È arrivato oggi il nuovo album di J-Ax: 14 brani in cui il rap incontra country e folk americano. Al centro ci sono la maturità, le contraddizioni, la famiglia, la società e soprattutto il rapporto con la perdita di Fausto Cogliati, figura decisiva nella storia artistica dell’ex Articolo 31.

Fare i conti con ciò che rimane quando il personaggio pubblico, le classifiche e le definizioni di genere non bastano più, e per farlo utilizzare uno strumento tanto potente, come la musica, e un genere che in Italia ha sempre fatto particolarmente fatica ad intercettare un pubblico di massa. C’erano più rischi che certezze attorno a questo nuovo album di J-Ax, “Vita Morte Miracoli”, che lo fotografa oggi nella sua interezza, nella sua vulnerabilità e nella sua purezza d’intenti. È questo, per davvero, l’album della sua maturità.

Il disco è uscito oggi per Columbia Records e Sony Music Italy, contiene 14 tracce e mette in comunicazione il rap con country e folk americano. Una scelta che J-Ax non presenta come una parentesi esotica della propria carriera: l’artista non ha mai celato di essere un avido ascoltatore di country da sempre e di sentirlo oggi più vicino alla propria età e alla fase della vita che sta attraversando.

È una premessa importante, perché “Vita Morte Miracoli” non è semplicemente il nuovo album di un rapper che prova un altro genere. È il lavoro di un artista arrivato a un punto della propria storia in cui cambiare linguaggio significa anche interrogarsi sulla propria identità.

“Vita Morte Miracoli”: tre parole per raccontare una vita intera

Il titolo, d’impatto, intende parlare delle volte in cui si crede di aver capito tutto e la vita cambia improvvisamente le carte, delle cadute e delle ripartenze, degli errori, delle persone incontrate e di quelle che si è costretti a lasciare andare. La frase che forse meglio sintetizza il progetto è quella con cui l’artista ha spiegato che non siamo soltanto i nostri successi, ma soprattutto le nostre cadute. Da qui “Vita Morte Miracoli”: tre parole che diventano pilastri di un racconto personale molto più ampio.

La vita è quella di Alessandro Aleotti, iniziata artisticamente negli anni degli Articolo 31 e arrivata, attraverso trasformazioni radicali, a una carriera solista lunga oltre trent’anni. La morte entra nel progetto in maniera concreta, attraverso la scomparsa di Fausto Cogliati, produttore, musicista e collaboratore che ha attraversato una parte fondamentale della storia musicale di J-Ax. I miracoli, invece, sono gli eventi che non si possono programmare né spiegare completamente.

Centomila voci Proposta commerciale
“Vita Morte Miracoli” è il nuovo album di J-Ax

Il country non è un travestimento: è il nuovo linguaggio di J-Ax

La trasformazione più evidente di “Vita Morte Miracoli” è sonora. Il progetto si fonda su un incontro tra rap, country e folk americano. Ma ascoltare questa definizione soltanto come una classificazione di genere rischierebbe di perdere il punto.

J-Ax stesso ha spiegato di considerare il country un genere che continuerà a portare avanti, definendolo particolarmente coerente con la propria età e con il momento che sta vivendo. Ha anche raccontato il proprio rapporto personale con l’America e la presenza, nella sua vita familiare, di una componente statunitense.

Il rap resta nella scrittura, nell’ironia, nella capacità di osservare la società e nella propensione alla provocazione. Intorno a questa matrice arrivano chitarre, banjo, archi, Hammond, fisarmonica e altri strumenti acustici ed elettrici che rendono l’album più vicino a una dimensione suonata e organica.

Da sottolineare la presenza di numerosi musicisti e arrangiatori, tra cui Andrea Bonomo, Renzo Stone, Pietro Posani, Luca Colombo, Fausto Cogliati, Alessandro Cosentino e Lorenzo Buso. Un disco suonato per davvero, ricco di musicisti e componenti fondamentali per una narrazione a 360° sulla vita che passa soprattutto per il suono, oltre che per il testo.

