Valeria Saggese inaugura la nuova stagione di “Music Box” e riflette sul valore della divulgazione musicale, sull’evoluzione del giornalismo, sul rapporto tra streaming e pubblico reale e sulla necessità di tornare a raccontare la musica con competenza e consapevolezza.
È Valeria Saggese a rompere il ghiaccio nella nuova stagione di Music Box, il programma di TeleAmbiente scritto e condotto da Andrea Picariello, con la redazione di 4Quarti Magazine. Un ritorno rinnovato per il format, che continua a mettere la musica al centro del proprio racconto aprendo le porte anche all’analisi, alla divulgazione e al confronto con chi, nel mondo musicale, lavora quotidianamente per raccontarlo.
Con Valeria Saggese, conduttrice radiofonica, autrice televisiva e divulgatrice musicale, è stato messo al centro un quesito molto preciso: perché è ancora importante parlare di musica e, soprattutto, farlo con consapevolezza? La risposta parte da una convinzione chiara: «La musica non è, come dico sempre, un accompagnamento della nostra vita, e la colonna sonora e basta, è molto di più». Per Valeria Saggese la musica «è un codice, come dire, universale, che può abbattere le barriere».
Una funzione che rischia però di essere messa in secondo piano dalla centralità sempre maggiore dei numeri. Streaming, visualizzazioni e fatturato raccontano infatti soltanto una parte della realtà musicale. «Molto spesso, se non quasi sempre, i numeri che noi vediamo, i famosi streaming […] non corrispondono quasi mai al numero veramente effettivo dei biglietti comprati nello stadio», osserva Saggese, evidenziando la distanza tra il successo digitale e la capacità effettiva di un artista di raggiungere il pubblico dal vivo. Da qui la necessità, secondo la giornalista, di ricostruire un rapporto tra il mondo digitale e quello reale: «Siamo nell’epoca di transizione in cui bisogna cominciare un po’ da capo a ricostruire».
Un passaggio importante riguarda anche il giornalismo musicale, sempre più vicino alla promozione e meno alla critica. Per la giornalista, però, raccontare e giudicare la musica richiede soprattutto competenza: «Per valutare qualcosa devi avere una competenza», costruita attraverso ascolto, studio e conoscenza della storia musicale. Anche la divulgazione televisiva, dunque, può avere un ruolo importante, a condizione di riuscire a rendere accessibili contenuti complessi senza banalizzarli. «La musica sembra frivola a tutti, soprattutto nel racconto, invece è molto settoriale», spiega.
Nel corso dell’intervista trova spazio anche il turismo musicale, che Valeria Saggese ha avuto modo di osservare da vicino durante l’esperienza legata agli appuntamenti musicali di B.O.P. Beats of Pompei. «C’erano serate sold out in cui l’80% del pubblico era straniero», racconta, mostrando come la musica possa diventare anche un potente strumento di promozione e conoscenza dei territori.
La conversazione si chiude con Parlesia. La lingua simmetrica della musica napoletana, il libro pubblicato da Minimum Fax nel 2023. Un saggio narrativo che attraversa la storia della musica napoletana partendo dal linguaggio dei musicisti e arrivando alle contaminazioni che hanno contribuito a costruire la tradizione partenopea. Un’opera che, racconta Valeria Saggese, ha avuto anche una risposta importante da parte del pubblico: «È andato sold out, aspettiamo la ristampa». E per il futuro c’è già un nuovo progetto editoriale, sempre legato alla musica e sempre per Minimum Fax, atteso nel 2027.




