La Prima Estate 2026 archivia l’edizione più partecipata di sempre con oltre 65.000 presenze. Da Jack White ai Twenty One Pilots, passando per Gorillaz, Nick Cave e Richard Ashcroft, il festival conferma la sua centralità nel panorama musicale internazionale.

Si chiude con numeri da record la quinta edizione de La Prima Estate, il festival che dal 19 al 21 e dal 26 al 28 giugno ha trasformato il Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore in uno dei principali punti di riferimento per la musica dal vivo in Italia. Sei giornate di concerti hanno richiamato oltre 65.000 presenze, facendo registrare l’edizione più partecipata dalla nascita della manifestazione e confermando la crescita di un appuntamento ormai consolidato anche a livello internazionale.

A testimoniare questa evoluzione è anche la provenienza del pubblico: circa il 10% dei biglietti è stato acquistato all’estero, mentre soltanto uno su cinque in Toscana, un dato che evidenzia la capacità del festival di attrarre spettatori ben oltre il territorio regionale e nazionale.

L’apertura è stata affidata a Jack White, protagonista del suo primo concerto italiano da solista e finalmente di nuovo nel nostro Paese dopo diciotto anni di assenza. La chiusura, invece, è stata affidata all’unica data italiana dei Twenty One Pilots, che hanno salutato il pubblico con uno spettacolo ricco di effetti scenici, tra fuochi d’artificio, una spettacolare scalata della torre del palco e una pioggia di coriandoli rossi. Tra i momenti più significativi del concerto anche una sorprendente interpretazione di “Seven Nation Army”, omaggio al celebre riff composto proprio da Jack White, creando un ideale filo conduttore tra la prima e l’ultima serata del festival.

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Nick Cave a La Prima Estate 2026 – foto di Fabio Paleari

Nel corso dei due weekend il cartellone ha riunito alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale. Richard Ashcroft ha riportato sul palco i grandi classici dei The Verve, da Sonnet a Lucky Man, passando per The Drugs Don’t Work e Bitter Sweet Symphony, accompagnato da un pubblico che ha cantato ogni brano dall’inizio alla fine.

Il secondo fine settimana si è aperto con l’intensa esibizione di Nick Cave & The Bad Seeds, capaci di tenere il pubblico immerso in quasi due ore e mezza di concerto. Grande attesa anche per i Gorillaz, che hanno presentato dal vivo i brani del nuovo album aprendo con The Mountain e chiudendo con l’immancabile Clint Eastwood, confermando ancora una volta la natura internazionale e multiforme del progetto guidato da Damon Albarn.

Tra le esclusive italiane dell’edizione 2026 figurano anche The Libertines, The Wombats, The Hives, Wolf Alice, Wet Leg, Emiliana Torrini, Nation of Language e Don West, affiancati da Sleaford Mods, Dove Ellis, Ewan Sim, The Ramona Flowers e Midnight Generation.

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Wolf Alice a La Prima Estate 2026 – foto di Fabio Paleari

Ampio spazio è stato riservato anche alla scena italiana. Oltre ai Marlene Kuntz, protagonisti della serata dedicata alla musica nazionale insieme a Ministri, Casino Royale e SI! BOOM! VOILÀ!, il festival ha confermato il proprio sostegno agli artisti emergenti attraverso Next Stage: La Prima Estate, il contest organizzato con il club milanese Detune. Tra oltre 300 candidature sono stati selezionati Jagwari, Unadasola, Verìda, Sara Parigi, Bhadmari e Aurevoir Sofia, chiamati ad aprire le diverse giornate della manifestazione.

Negli anni La Prima Estate ha costruito un’identità che va oltre il semplice cartellone musicale. L’esperienza del festival continua infatti a svilupparsi lungo l’intera giornata grazie alle attività collaterali, dagli appuntamenti di yoga sul mare alle interviste con gli artisti curate da Massimo Coppola all’interno di Hangover, creando un format che unisce concerti, territorio e momenti di approfondimento.

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Marco Alunni, classe 2001, blogger di origini umbre ma cittadino del mondo a tutti gli effetti. Scrivo di musica per passione, così come per passione la ascolto e la osservo.

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