Da Londra all’Eurovision per San Marino. Aaron Sibley punta a rappresentare il Titano al contest europeo che si terrà a maggio, a Torino

Prosegue spedita la selezione di “Una Voce per San Marino“, che porterà il Titano a scegliere il proprio rappresentante per l’Eurovision Song Contest 2022. Con l’annuncio dei Big che andranno a rinfoltire al rosa di concorrenti della finale, prevista per sabato, è entrato nel vivo anche il contest per emergenti che, parallelamente, andrà a selezionare altri nove nomi “sconosciuti” che si giocheranno le proprie carte per conquistare il ticket per Torino. Tra questi c’è anche Aaron Sibley.

Cantautore originario del Regno Unito, il nome di Aaron Sibley in realtà già negli anni passati è gravitato intorno alla sfera eurovisiva, quando nel 2018 figurò tra i possibili rappresentanti per la Moldavia. Questa volta l’artista inglese prova a fare suo l’Eurovision passando per la lunga, e piuttosto intricata, selezione di San Marino. Il brano presentato in gara s’intitola “Pressure“, e tratta un tema molto caro ad Aaron Sibley.

Com’è avvenuto il tuo approccio alla musica?

Ho sempre amato la musica, e sono sempre stato molto ispirato dal modo in cui si possa essere in grado di dire, attraverso la musica, cose che non si riuscirebbero sempre ad articolare. Mi sono trasferito a Londra nel 2017, lasciando la mia casa per inseguire la musica e trasformarla nella mia carriera.

Cosa vuoi esprimere attraverso le tue canzoni?

Scrivo sempre riguardo esperienze che vivo per davvero. Mi piace scrivere principalmente di cose che vanno al di là dell’amore e delle relazioni. La salute mentale è un tema ricorrente nella mia scrittura perché credo sia importante parlarne liberamente, e non sempre ciò accade.

Raccontaci delle tue influenze musicali. Quali sono gli artisti che ti ispirano maggiormente Aaron Sibley quando crea musica?

Trovo ispirazione in numerosi artisti e in maniere differenti. Mi piace la musica pop che abbia un tono dark, perché sento che questo tipo di musica mi rispecchi. Quindi artiste come Billie Eilish e Adele sono delle ispirazioni piuttosto grandi per me.

Nel 2017 ti sei esibito sul Main Stage del Pride di Londra. Fu la tua prima esibizione di fronte a un grande pubblico?

Sì, fu una delle prime performance su larga scala che abbia fatto. Fu un’esperienza incredibile e sono grato di averla fatta perché mi ha spronato a ricavare più esperienze di questo tipo. Inoltre fu fantastico esibirsi davanti ad un pubblico che si trovava lì per celebrare una comunità di cui faccio parte. Essere nella comunità LGBTQIA+ a volte può farti sentire solo al mondo, quando c’è tanta ignoranza e odio. Il Pride però è un’opportunità per celebrare ciò che ci rende “differenti” oltre che una piattaforma per mostrare al mondo che c’è un posto per tutti.

Aaron Sibley
Aaron Sibley

Parliamo adesso della tua attuale partecipazione a “Una Voce per San Marino”. Cosa ti ha spinto a iscriverti a questo contest?

Scrivo musica per l’Eurovision e ho riscosso del successo in altre selezioni nazionali nel corso degli anni. Ho notato la chiamata internazionale fatta da San Marino per questo contest e ho pensato fosse l’opportunità perfetta per provarci e puntare a rappresentare San Marino all’Eurovision 2022.

Il tuo brano in gara s’intitola “Pressure“…

È un pezzo che parla della pressione che mettiamo su noi stessi nelle nostre vite, e spiega quando diventa davvero troppa. Sono molto critico verso me stesso e a volte mi spingo troppo oltre. Questa canzone spiega le mie difficoltà nel provare a raggiungere il successo in un’industria in cui è davvero difficile irrompere.

Aaron Sibley alla prima semifinale di “Una Voce per San Marino”

Questo brano ti ha permesso di centrare la finale del contest per emergenti di “Una Voce per San Marino”. Te lo aspettavi?

È fantastico! Ad essere onesti non ero certo di qualificarmi. Ero felicissimo di esibirmi ma non ero sicuro che la giuria avrebbero apprezzato la mia canzone. Ho ricevuto invece fantastici riscontri dal pubblico e sono molto grato che la giuria mi abbia permesso di passare in finale. Non vedo l’ora di esibirmi di nuovo.

L’Eurovision Song Contest però era già nei tuoi piani quando, nel 2018, arrivasti vicino a rappresentare la Moldavia con “Once upon a time“.

Quell’esperienza fu grandiosa. Mi sono divertito e sono fiero di quanto ho fatto in Moldavia. Sono tornato in una selezione nazionale, qui a San Marino, con una canzone che amo e che spero stavolta possa permettermi di conquistare l’Eurovision per San Marino.

Gli Eurofan inglesi sono spesso critici verso le proposte del Regno Unito all’Eurovision e sui risultati ottenuti. La colpa va a ricadere sulla BBC, colpevole per i fan di non credere molto nel contest. Cosa ne pensi?

Credo che il Regno Unito subisca la pressione di fare bene all’Eurovision, considerato come l’industria inglese sia conosciuta e rispettata in tutto il mondo. Quindi credo ci siano molte aspettative. Devo dire però che alle canzoni che il Regno Unito ha presentato di recente, secondo me, mancava qualcosa. Non sono arrivate al cuore o a quell’emotività che amo nella musica. Credo che la BBC beneficerebbe di un’altra selezione nazionale, aperta al pubblico generale, perché ci sono tanti talenti tra i musicisti inglesi. Da artista indipendente inglese, avrei amato l’opportunità di provarci in una selezione nazionale.

Ti andrebbe di lanciare un messaggio al pubblico italiano, magari invitandolo a seguirti anche oltre “Una Voce per San Marino”?

Vorrei solo ringraziare tutti quelli che già mi stanno scrivendo dopo le mie prime esibizioni. Vi prego di augurarmi buona fortuna, così da vedervi tutti a Torino!

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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