“Ciao bella Italia” è il nuovo singolo degli Eugenio in Via Di Gioia con il Piccolo Coro dell’Antoniano: una filastrocca pop che attraversa stereotipi, bellezze e contraddizioni del Paese senza trasformarsi in un’invettiva.

L’Italia di “Ciao bella Italia” è un Paese che tiene insieme gli antichi acquedotti e le nuove alluvioni, il mare e la villa abusiva, la tradizione e il dissesto, la nostalgia e la precarietà. Gli Eugenio in Via Di Gioia scelgono di raccontarlo così: per contrasti, associazioni e immagini familiari, trasformando le contraddizioni quotidiane in una filastrocca pop dal ritmo incalzante. Pubblicato per Carosello Records, il nuovo singolo nasce dalla collaborazione con il Piccolo Coro dell’Antoniano, diretto in questo brano da Sabrina Simoni. Alle parole degli adulti si sovrappongono le voci dei bambini, creando uno scarto tra ciò che l’Italia è oggi e lo sguardo di chi sarà chiamato ad abitarla domani.

Il risultato è una canzone che osserva il Paese senza costruire una requisitoria e senza rifugiarsi nella celebrazione. L’ironia diventa il dispositivo attraverso cui mettere nello stesso quadro ciò che amiamo e ciò che ci costringe a fare i conti con le nostre responsabilità. E così, dentro lo stesso ritornello, possono saltare una corrente, un ponte, una scuola, un governo o una coda: il paradosso diventa ritmo, mentre dietro la leggerezza rimangono le domande su lavoro, territorio, disuguaglianze e futuro.

Un’Italia costruita per contrasti

La scrittura di “Ciao bella Italia” procede per accostamenti. Una tecnica semplice solo in apparenza, perché è proprio nella distanza tra le immagini che prende forma il ritratto del Paese. L’Italia descritta dagli Eugenio in Via Di Gioia è “bella come una cartolina”, ma anche “bella come una villa abusiva”; è terra di poeti e parcheggiatori, di santi e analfabeti, di antichi acquedotti e nuove alluvioni. Il testo mette sullo stesso piano riferimenti alla cultura popolare, stereotipi nazionali e problemi concreti, senza preoccuparsi di costruire una gerarchia.

Ne emerge un’immagine volutamente disordinata. Ed è proprio questo disordine a restituire una certa idea dell’Italia contemporanea: un luogo nel quale la bellezza del patrimonio convive con le fragilità del territorio, la tradizione con l’incapacità di affrontare alcune emergenze, l’orgoglio nazionale con una quotidianità fatta spesso di compromessi.

“Ciao bella Italia” comincia dalla provincia: “Ciao bella Italia, è qui che si comincia / da questo paesino, da questa provincia”. La provincia era già al centro di “Provincia Assassina” e ritorna anche nel loro primo libro, Storie di una band che non si è ancora sciolta. È uno spazio che la band ha utilizzato per osservare dinamiche sociali, aspirazioni e contraddizioni lontane dalla rappresentazione più consueta delle grandi città.

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Eugenio in Via Di Gioia e il Piccolo Coro dell’Antoniano

Il brano guarda a quei luoghi nei quali le relazioni possono essere più concrete e dove concetti come collaborazione, attenzione e cura assumono una dimensione immediatamente tangibile. Non viene proposta una provincia idealizzata, ma una prospettiva diversa sulla possibilità di costruire comunità al di fuori della frenesia urbana e della logica della crescita a ogni costo. Da questo punto di vista, la provincia diventa anche una lente attraverso cui guardare l’Italia intera.

Anche il riferimento alla filastrocca trova qui una sua coerenza. Il brano procede per accumulo, con una successione di personaggi, luoghi, stereotipi e situazioni che appartengono all’immaginario italiano: Albano e Romina, Raffaella Carrà, Cristoforo Colombo, Manzoni, il mare, gli Appennini, le Alpi, la Pianura Padana.

Ma accanto ai simboli più rassicuranti compaiono la terra dei fuochi, le alluvioni, il lavoro che manca, la precarietà e i problemi del territorio. La canzone non separa le due immagini. Le fa convivere, ed è forse questo il punto centrale di “Ciao bella Italia”: la possibilità di mettere in discussione un luogo senza smettere di riconoscersi in esso. Il testo passa dalla nostalgia per il “cielo dipinto di blu”, per la nonna, per il sale e per il mare a un elenco di problemi che riguarda il presente. L’appartenenza non viene presentata come qualcosa di incompatibile con la critica.

Dopo il tour estivo, gli Eugenio in Via Di Gioia saranno impegnati con il Club Tour 2026, prodotto da A1 Concerti. La tournée partirà il 16 novembre dall’Estragon di Bologna, data già sold out, e proseguirà il 17 novembre all’Hall di Padova e il 20 novembre al Tenax di Firenze, anch’esse sold out. Il calendario comprende inoltre il 21 novembre al Mamamia di Senigallia, il 23 all’Afterlife Live Club di Perugia, il 25 all’Atlantico di Roma e il 27 all’Eremo Club di Molfetta.

Il percorso proseguirà poi il 5 maggio 2027, quando la band salirà per la prima volta sul palco dell’Unipol Forum di Assago per TUTTI DENTRO, concerto evento prodotto da A1 Concerti.

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