Dal debutto emozionante con “Pianeti” al duetto con Fabrizio Moro, fino alla prima esecuzione live di “Solo”: il concerto di Ultimo a Tor Vergata ha riscritto la storia della musica italiana. Ecco i quattro momenti che lo hanno reso un evento irripetibile.

All’appuntamento con la storia – la sua storia è quella della musica italiana, per un concerto che non ha precedenti – Ultimo non si è fatto trovare impreparato, incassando anche il “presente” del suo pubblico. Un popolo di fedelissimi, di persone di tutte le età – ma comunque di un target generalmente più alto rispetto a quello che si possa pensare – tutte unite da una sola musica. A Tor Vergata è stata scritta una nuova, preziosa pagina di una favola ancora in divenire. Proviamo a sintetizzarla in quattro momenti cardine della serata.

L’inizio a braccia aperte

Si comincia con le immagini sul pubblico in bianco e nero e una musica tensiva in sottofondo. Il taglio è emotivo, come a volersi prendere un momento per rendersi conto di dove si è arrivati in appena una manciata di anni.

Da una pedana sotterranea emerge Ultimo, al centro dell’impotente stage. Occhi chiusi, braccia aperte. Ci si chiede cosa possa aver pensato in quel momento. Magari a quella sensazione di onnipotenza di chi sa di essere salito all’Olimpo, di aver raggiunto uno status intoccabile.

Forte emozione nei suoi occhi, che sceglie di non celare – almeno in questa partenza – sotto ai suoi soliti occhiali da sole. Guarda la marea di gente davanti a lui e arrivano lacrime pronte a sgorgare. Attacca con “Pianeti”, che è un po’ il fulcro di tutto ciò che è stato, dall’inizio fino ad oggi. La storia si comincia a scrivere da qui.

Con Fabrizio Moro non è solo un duetto

Una lettera d’amore al quartiere che ha dato i natali ad entrambi – San Basilio – ma non solo. Sul palco di Tor Vergata, al fianco di Ultimo, arriva anche Fabrizio Moro, per cantare insieme “L’eternità – Il mio quartiere”, canzone che ha messo in contrapposizione due generazioni di cantautori, due modi di osservare il presente e le storie intorno a loro, ma accomunate da un’anima molto simile, ed è quanto emerge da questo duetto.

Ultimo guarda Moro prendersi la scena e sorride, quasi incredulo. Non ha mai celato la sua devozione a quello che per lui è stato un mentore. Dal lato opposto, invece, la padronanza e l’esperienza di un artista ben consapevole della porzione di storia che, in questa serata, ha contribuito a scrivere. Al termine dell’esibizione l’abbraccio tra i due suggella la loro amicizia, con Moro che sussurra qualcosa all’orecchio di Ultimo. Possiamo soltanto immaginarle.

I musicisti che hanno incorniciato il live

Non possiamo che inserire nelle colonne portanti della serata i musicisti che hanno accompagnato Ultimo in questo concerto-evento e che hanno assolutamente contribuito ad alzare l’asticella sul piano musicale, oltre che emotivo, della serata. In particolar modo sottolineiamo il grande sax di Andrea Innesto. Sublime su “Amati sempre” e su “Altrove”. Viva la musica.

L’emotività delle prime volte

Abbiamo già spiegato quanto questa serata sia stata fondamentale per la carriera di Ultimo, e per la storia contemporanea della musica italiana, ma in una serata di tante prime volte, a lasciare un brivido sulla pelle è stata anche la prima esecuzione dal vivo di “Solo”, che l’artista ha introdotto sottolineando come «certe canzoni, quando le canti, ti riportano al momento esatto in cui le scrivi, ed è per questo che non ho mai fatto “Solo” dal vivo». Esibizione wow.

Il calore dei fan, i giorni ad aspettarlo, ad attendere di scrivere insieme a lui questa storia. Lo spettacolo pirotecnico che ha incorniciato il gigantesco palco, il messaggio a distanza dei più grandi della canzone italiana che hanno offerto le proprie “rose” a Ultimo, accogliendolo alle vette più alte della nostra musica. Momenti che non potranno essere dimenticati facilmente, in una favola che adesso può soltanto essere raccontata.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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