“Odio la gente”: J-Ax mette subito in discussione il proprio personaggio

L’apertura dell’album è affidata a Odio la gente, un titolo che non lascia molto spazio alle interpretazioni. Un brano quasi “programmatico” e sottolinea la distanza rispetto all’immagine più rassicurante dello “zio d’Italia” che J-Ax ha progressivamente assunto anche nell’immaginario popolare. Prima ancora di raccontare chi è diventato, Ax vuole ricordare al pubblico che non esiste una sola versione di sé.

Del resto, la sua carriera è costruita proprio sulla trasformazione. L’adolescente degli Articolo 31, il rapper degli anni Novanta, l’artista pop degli anni Duemila, il solista, il personaggio televisivo, il padre, il musicista tornato con DJ Jad e infine l’artista che nel 2026 sceglie di presentarsi a Sanremo e contemporaneamente di spostare la propria musica verso il country: sono tutte identità diverse, ma appartengono alla stessa persona.

“Italia Starter Pack”: Sanremo è stato il primo capitolo della nuova era

La storia del disco passa anche da Italia Starter Pack, il brano con cui J-Ax ha partecipato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo. La canzone è entrata nella tracklist di “Vita Morte Miracoli” dopo essere stata presentata sul palco dell’Ariston, dove s’è classificata al 15° posto e un posizionamento nella top 10 dei singoli più venduti e ascoltati. “Italia Starter Pack” è importante anche perché contiene una delle caratteristiche che attraversano l’album, cioè la capacità di usare l’ironia come strumento di osservazione sociale.

J-Ax costruisce un catalogo di contraddizioni, stereotipi e comportamenti quotidiani. È la stessa attitudine che ritroveremo nel resto del progetto, dove l’autobiografia e la satira convivono senza che una cancelli l’altra.

“Hippy Ya Yo”: l’America secondo J-Ax, senza semplificazioni

Il secondo tassello della nuova fase è Hippy Ya Yo (Però anche no), pubblicato nel maggio 2026 e arrivato al primo posto dell’airplay italiano di EarOne. È anche il pezzo in cui il rapporto di J-Ax con l’immaginario americano viene affrontato più direttamente.

All’ANSA, l’artista ha chiarito che il suo interesse per elementi della cultura americana – dal barbecue alle Harley Davidson – non equivale a un’adesione automatica alle posizioni politiche più estreme presenti negli Stati Uniti. Il titolo stesso contiene quindi una contraddizione: l’hippie e il rifiuto degli estremismi, il folklore americano e la presa di distanza dalla sua versione più ideologica.

Fausto Cogliati e “Scusami Dio”: il cuore nascosto del disco

Se c’è una storia che cambia la prospettiva con cui ascoltare “Vita Morte Miracoli”, è quella di Scusami Dio. Fausto Cogliati, produttore e musicista che aveva lavorato con J-Ax fin dagli anni degli Articolo 31, è morto improvvisamente mentre i due stavano lavorando proprio a questo progetto.

Dopo la sua morte, J-Ax è entrato nel computer di Cogliati insieme al figlio del produttore per recuperare il materiale sul quale stavano lavorando. Tra le cartelle è comparsa una denominata “per Ax”. All’interno c’era una base senza titolo. J-Ax ha scritto su quella musica “Scusami Dio”.

È qui che il termine “miracoli” acquista il suo significato più concreto. L’artista ha raccontato di aver vissuto il ritrovamento di quella base, destinata a lui e scoperta proprio dopo la morte di Cogliati, come qualcosa che sfiora il paranormale. La vicenda è ulteriormente confermata dai crediti musicali: Cogliati figura infatti nel brano come musicista, compositore, arrangiatore e produttore.

È una canzone costruita con ciò che quella persona aveva lasciato. Ed è probabilmente questo il passaggio più forte dell’intero progetto: la morte, nel disco, non è un tema astratto. È entrata materialmente nel processo creativo. J-Ax aveva già deciso di pubblicare una versione acustica del brano come anticipazione, realizzata con Mark The Hammer, mantenendo però nell’album la versione costruita sulla base originale di Cogliati.

