Il nuovo album dei Perturbazione, pubblicato per The Saifam Group, rilegge brani di Yazoo, Interpol, Stars e The Notwist. La band presenterà il disco a Torino il 12 ottobre e a Roma il 14 ottobre, con incontri aperti al pubblico.
A due anni dall’ultima pubblicazione discografica, i Perturbazione sono tornati a farsi sentire con “Risuona“, un interessante progetto che mette al centro il rapporto tra traduzione, interpretazione e identità musicale. Disponibile dal 9 ottobre scorso, sia in formato fisico che in digitale per The Saifam Group, il disco raccoglie dieci canzoni originariamente scritte e interpretate da altri artisti, rilette in italiano dalla band piemontese. Un lavoro che ha visto la storica formazione misurarsi con brani appartenenti al proprio immaginario musicale per esplorarne le possibilità espressive e, al tempo stesso, restituirli attraverso una sensibilità estremamente personale.
Il titolo “Risuona” sintetizza il principio che attraversa il progetto. Tradurre una canzone non significa soltanto sostituire le parole di una lingua con quelle di un’altra, ma intervenire inevitabilmente sul significato, sulle sfumature e sul rapporto tra testo e musica. Il passaggio all’italiano comporta una trasformazione, nella quale la fedeltà all’originale convive con la necessità di trovare una nuova forma espressiva. È in questo spazio, tra riconoscibilità e reinterpretazione, che i Perturbazione costruiscono il senso del disco.
La traduzione è un atto consapevole di tradimento e ha molto a che fare con la natura delle lingue che si traducono. Bisogna conservare la natura e l’anima della canzone originale, ma allo stesso tempo darle una veste fresca, capace di funzionare anche in un’altra lingua. Alla fine, si crea un gioco di equilibrio tra l’autore originale e l’artista che interpreta il brano. È un percorso che permette di tornare su qualcosa che tutti conosciamo, ma che, attraverso la traduzione, possiamo riscoprire. È un vero e proprio gioco di mente. Non è sempre possibile farlo: dipende anche dalle canzoni che si scelgono.
tommaso cerasuolo (perturbazione)

L’operazione si collega anche a una tradizione consolidata della musica italiana, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni Sessanta con il beat e proseguita nei decenni successivi. Le versioni italiane di canzoni straniere hanno spesso contribuito a far conoscere al pubblico brani altrimenti rimasti ai margini della programmazione nazionale, attribuendo loro una seconda vita. Con “Risuona“, il gruppo riprende questo dialogo con il repertorio internazionale in un confronto tra la relazione con le canzoni amate e la volontà di far emergere ciò che possono raccontare una volta entrate in un nuovo contesto linguistico.
Bisogna lavorare davvero con grande attenzione, perché a volte si riesce a rimanere molto vicini all’originale, mentre altre volte si finisce inevitabilmente per approdare a qualcosa di diverso. Non sempre, infatti, è possibile mantenere tutto. Questa è un po’ la rifinitura costante che accompagna il lavoro su questi brani. C’è naturalmente uno sguardo creativo da parte nostra, ma poi ci si confronta anche con i campioni del passato, che raccontano tanti temi che abbiamo fatto nostri.
tommaso cerasuolo (perturbazione)
Ad anticipare l’album è stato “Quel che non ho più“, versione italiana di Only You degli Yazoo, primo lampo di luce di una tracklist comprendente riferimenti a mondi sonori differenti, dall’indie rock britannico e statunitense alle atmosfere più introspettive dell’alternative rock. Si passa da Proof degli I Am Kloot, trasformata in Una prova, a Your Ex-Lover Is Dead degli Stars, che diventa Il tuo ex e vede la partecipazione di Chiara Vidonis. C’è poi C’mere degli Interpol, reinterpretata come Vieni qua, mentre Why Won’t You Stay degli American Music Club diventa Resta se vuoi.
Da ragazzi proviamo a imitare ciò che amiamo, per poi accorgerci che è proprio nelle cover che possiamo inserire maggiormente una nostra chiave interpretativa. Certo, c’è anche un punto di vista formale e critico. Non dobbiamo limitarci a riproporre quelle canzoni, ma possiamo rispettare esattamente ciò che è stato scritto e, allo stesso tempo, colorarlo con la nostra sensibilità, con il nostro vissuto e con quello che siamo. È lì che si trova la vera essenza di sé. In un certo senso, è anche una forma di rivoluzione.
tommaso cerasuolo (perturbazione)
Il disco comprende inoltre Stranger dei Noah & The Whale, riletta in Sconosciuta, Sedna degli Efterklang e Consequence dei Notwist. A completare il progetto sono Killian’s Red dei Nada Surf e Music in a Foreign Language di Lloyd Cole, quest’ultima interpretata con la partecipazione dello stesso autore britannico. Due collaborazioni che rendono ancora più esplicito il dialogo tra la band e gli artisti che hanno contribuito a costruire il repertorio di partenza.
