Tra un nuovo album, l’eco del successo globale di “Stick Season”, il documentario “Out of Body” e la consacrazione al TIME100 Gala, Noah Kahan prosegue un percorso che intreccia scrittura personale e riconoscimenti con il singolo “Doors”.

Il cantautore statunitense Noah Kahan, due volte nominato ai Grammy Awards e tra le figure più osservate della nuova scena folk-pop internazionale, torna con il nuovo progetto discografico The Great Divide: The last of the bugs, ulteriore capitolo di un percorso artistico che negli ultimi anni ha registrato una progressiva espansione tanto sul piano creativo quanto su quello della ricezione globale. Nel descrivere la genesi del disco, Noah Kahan ha tracciato una dinamica che si riflette nella struttura stessa dell’album, costruito su una narrazione di equilibrio instabile tra fragilità e consapevolezza, solitudine e appartenenza.

A precedere l’uscita del progetto è stata una serie di apparizioni importanti. Tra queste, la partecipazione alla serie NPR Tiny Desk, in cui Noah Kahan ha presentato versioni essenziali e acustiche di brani tratti dal nuovo lavoro, affiancati da materiale del repertorio precedente, inclusa “Stick Season”, brano che ha contribuito in modo determinante alla sua affermazione internazionale.

Ulteriore tappa del percorso promozionale è stata la presenza al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, occasione nella quale l’artista ha discusso il nuovo album. Il ciclo di eventi legati al nuovo progetto si è poi intrecciato con il riconoscimento istituzionale del TIME100 Gala a New York, dove Noah Kahan è stato inserito tra le figure più influenti del 2026.

Parallelamente, il documentario “Noah Kahan: Out of Body”, distribuito globalmente su Netflix, ha documentato una fase cruciale della carriera dell’artista, focalizzandosi sul rapporto tra crescita professionale e dimensione privata. L’opera ha ricevuto un’accoglienza significativa nei principali circuiti festivalieri e mediatici, ottenendo il 24 Beats Per Second Audience Award al SXSW Film Festival 2026 e suscitando attenzione critica da parte di testate internazionali come Rolling Stone, The Hollywood Reporter e Variety, che ne hanno evidenziato l’impostazione intimista e il taglio osservativo.

Adesso Noah Kahan è pronto a tornare a suonare nelle radio italiane: da domani arriverà in rotazione “Doors“, suo ultimo singolo e già molto apprezzato dalla sua community di fan internazionale, in cui è incluso un sempre più nutrito seguito di appassionati italiani.

“Doors” di Noah Kahan

Testo di “Doors” di Noah Kahan

Autori: Noah Kahan, Sam Westhoff
Etichetta: Island

I grew up pretending sticks were little guns
I would point ’em at my dad and he’d get mad ’cause God forbid I hurt someone
I’d hurt anyone I could
Anyone who got too close, anyone who wouldn’t look
I was born into a one-hundred-year storm
Foot of ice across Vermont, and in that dark, and in that frost a heart was formed
Malcontented and unwarm
You were unsuspecting, not unwarned

That I’m the trouble ahead
That I scream in my sleep
You’re putting money on red, I’m a sure bet at a losing streak
I keep showing you doors, but you can’t open them up
Cuz it gets harder to see me the closer you try to look
I just live here babe, but you’re the one who decided to knock
You knocked

Have you ever stared directly at the sun?
Have you ever shared some closeness, so exposed, to have it spit back by someone
So forgive me if I jump
At the rattle of your keys, oh are you leaving, no babe I’m just waking up
And now what
I’m left staring at the ceiling, listing reasons you should pack all your shit up

That I’m the trouble ahead
That I scream in my sleep
You’re putting money on red, I’m a sure bet at a losing streak
I keep showing you doors, but you can’t open them up
Cuz it gets harder to see me the closer you try to look
I just live here babe, but you’re the one who decided to knock
You knocked

I’ll be gone so long before the anger comes
I’ll be only what you’ve known of me ’til now
Oh how I hope you’re moving on

‘Cause I’m the trouble ahead
And I scream in my sleep
You’re putting money on red, I’m a sure bet at a losing streak
I keep showing you doors, but you can’t open them up
Cuz it gets harder to see me the closer you try to look
I just live here babe, but you’re the one
I just live here babe, but you’re the one
I just live here babe, but you’re the one

Traduzione di “Doors” di Noah Kahan

Sono cresciuto fingendo che i bastoni fossero piccole pistole
le puntavo contro mio padre e lui si arrabbiava, perché Dio non voglia che io ferisca qualcuno
io ferirei chiunque potessi
chiunque si avvicinasse troppo, chiunque non volesse guardare

Sono nato dentro una tempesta di cent’anni
un piede di ghiaccio su tutto il Vermont, e in quel buio e in quel gelo si è formata una voce
scontenta e senza calore
tu non eri impreparato, ma non eri nemmeno stato avvertito

Che io sono il problema che arriva
che urlo nel sonno
tu punti tutto sul rosso, io sono una scommessa sicura in una striscia perdente
continuo a mostrarti porte, ma non puoi aprirle
perché più provi a guardarmi da vicino, più diventa difficile vedermi

Io vivo qui, tesoro, ma sei tu quello che ha deciso di bussare
hai bussato

Hai mai fissato direttamente il sole?
Hai mai condiviso una vicinanza così esposta da vedertela sputare indietro da qualcuno?

Quindi perdonami se salto
al tintinnio delle tue chiavi—oh, te ne stai andando? no, tesoro, mi sto solo svegliando
e ora cosa
rimango a fissare il soffitto, elencando i motivi per cui dovresti fare le valigie e andartene

Che io sono il problema che arriva
che urlo nel sonno
tu punti tutto sul rosso, io sono una scommessa sicura in una striscia perdente
continuo a mostrarti porte, ma non puoi aprirle
perché più provi a guardarmi da vicino, più diventa difficile vedermi

Io vivo qui, tesoro, ma sei tu quello che ha deciso di bussare
hai bussato

Sarò via molto prima che arrivi la rabbia
sarò solo ciò che hai conosciuto di me finora
oh, quanto spero che tu vada avanti

Perché io sono il problema che arriva
e urlo nel sonno
tu punti tutto sul rosso, io sono una scommessa sicura in una striscia perdente
continuo a mostrarti porte, ma non puoi aprirle
perché più provi a guardarmi da vicino, più diventa difficile vedermi

Io vivo qui, tesoro, ma sei tu
io vivo qui, tesoro, ma sei tu
io vivo qui, tesoro, ma sei tu

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