Il Festival Metropolitano Bari in Jazz 2026 torna dall’11 luglio al 26 settembre con il tema “Beyond Boundaries”. In programma Emma-Jean Thackray, Billy Cobham, Cory Henry, Shabaka e grandi nomi del jazz internazionale e italiano.
È stata presentata la XXIII edizione del Festival Metropolitano Bari in Jazz, una delle rassegne più rilevanti dell’estate musicale pugliese, in programma dall’11 luglio (con un’anteprima il 10) fino al 26 settembre 2026. Il festival conferma la sua natura diffusa, coinvolgendo diversi comuni dell’area metropolitana barese attraverso una programmazione che unisce musica di qualità, valorizzazione del territorio, scenografie naturali ed esperienze legate anche all’enogastronomia locale.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Beyond Boundaries”, un concept che definisce la direzione artistica del festival e ne sintetizza la visione: una musica che attraversa confini geografici, culturali e stilistici. Il jazz contemporaneo diventa così punto di partenza per un dialogo che coinvolge elettronica, tradizioni popolari, spiritualità afro-diasporica, club culture e nuove forme di sperimentazione, in un continuo scambio tra locale e globale, scrittura e improvvisazione.
La programmazione 2026 si distingue per un cartellone che alterna grandi nomi della scena internazionale e progetti in esclusiva per la Puglia. Tra gli appuntamenti più attesi figura il concerto di Emma-Jean Thackray, in esclusiva per il Sud Italia, con un omaggio a Miles Davis nell’anno del centenario della nascita, previsto il 17 luglio a Locorotondo. Sempre a Locorotondo è atteso anche il sassofonista londinese Venna, mentre il 12 luglio a Bari sarà protagonista l’arpista Brandee Younger, prima donna afroamericana nominata ai Grammy nella sua categoria.

Tra i nomi di primo piano del jazz mondiale spicca la presenza di Billy Cobham, in scena il 20 luglio a Mola di Bari con il progetto Time Machine, e di Cory Henry & The Funk Apostles, vincitore di un Grammy Award, atteso il 31 luglio a Fasano. Il 16 settembre a Monopoli sarà invece la volta del Premio Oscar Nicola Piovani, mentre il 26 settembre a Bari chiuderà il festival il polistrumentista Shabaka con il suo ultimo lavoro Of the Earth.
Accanto ai grandi nomi internazionali, il festival ospita anche una serie di contaminazioni tra generi diversi, dal blues al pop, dall’elettronica al cantautorato. L’anteprima del 10 luglio a Molfetta sarà affidata a Casadilego, seguita il 17 luglio sempre a Molfetta dai Tiromancino con Federico Zampaglione, e il 30 agosto a Gravina in Puglia da Marina Rei, protagonista di un set che unisce scrittura intima e ricerca sonora.
Il cartellone include inoltre numerosi artisti e progetti trasversali come Jr Rise Jr con Alijaa, Carola Ortiz, Omar Sosa, Collettivo Immaginario e una ricca programmazione ospitata al Minareto di Selva di Fasano, spazio centrale della “residenza” del festival. Qui, a partire dal 22 luglio con la serata inaugurale Notte d’Oriente, si alterneranno concerti e progetti speciali fino alla metà di agosto, tra cui Bassària Duo, Universal Crimson, JSP, Alberto Jovine feat. Daniele Di Bonaventura, il progetto Round About Miles con Roberto Ottaviano e Flavio Boltro, fino a Migrantes, Afrodiaspora e altre produzioni originali presentate in anteprima.

Il festival include anche momenti dedicati alla divulgazione culturale, come la presentazione del libro Il suono del Nord di Luca Vitali, a testimonianza di un approccio che integra musica, riflessione e approfondimento critico.
Secondo il direttore artistico Koblan Bonaventure Amissah, il Bari in Jazz si conferma come un “laboratorio aperto di contaminazione e scambio”, strutturato su tre direttrici principali: la dimensione internazionale, quella territoriale e quella della ricerca. Una visione che riflette la natura itinerante del festival e il suo ruolo di piattaforma culturale in costante dialogo con artisti e comunità.




