la prova vocale di Antigoni come una delle peggiori mai sentite su quel palco, dove, evidentemente, può salirci davvero chiunque. Canzone carina, assolutamente in target con quanto ci ha quasi sempre abituato ad ascoltare Cipro all’Eurovision, e performance che, nel complesso, è un disastro. Passa in finale – probabilmente grazie al sostegno del televoto – ma il risultato suona come un insulto verso altre cantanti degne di questo titolo, rimaste invece fuori. Voto: 3 (QUALIFICATA)
Lettonia: Atvara – “Ēnā”
Il brivido c’è l’ha lasciato la Lettonia, maestri in fatto di identità – e dignità, soprattutto – preservata sul palcoscenico europeo, anche a costo di proporre materiali di difficile appeal in un contesto come questo, con le sue logiche e le sue dinamiche. Elegante, intima e delicata, una ballad che parla di depressione e di come questa vada a corrodere lentamente chi ne è affetto. Performance che gioca di sottrazione, puntando su visual tanto semplici quanto incantevoli. Purtroppo però, non è bastato. Voto: 8+ (ELIMINATA)
Danimarca: Søren Torpegaard Lund – “Før Vi Går Hjem”
È tra le favorite, la Danimarca, che però in questi giorni ha perso un po’ di punti per strada, allontanandosi non poco dalla corsa alla vittoria del microfono di cristallo. Performance efficace e ben presentata sul palco, nonostante alcune incertezze vocali nelle prove, che al momento giusto sono sparite. Nel complesso bravi tutti, bello tutto, ma tanto “effetto-plastica”. Voto: 6- (QUALIFICATO)
Australia: Delta Goodrem – “Eclipse”
E senza dubbio datata la canzone l’esibizione che schiera in campo quest’anno l’Australia, che aveva detto di voler celebrare in grande stile i settant’anni della manifestazione europea che dal 2015 l’ha “adottata”. Lo fa con una delle cantanti più affermate in patria, Delta Goodrem. La sua “Eclipse” riporta all’Eurovision di almeno dieci anni indietro, ma non sta scritto da nessuna parte che questa sia un malus. Performance che si consuma soprattutto al pianoforte e si chiude su una piattaforma sopraelevata che fuoriesce proprio dal piano. Tutto molto “old-fashioned”, ma ci piace e Delta è senza dubbio una fuoriclasse. Voto: 8 (QUALIFICATA)
Ucraina: Leléka – “Ridnym”
È una delle canzoni migliori che l’Ucraina abbia portato negli ultimi anni all’Eurovision, e c’è da dire che il paese è da anni che non sbaglia nemmeno una partecipazione al contest. Quest’anno attinge da una delle sue più giovani artiste della nuova scena musicale locale, in una proposta che mette insieme sia tradizione che emotività e trasporto. In finale piacerà tanto, sia al televoto che alle giurie. Voto: 7 (QUALIFICATA)
Albania: Alis – “Nân”
Non è facile prevedere le sorti in finale per la canzone dell’Albania all’Eurovision 2026, che è riuscita a centrare l’accesso all’appuntamento di domani sera, nonostante nei mesi siano sempre più affievolite le sue quotazioni, che la vedevano in principio candidata a posizioni calde della classifica finale. I sottotitoli adottati durante la performance il precedente creato da Lucio Corsi l’anno passato, qui adatti per far passare un messaggio che emoziona, anche se il pacchetto completo non fa scattare quel brivido che i cugini albanesi avrebbero voluto far scattare. Voto: 6 1/2 (QUALIFICATA)
Malta: Aidan – “Bella”
Stacca il pass per la finale dell’Eurovision, anche quest’anno, Malta, con una proposta seria nelle intenzioni, ma che restituisce un effetto “cringe” all’atto conclusivo. Vorrebbe essere ricercata e di spessore, ma non lo è. L’interprete stesso, Aidan, vuole vestire i panni di uno chansonnier, ma anche qui, obiettivo mancato. Voto: 4- (QUALIFICATO)
Norvegia: Jonas Lovv – “Ya ya ya”
Passa in finale, senza troppe difficoltà, anche la Norvegia, con con una canzone di matrice rock, ma che trova nel pop un po’ più spinto la sua naturale espressione. Nel complesso ci sta e il passaggio in finale non ha portato via niente a nessuno. Difficile però immaginare che domani sera possa lasciare in qualche modo il segno, nel lotto delle 25 canzoni che si contenderanno lo scettro. Voto: 5 (QUALIFICATA)
Nota a margine: i Paesi già qualificati di diritto alla finale. L’Austria padrona di casa punta tutto su una proposta volta alla club culture, che non ha grosse velleità di risultato. Tutt’altro discorso per la Francia, che sulla giovanissima Monroe punta davvero tanto. Dispiace, perché il suo talento è cristallino, ma la canzone è inesistente. Tanti manierismi vocali e zero anima. Non è così che si vince l’Eurovision e i cugini francesi ancora non l’hanno capito. Poi il Regno Unito, che sembrava aver imboccato negli ultimi anni una via abbastanza “seria”, dopo il secondo posto del 2022. Stavolta il passo indietro è evidente, forse anche voluto, e di certo in corsa per l’ultimo posto in classifica domani sera.




