I Rise Against conquistano il Bay Fest 2026 con un concerto memorabile a Igea Marina: una scaletta tra i grandi classici, i brani di “Appeal to Reason” e l’omaggio ai vent’anni di “The Sufferer & The Witness” a incorniciare il day two della rassegna che mette al centro la punk culture.

Un’attesa lunga nove anni. Tanto è trascorso dall’ultima volta dei Rise Against al Bay Fest, nell’abbraccio del pubblico italiano. Una platea da sempre e come sempre calorosa, che trova sempre il modo di accogliere nel migliore dei modi la band di Chicago. Nove anni fa così come oggi, con qualche anno in più sulle spalle, tre dischi in più pubblicati, ma sempre la stessa energia, sempre la stessa maestria e sempre lo stesso carisma, quello di Tim McIlrath, Zach Blair, Joe Principe e Brandon Barnes, che rimane immutato negli anni.

In un’edizione speciale del Bay Fest – l’undicesima, articolata su più giorni tra luglio e agosto, e per questo ribattezzata “Road to Bay Fest” – i Rise Against sono stati il fulcro della Line Up del secondo giorno del festival, in un crescendo tra cyberpunk, melodie hardcore e brit rock scandito dalla musica dei Nelav – che qualcuno ricorderà anche per il loro passaggio ad X Factor nel 2024 – dei Militarie Gun e dei Bad Nerves, «il futuro del rock’n’roll», come sottolineato da McIlrath.

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Rise Against al Bay Fest 2026 – foto di Luca Vecchiato

È “Re-education (through labor)” ad inaugurare lo show dei Rise Against al Bay Fest, da un disco che, nella scaletta formulata dal gruppo per questa tournée europea – che è andata a culminare proprio nella tappa italiana di Igea Marina – ha trovato molto spazio: “Appeal to reason”, forse uno dei capitoli meglio riusciti della loro storia. Di certo il più politico, con riferimenti alla guerra – con la meravigliosa “Hero of war”, eseguita nel momento in acustico del concerto – allo sfruttamento, all’omofobia – con “Make it stop” – fino alla loro hit più conosciuta nel mondo, “Savior”, che ha siglato il concerto.

Una scaletta molto contratta e tutta concentrata nei capitoli centrali della loro discografia, ma comunque ben organizzata nei vari momenti emotivi e musicali della serata. Un concerto che è stato anche una celebrazione dei vent’anni di uno dei loro album più amati – e belli – “The Sufferer & The Witness”, che ha spento le candeline lo scorso 4 luglio. Un’opera compiuta e memorabile, che è arrivata in Italia attraverso alcuni dei brani più forti della tracklist: “Under the knife”, “The good left undone”, “Ready to fall”, “Chamber the cartridge” e “Prayer of the refugee”.

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Rise Against al Bay Fest 2026 – foto di Luca Vecchiato

Sarà l’esperienza, il mestiere masticato per anni, la gavetta che li ha portati ad attraversare piccoli palchi universitari, imponenti venue, il circuito emergente americano e i palchi d’Europa e del mondo. Di fatto i Rise Against sono un’esperienza, un concerto da spuntare nella lista di un appassionato di musica, di qualunque genere. Un gruppo che sa far vincere il più bieco pregiudizio, che in alcuni contesti ancora aleggia intorno al punk e al rock, sa far innamorare, convincere e appassionare.

Merito va attribuito anche a realtà come il Bay Fest, che da oltre dieci anni ormai funge da vero e proprio presidio culturale per un genere stratificato e ricchissimo di musica e artisti di valore. A testimoniarlo è anche la line up di quest’anno, che porterà in riva al mare, alla Beky Bay di Igea Marina, altri show imperdibili il 10, 11 e 12 agosto, nelle ultime tre date dell’undicesima edizione. Tutte le info sono disponibili sui canali ufficiali del festival.

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Rise Against al Bay Fest 2026 – foto di Luca Vecchiato
Foto di copertina di Luca Vecchiato

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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