Dopo i riconoscimenti ottenuti con “Odissea sul divano”, OBI pubblica “No Stop”, il nuovo singolo che inaugura una fase più rap del suo percorso artistico tra introspezione, cultura hip hop e ricerca della propria identità.
Dopo un percorso che lo ha portato a distinguersi tra le realtà emergenti più interessanti della scena urban italiana, OBI pubblica oggi “No Stop”, il nuovo singolo con cui inaugura una fase diversa del proprio percorso artistico. Il brano arriva dopo i riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni, tra cui il Premio Amnesty – Voci per la Libertà 2023, conquistato sia nella categoria Emergenti sia con il Premio della Critica, e la vittoria del Riccione On Stage 2024, il contest promosso da Radio Deejay.
Se il precedente “Uomo della Pioggia” privilegiava una dimensione più introspettiva, “No Stop” segna invece un ritorno dichiarato alle origini hip hop dell’artista torinese. Un cambio di prospettiva che non rappresenta una rottura con il passato, ma piuttosto la naturale evoluzione di un percorso in cui il rap torna a essere il linguaggio privilegiato per raccontare esperienze personali, ambizioni e conflitti interiori.

Un ritorno all’attitude del classico hip hop
Musicalmente il brano recupera l’attitudine tipica dell’hip hop classico, costruendo un equilibrio tra intensità narrativa e scrittura evocativa. L’approccio di OBI resta profondamente autobiografico, ma evita il racconto puramente confessionale per trasformare la propria esperienza in una riflessione più ampia sulla perseveranza, sulla costruzione dell’identità e sul valore del percorso rispetto al risultato finale.
Al centro di “No Stop” c’è infatti il viaggio di chi sceglie di continuare a inseguire la propria vocazione anche quando il cammino si fa incerto. La gavetta, i dubbi, le aspettative e gli inevitabili fallimenti diventano elementi di una narrazione che interpreta la crescita personale come un processo di trasformazione, più che come una semplice rincorsa al successo.

Tra immagini simboliche e riferimenti culturali
Il testo si sviluppa attraverso immagini simboliche e riferimenti culturali che ampliano il significato del racconto. Dai richiami alla Turandot fino alla missione spaziale Artemis, passando per l’immaginario della cultura hip hop e quello dei Jedi, OBI costruisce una metafora del cosiddetto “viaggio dell’eroe”: un percorso in cui il confronto con il proprio ego e con le proprie paure diventa parte essenziale della maturazione artistica e personale. La disciplina, il sacrificio e la capacità di restare fedeli ai propri principi assumono così un ruolo centrale, trasformando “No Stop” in un manifesto dedicato a chi continua ad andare avanti quando fermarsi sembrerebbe la scelta più semplice.
Questa nuova pubblicazione conferma anche la volontà dell’artista di riallacciare il filo con le proprie radici. Prima di sviluppare un linguaggio aperto a contaminazioni soul, jazz, R&B e funk, OBI si era infatti formato nella cultura del freestyle, ambiente che ha contribuito a definire il suo stile di scrittura e la sua presenza sul palco. L’energia e l’urgenza espressiva di “No Stop” sembrano recuperare proprio quella matrice originaria, pur mantenendo la maturità narrativa acquisita negli ultimi anni.
Focus on: OBI
Classe 2001, Mattia Strafile, in arte OBI, si avvicina all’hip hop all’età di undici anni grazie all’ascolto di Controcultura di Fabri Fibra. Poco dopo scopre il freestyle, iniziando una lunga esperienza nei contest che lo porterà, nel 2018, a vincere il Flexin Battle, risultato che gli consentirà di aprire il concerto di Noyz Narcos al Brixton Jam di Londra. Negli anni successivi salirà sul palco anche prima di artisti come Luchè e Vacca, consolidando la propria esperienza live.
Una tappa decisiva del suo percorso arriva nel 2020, quando viene notato dal produttore Tommaso Colliva, vincitore di un Grammy Award con i Muse e protagonista di produzioni per artisti italiani e internazionali come Calibro 35, Diodato, Afterhours, Nic Cester e Night Skinny. Da quell’incontro nascono i primi lavori pubblicati negli EP Pezzi Miei e Pezzi Miei 2, che segnano un progressivo ampliamento del suo linguaggio musicale grazie anche alle collaborazioni con i produttori Raffaele Scogna e Marco Olivi.
Il riconoscimento nazionale arriva con “Odissea sul divano”, brano che gli vale il doppio successo al Premio Amnesty – Voci per la Libertà e, successivamente, la vittoria del Riccione On Stage 2024, confermandone il profilo tra gli artisti emergenti più interessanti del panorama italiano.