VITA • MORTE • MIRACOLI La mia nuova musica finalmente LIVE.10 11 OTTOBRE MILANO23 24 OTTOBRE 768x1024 1
J-Ax

La famiglia, la memoria e ciò che resta

La dimensione personale dell’album non si ferma alla vicenda di Cogliati. La tracklist comprende anche Ciao Papà, un titolo che introduce direttamente la dimensione familiare, mentre altri brani sembrano spostare il fuoco sulla società, sulle relazioni e sul rapporto dell’artista con il tempo. La maturità viene raccontata come un accumulo di esperienze.

La tracklist, poi, contiene un solo featuring esplicitamente indicato: Paola Folli in “Niente per niente”. La collaborazione ha anche un valore storico. Folli appartiene infatti alla memoria musicale degli anni degli Articolo 31, creando un ponte tra una parte importante del passato di J-Ax e il progetto attuale.

Un album suonato, non soltanto prodotto

La presenza di banjo, chitarre acustiche ed elettriche, violino, Hammond, fisarmonica, contrabbasso e ottoni, distribuita tra le diverse tracce, racconta un album costruito su una componente strumentale significativa.È un dato che aiuta a capire perché parlare semplicemente di “album rap con influenze country” sia limitante.

Il cambio di genere riguarda anche il modo in cui le canzoni vengono vestite. Il country e il folk diventano strumenti per dare una diversa profondità alle storie, mentre il rap resta soprattutto nella metrica, nel tono, nell’ironia e nell’approccio alla scrittura. È una contaminazione che non prova a rendere J-Ax qualcun altro. Al contrario, sembra cercare un suono che possa accompagnare meglio la persona che è diventato.

VITA • MORTE • MIRACOLI La mia nuova musica finalmente LIVE.10 11 OTTOBRE MILANO23 24 OTTOBRE 1 768x1024 1
J-Ax

Dal disco al palco: quattro date per cominciare

Il ritorno dal vivo è stato programmato in una prima serie di quattro concerti del Vita Morte Miracoli Tour 2026:

  • 10 ottobre – Milano, Fabrique — sold out
  • 11 ottobre – Milano, Fabrique
  • 23 ottobre – Roma, Atlantico
  • 24 ottobre – Roma, Atlantico

L’idea, però, non è quella di fermarsi a queste quattro serate. J-Ax ha spiegato che il progetto iniziale è partire con questi concerti, lasciare sedimentare il disco e successivamente affrontare un tour più lungo. Lo spettacolo dovrebbe inoltre contenere un momento dedicato a Fausto Cogliati e Guido Style, due figure legate alla storia dell’artista e scomparse negli ultimi anni.

“Vita Morte Miracoli”: è davvero un nuovo J-Ax?

J-Ax non cancella certamente il rap dalla propria storia, né sta tentando di trasformarsi artificialmente in un artista country. Sta invece usando un linguaggio nuovo per parlare di cose che conosce da sempre. L’ironia resta. La provocazione resta. La critica sociale resta. Resta anche quella capacità di trasformare il quotidiano in slogan, battuta o ritornello.

A cambiare è la prospettiva. Dopo gli Articolo 31, la carriera solista, il successo pop, le collaborazioni, la televisione, le reunion, Sanremo e oltre trent’anni di musica, il punto non sembra più essere dimostrare qualcosa. “Vita Morte Miracoli” parte da una consapevolezza diversa: la carriera non è una linea retta e il successo non è la misura definitiva di una vita.

Ci sono le persone che ti hanno accompagnato, quelle che hai perso, le cose che hai sbagliato, quelle che hai imparato e quelle che ancora non hai capito. Il senso sta tutto qui: la vita è il percorso, la morte è ciò che interrompe quel percorso e i miracoli sono ciò che, nonostante tutto, rimane.

LEGGI ANCHE:

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *