In uscita domani “Tutti i colori del buio“, primo album di Sethu in cui esplora il momento di down post-Sanremo, la terapia e la risalita alla luce. Ecco la nostra intervista

Le ferite, quelle che sotto la pelle rimangono invisibili se non a chi è costretto a governarne il dolore ogni giorno. Il buio, dove qualcosa di ignoto, nel silenzio, grida. Le mille sfaccettature del dolore, la bellezza intrinseca della sofferenza che sa di abbondanza di vita e paradosso. Sono “Tutti i colori del buio“, che nell’oscurità conservano una luce. Sono gli stessi colori che Sethu, accanto a suo fratello gemello Jiz, mette in musica in quello che è a tutti gli effetti il suo primo album, fuori da domani in digitale per Carosello Records.

Sanremo 2023: tra le sei nuove proposte promosse a Big c’è anche Sethu, esponente della nuova scena pop-punk italiana ancora poco conosciuto al grande pubblico. Arriva all’Ariston con “Cause perse”, finendo all’ultimo posto. Poco male, perché nonostante un meccanismo ingombrante e tutte le attenzioni spartite tra i nomi più conosciuti e attesi nella competizione, s’è trattata di un’importante vetrina per gli emergenti, e non è una bugia. Tuttavia archiviato il capitolo sanremese, alla porta di Sethu tornano a bussare demoni interiori che sembravano appartenere al passato dell’artista.

Quel buio che già in tempi precedenti lo aveva inghiottito torna a far sentire la sua invasiva presenza tanto da spingere Sethu a tornare, insieme a Jiz, in terapia. Chiedere aiuto è stato importantissimo, cruciale per il ritorno dell’artista alla vita, quella vissuta per davvero. Adesso questo processo il cantante di “Mare di lacrime” l’ha messo in musica, più precisamente in dieci canzoni (più un outro, che è anche un dei momenti più emozionanti del disco) che compongono la tracklist di “Tutti i colori del buio“, il suo esordio discografico dopo l’EP “Cause perse“.

«FINO A UN MESE PRIMA DI SANREMO FACEVO UN ALTRO LAVORO. ALL’ARISTON HO IMPARATO TANTO»

«Fino a un mese prima di Sanremo facevo un lavoro che non mi piaceva e non mi faceva sentire appagato, e nello stesso tempo provavo a farcela con la musica. Dopo Sanremo ho avuto l’occasione di poter vivere di questo per un po’, chiaramente spero continui così. Sanremo da questo punto di vista mi ha dato la possibilità di cominciare a credere al 100% in quello che faccio, quindi sarò sempre grato a quel periodo» ci ha raccontato l’artista alla vigilia della pubblicazione dell’album.

Un bicchiere mezzo pieno per Sethu, quel Festival di Sanremo 2023: «Arrivavo da semi sconosciuto, banalmente nella mia testa non era neanche reale l’idea di arrivare fino all’Ariston. Sanremo è sicuramente una centrifuga, ti arriva tanta roba addosso e devi imparare a gestirla, però ci ho solo guadagnato da quell’esperienza, apprendendo anche cose nuove, ad esempio prima non avevo mai cantato con gli in-ear. È una cosa prettamente tecnica, ma l’ho fatta per la prima volta a Sanremo. L’ho affrontata al meglio delle mie possibilità e ho imparato tanto».

“Questa è la fine” è il singolo di lancio

DIECI CANZONI PER SCOPRIRE COSA C’È NEL BUIO DI SETHU

La terapia e la risalita, ma anche il disagio generazionale, la depressione e l’ecoansia. Sono tanti gli argomenti che trovano posto in questo disco, in cui non manca l’audacia della sperimentazione verso un pop punk più ricercato e variegato, reso possibile grazie all’intesa naturale che unisce i due fratelli. Testi trovano nelle musiche di “Tutti i colori del buio” lo slancio per arrivare all’ascoltatore dritti e chiari. Musica per la mente, oltre che per le orecchie, ed è proprio lì che Sethu voleva mirare.

«Spesso, quando sei in un momento buio, non è facile neanche guardarsi da fuori e rendersi conto davvero di stare affrontando un momento di buio, o almeno così è stato per me, perciò ho più volte sottolineato l’importanza di farsi aiutare – prosegue l’artista –. Perché non è detto che tu possa farcela da solo e chiedere aiuto non è così semplice. Vedersi da fuori e leggerci qualcosa è molto complesso, se non hai qualcuno che ti tende una mano e ti fa realizzare lo stato delle cose diventa poi difficile riuscire recuperare la lucidità. Ho visto mio fratello, la terapia. Le persone che ami sono quelle che ti tirano fuori dal buio».

«Di solito gli album si fanno mischiando tante cose sparse realizzate nel tempo. “Tutti i colori del buio” invece l’ho scritto, a parte “Troppo stanchi” (tra i pezzi più intensi e sofferti dell’opera, ndr), in circa cinque mesi quindi ci sono delle canzoni che sono ancora delle ferite aperte per me. Alcuni pezzi, come “Ragazzi perduti”, li canto a fatica perché sono come quelle cose che non vorresti che tua madre sentisse. Sono ancora nel pieno di un processo di guarigione, ma è anche bello così perché mi fa sentire vivo», conclude.

PRE-SALVA QUI TUTTI I COLORI DEL BUIO
IL NUOVO ALBUM DI SETHU

Sethu CoverAlbum
Copertina di “Tutti i colori del buio” di Sethu

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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