Molte di queste canzoni fanno parte del mio “songbook personale“. Da lì è nato il gioco di provare a tradurle. È un processo che va avanti da una ventina d’anni, anche se soltanto negli ultimi due abbiamo cominciato a dargli una forma più strutturata. Guardandole nel loro insieme, ho capito che raccontavano soprattutto una storia di assenza, più che di innamoramento: una storia di ciò che rimane dopo le separazioni. E non parlo soltanto delle relazioni di coppia, ma delle assenze in generale. Arrivati a una certa età, intorno ai cinquant’anni, dopo aver attraversato diverse fasi della vita e aver costruito relazioni con genitori, amici e altre persone, ciò che emerge è proprio la questione di come abitare l’assenza.
tommaso cerasuolo (perturbazione)
La band incontrerà il pubblico per raccontare aneddoti e retroscena legati alla lavorazione dell’album, eseguendo anche alcuni brani dal vivo. Il primo appuntamento è previsto per oggi, 12 ottobre, alle ore 21 al Circolo dei Lettori di Torino, in dialogo con Natalia Ceravolo. Il secondo si terrà mercoledì 14 ottobre alle ore 18 alla Feltrinelli di via Appia Nuova, a Roma, con Florinda Fiamma.
Una cosa che abbiamo capito, affrontando questo lavoro, è che bisogna confrontarsi con canzoni che abbiano già una propria storia nell’ascolto, indipendentemente dal fatto che siano considerate dei capolavori oppure no. Ci sono brani che magari non vengono universalmente riconosciuti come tali, ma che hanno avuto un ruolo importante nel nostro percorso musicale e che, proprio per questo, meritano di essere ripresi. Quando invece si affrontano canzoni diventate molto conosciute e ascoltate, il confronto si fa più complicato. Sono brani che fanno già parte dell’immaginario collettivo e che il pubblico porta con sé, anche emotivamente. In questi casi, il rischio è sempre quello di misurarsi con qualcosa che ha già trovato una propria forma definitiva nell’ascolto delle persone.
tommaso cerasuolo (perturbazione)
Nati sui banchi di un liceo scientifico alle porte di Torino, i Perturbazione sono tra i gruppi che hanno contribuito a definire il percorso dell’indie rock italiano. Dopo gli esordi e una lunga gavetta, la band raggiunge un primo importante punto di svolta nel 2002 con “In circolo“, album associato al singolo “Agosto” e successivamente incluso da Rolling Stone Italia nella selezione dei 100 migliori dischi italiani di sempre.

Nel corso della propria carriera, il gruppo ha pubblicato una decina di album e tenuto oltre 800 concerti in Italia e in Europa. Tra i passaggi più significativi figura la partecipazione al Festival di Sanremo del 2014, dove si è presentato al grande pubblico con “L’unica“. Nel catalogo della band trovano spazio anche “Canzoni allo specchio” (2005), “Del nostro tempo rubato” (2010), “Musica X” (2013) e “(Dis)amore” (2020).
Credo che il senso della musica sia anche quello di essere tramandata, di creare un rapporto con chi la ascolta. I brani, in fondo, portano con sé un mondo musicale che può essere riscoperto e rielaborato. Lo vedo anche attraverso i miei figli e i loro compagni: le nuove generazioni hanno i propri riferimenti artistici, ascoltano, scoprono e si avvicinano alla musica attraverso percorsi diversi dai nostri. Alcune canzoni entrano subito nel loro immaginario, altre vengono riscoperte più lentamente. Il passato continua a tornare: alcune canzoni rimangono sepolte più a lungo, altre riemergono e trovano nuovi ascoltatori.
tommaso cerasuolo (perturbazione)
La definizione di «rock anemico», utilizzata dai Perturbazione per descrivere il proprio suono, rimanda a una ricerca espressiva nella quale l’incontro tra musica e parole assume un ruolo centrale. Una prospettiva che aiuta a contestualizzare anche “Risuona“, dove il rapporto con i testi non si esaurisce nella riproposizione di composizioni preesistenti, ma diventa parte integrante del lavoro di interpretazione. Le dieci canzoni scelte diventano il terreno di un confronto con la memoria musicale della band e con il significato che un brano può assumere quando viene trasportato in un’altra lingua.
In fondo, ogni canzone può diventare una sorta di libro aperto, nel quale ciascuno trova qualcosa di personale. E quando si lavora su una traduzione, il processo è ancora più complesso: bisogna confrontarsi con la musicalità, con le rime, con il flow del testo e con le immagini che le parole evocano. Tutti questi elementi devono trovare un equilibrio, affinché la canzone possa funzionare anche in una lingua diversa.
tommaso cerasuolo (perturbazione)




