La prima band tutta al femminile sul palco del Festival di Sanremo. Una squadra unita, solidale e fiera, che riflette nei fatti il messaggio della canzone in gara, “Resta con me”. Ecco il Sanremo 2026 delle Bambole di Pezza.

Autodeterminazione, fierezza, unione. Emerge questo dalle parole delle Bambole di Pezza, prima band di musiciste a salire sul palcoscenico del Festival di Sanremo. Le prime in settantasei anni di storia, ma meglio tardi che mai. «Speriamo che il giorno dopo la finale di sabato si registri un’impennata nelle vendite di strumenti musicali, specialmente tra le bambine. Che le ragazze più giovani che ci ascoltano si avvicinino al rock, alle band, alla collaborazione, a stare insieme e fare musica in gruppo», hanno detto nel loro incontro alla stampa del Festival.

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In questi giorni diversi giornalisti, dopo l’ascolto del brano, hanno sottolineato come si tratti di una proposta distante dalla matrice naturalmente rock delle Bambole di Pezza, che le ha fatte conoscere e che ha permesso loro di ritagliarsi uno spazio nitido nella scena musicale italiana. Su questo le cinque artiste rispondono in coro, non senza un velo di ironia: «Tutte le grandi rock band hanno una ballad. Le abbiamo scritte sempre, sin dall’inizio del nostro percorso, alternando l’animo rock a quello più romantico. Siamo cinque donne e abbiamo tante anime diverse, da quella dolce a quella più incazzata. Ci piace essere noi stesse, in tutte le nostre sfaccettature».

Alla base di questa partecipazione al Festival di Sanremo, per le Bambole di Pezza c’è anche il desiderio di portare un messaggio di unione tra donne, nella musica e non solo: «Vogliamo far capire alle più giovani che si può stare insieme tra donne e creare. Ci piacerebbe fare più rete tra noi artiste, ma non solo qui a Sanremo. È qualcosa che vogliamo estendere anche tra le donne della musica italiane e internazionali».

Dunque, a Sanremo 2026 le Bambole di Pezza non romperanno alcuno strumento: «Non lo facciamo perché le chitarre costano tanto» scherzano, ma sicuramente romperanno gli schemi durante la serata di venerdì, dedicata alle cover: con loro sul palco ci sarà Cristina D’Avena, con cui reinventeranno da zero la celebre sigla di “Occhi di gatto”. «Cristina è un’icona, la adoriamo. Qui al Festival la trasformeremo in un’icona rock».

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non sognarla

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