Rachel Chinouriri è una delle artiste emergenti più interessanti della scena britannica. Dalle origini zimbabwesi al successo di “What a Devastating Turn of Events”, scopri chi è, la sua carriera, lo stile musicale e i brani che l’hanno resa una delle nuove voci dell’indie pop (con un nuovo album in arrivo a ottobre).

Il panorama musicale britannico è in fermento come non accadeva da anni. Recentemente ha assistito all’affermazione di una nuova generazione di cantautrici forti nel raccontare il presente attraverso una scrittura audace e autentica. Tra queste, Rachel Chinouriri si sta progressivamente ritagliando uno spazio sempre più rilevante, con il plauso della critica e del pubblico grazie a una miscela di indie pop, alternative rock e songwriting che attinge dal proprio vissuto. Un disco all’attivo, un secondo progetto in arrivo ad ottobre – già molto promettente – e una storia ancora da scrivere ma già ricca di punti d’interesse.

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Rachel Chinouriri

Le origini africane e l’identità britannica

Nata a Londra il 1° novembre 1998 da genitori originari dello Zimbabwe e cresciuta nel quartiere di Croydon, Rachel Chinouriri ha iniziato a scrivere canzoni durante l’adolescenza, trasformando la musica in uno strumento per elaborare emozioni e difficoltà personali. Le prime composizioni, pubblicate su SoundCloud, hanno attirato rapidamente l’interesse degli addetti ai lavori, aprendo la strada ai primi singoli distribuiti tra il 2018 e il 2019.

A differenza di molti artisti della sua generazione, Rachel Chinouriri affonda le proprie radici in un immaginario musicale fortemente influenzato dal britpop e dall’indie rock britannico. Tra le sue principali ispirazioni figurano Oasis, Coldplay, Lily Allen, The Libertines e Daughter, riferimenti che convivono con una sensibilità contemporanea e con influenze pop, folk e soul. Il risultato è una proposta sonora che alterna arrangiamenti delicati a momenti più energici, mantenendo sempre al centro la forza narrativa dei testi.

Una scrittura profondamente autobiografica

Uno degli elementi distintivi della sua produzione è infatti la scrittura, profondamente autobiografica. Nelle sue canzoni affronta temi come salute mentale, ansia, relazioni sentimentali, identità culturale, crescita personale e senso di appartenenza, raccontando esperienze vissute senza ricorrere a eccessive idealizzazioni. La doppia eredità culturale, britannica e zimbabwese, rappresenta inoltre una componente importante del suo percorso artistico e personale, spesso presente anche nei suoi testi.

Il primo significativo punto di svolta arriva nel 2022 con l’EP “Better Off Without”, che contribuisce ad ampliare il suo pubblico e a consolidarne la credibilità all’interno della scena indipendente britannica. Nello stesso periodo il brano “All I Ever Asked” ottiene una notevole diffusione sui social network, diventando virale su TikTok e permettendo alla cantautrice di raggiungere ascoltatori ben oltre il circuito indie.

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Rachel Chinouriri

L’album “What a Devastating Turn of Events” e l’exploit

La definitiva consacrazione arriva però nel 2024 con la pubblicazione dell’album d’esordio “What a Devastating Turn of Events”. Il disco rappresenta molto più di un semplice debutto: è un progetto concepito come un racconto unitario, nato dopo la decisione dell’artista di accantonare completamente una precedente versione dell’album, poiché non rispecchiava più ciò che desiderava esprimere.

Il lavoro affronta alcuni dei momenti più complessi della sua vita personale, tra cui il lutto e il dolore familiare, alternando episodi di leggerezza ad altri decisamente più introspettivi. Il titolo nasce da una tragedia familiare: una cugina residente in Zimbabwe morì suicida dopo aver scoperto una gravidanza. Quell’evento spinse Rachel a riflettere sul dolore, sul lutto e sul modo in cui questi cambiano profondamente una persona.

Tra i brani più rappresentativi figura “Never Need Me”, diventato rapidamente uno dei suoi maggiori successi. La canzone racconta la consapevolezza maturata all’interno di una relazione sentimentale sbilanciata ed è stata accompagnata da un videoclip che vede la partecipazione dell’attrice Florence Pugh. Altro tassello importante della sua discografia è “The Hills”, ispirato a un periodo trascorso a Los Angeles durante il quale la cantautrice ha raccontato di essersi sentita profondamente isolata, esperienza trasformata in uno dei brani più energici del disco.

Parallelamente alla crescita discografica, Rachel Chinouriri ha consolidato anche la propria presenza dal vivo, aprendo concerti per artisti come Lewis Capaldi e Louis Tomlinson e costruendo una reputazione sempre più solida come performer. Un percorso che ha contribuito ad ampliare il suo pubblico senza rinunciare all’identità artistica sviluppata fin dagli esordi.

Aprire la porta a una nuova era dell’indie britannico

Negli ultimi anni la cantante ha inoltre parlato apertamente dell’importanza di una maggiore rappresentazione delle artiste nere all’interno della scena indie britannica, un ambiente nel quale ha raccontato di essersi sentita inizialmente poco rappresentata. Una riflessione che si inserisce in un dibattito più ampio sull’evoluzione della musica alternativa nel Regno Unito e sul progressivo ampliamento delle sue voci e delle sue influenze.

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“I think I spoke too soon” è il prossimo album di Rachel Chinouriri

A ottobre, più precisamente il, è prevista l’uscita di “I think I spoke too soon”, il suo secondo album in carriera e già anticipato dal singolo “One song away from crying”, distribuito anche in rotazione radiofonica italiana. Il singolo rappresenta una sintesi della sensibilità dell’artista: melodie immediate e una dimensione pop accessibile unite a una scrittura personale, capace di raccontare fragilità e trasformazioni interiori. Appuntatevi il suo nome: ne sentiremo parlare.

ALTRO DAL POP:

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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