Le Bambole di Pezza tornano in radio con “Settembre”, nuovo singolo estratto dal loro più recente progetto discografico “5”: un brano sul passaggio dall’estate a una nuova stagione.
È il momento dell’anno in cui qualcosa inevitabilmente cambia: le giornate si accorciano, le abitudini tornano a imporsi, l’estate si allontana e con lei quella parentesi di tempo che, almeno nell’immaginario collettivo, sembra concedere una momentanea sospensione dalle regole del resto dell’anno. È proprio dentro questa zona di passaggio che si muove “Settembre”, il nuovo singolo delle Bambole di Pezza, in radio da venerdì 18 settembre ed estratto dall’album “5”.
La scelta del titolo potrebbe sembrare quasi scontata, soprattutto per un brano pubblicato proprio mentre l’estate volge al termine. Ma nelle parole della band settembre non è semplicemente lo sfondo temporale della canzone. Diventa piuttosto una condizione emotiva, il momento in cui ci si trova costretti a fare i conti con ciò che è cambiato e con ciò che, invece, non si è ancora avuto il coraggio di lasciare andare.
«Sai che mi frega se l’estate passa / Se l’orizzonte è più buio che mai / Se torna settembre, e non si dovrebbe / Ma tu dimmi per sempre». È una frase che contiene già una contraddizione. Da una parte c’è la consapevolezza che l’estate finirà, dall’altra una richiesta di permanenza: il tempo può cambiare, le stagioni possono susseguirsi, ma esiste qualcosa che vorremmo sottrarre alla loro legge?

Il brano delle Bambole di Pezza sembra partire proprio da questa tensione. La fine dell’estate non viene raccontata soltanto attraverso la malinconia per qualcosa che si conclude, ma attraverso la necessità di capire cosa rimane quando una fase della propria vita finisce.
È un tema semplice soltanto in apparenza. Perché il ritorno alla normalità porta spesso con sé una forma di bilancio involontario. Ci si ritrova davanti alle proprie abitudini, alle persone, alle situazioni e alle aspettative che magari qualche mese prima sembravano inevitabili. Settembre, in questo senso, può diventare il momento in cui scegliere cosa conservare e cosa, finalmente, lasciarsi alle spalle.
Le Bambole di Pezza traducono questa sensazione attraverso il loro linguaggio musicale, fatto di energia rock, immediatezza melodica e una scrittura che non rinuncia alla dimensione personale. È proprio il contrasto tra la forza del suono e la natura più riflessiva del tema a rendere interessante il singolo.
“Settembre” non sembra infatti cercare una malinconia costruita. Non c’è l’idea di romanticizzare necessariamente la fine dell’estate. C’è piuttosto quella sensazione molto concreta che accompagna ogni cambiamento: la consapevolezza che qualcosa sta finendo e, contemporaneamente, la possibilità che proprio da quella fine possa nascere una direzione diversa.
In questo senso, il brano si inserisce naturalmente nel percorso dell’album 5. Il nuovo singolo arriva dopo un’estate vissuta dalla band soprattutto sul palco e porta con sé quella dimensione di passaggio che spesso caratterizza i momenti successivi a un periodo particolarmente intenso.
La musica delle Bambole di Pezza mantiene una componente istintiva, diretta, quasi fisica. Ma dentro “Settembre” quella spinta incontra una riflessione più intima. Il rock diventa così il modo attraverso cui affrontare il cambiamento senza subirlo, trasformando una sensazione potenzialmente nostalgica in qualcosa di più vitale.
E c’è un’altra particolarità nel modo in cui il brano guarda al tempo. Settembre è inevitabile: torna ogni anno, indipendentemente da ciò che siamo riusciti o meno a fare nei mesi precedenti. Non possiamo impedirne l’arrivo. Possiamo però decidere come attraversarlo.
Da qui emerge il senso più interessante del nuovo singolo. “Settembre” non parla davvero dell’estate che finisce. Parla di noi quando qualcosa finisce. Della difficoltà di accettare il cambiamento, della tentazione di trattenere ciò che non può essere trattenuto e, infine, della possibilità di considerare una nuova stagione non come una perdita, ma come uno spazio ancora da riempire.
Testo di “Settembre” delle Bambole di Pezza
Autori: Martina Ungarelli, Lisa Cerri, Federica Rossi, Caterina Alessandra Dolci, Daniela Piccirillo, Nicolò Restaini
Etichetta: EMI
Na-na, na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na
Oh no, oh no
Il vento mi porta via quello che ho
È l’amaro settembre
Dalla finestra di camera mia, io
Sono io, sono un’astronauta che guarda l’oblò
E tu una foglia leggera
Che il vento d’autunno si porta via
Cammino per strada tra incroci spenti
E una sigaretta fra i denti
Un’intermittenza, accesa, poi spenta
Uguale, diversa
Sai, non mi importa se le foglie cadono
Non mi importa se è grandine o se
È soffice neve o c’è un cataclisma
Se sei sotto l’ombrello con me
Sai che mi frega se l’estate passa
Se l’orizzontе è più buio che mai
Se torna settеmbre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: “Per sempre”
Oh no, oh no
Ero avvelenata, anche morta da un po’
Serve un salvagente
Per non affogare in questa apatia, mh-mh-mh
Non so, non so tu come hai fatto, ma hai scelto il mio cuore
E l’hai incerottato
Senza passare dall’infermeria
Cammino per strada tra incroci spenti
E una sigaretta fra i denti
Un’intermittenza, accesa, poi spenta
Uguale, diversa
Sai, non mi importa se le foglie cadono
Non mi importa se è grandine o se
È soffice neve o c’è un cataclisma
Se sei sotto l’ombrello con me
Sai che mi frega se l’estate passa
Se l’orizzonte è più buio che mai
Se torna settembre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: “Per sempre”
Sai che mi frega se l’estate passa
Se l’orizzonte è più buio che mai
Se torna settembre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: “Per sempre”
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