Arriva in streaming Ancora, il nuovo singolo del giovane cantautore Luca Re, che insieme all’OutSoon Collective, mette al centro musica e relazioni umane
“Cosa ci facciamo ancora qui?“. Due persone s’interrogano occhi negli occhi a proposito di quel sentimento che le unisce e che non ce la fa più a nascondersi dietro un pilastro di freddo e sterile cemento. Analizzano la propria storia senza tentennamenti e a viso aperto. Se è amore, chiamiamolo con il suo vero nome. Ecco che arriva sugli store di musica digitale Ancora, il nuovo singolo di Luca Re – il terzo pubblicato in questo 2024, che inizia ad intravedere all’orizzonte la sua conclusione – prodotto dai Demona e rilasciato per Artist First.
Realizzato in collaborazione con il collettivo OutSoon Collective, la traccia vede il giovane artista proseguire il suo percorso artistico dedito alla sperimentazione sonora. È ancora tangibile il ricordo di Umore, la trilogia di EP rilasciata nel corso del 2023 che ha presentato al pubblico un Luca Re tutto da scoprire, impegnato, attraverso la sua musica, in un approfondimento delle sfumature che caratterizzano gli stati d’animo degli esseri umani.
Ancora arriva sulle piattaforme streaming seguendo la scia di Stavo per perdermi e Dove prima non c’era, altre due tracce che hanno arricchito il repertorio di Luca Re e che anticipano il prossimo progetto discografico dell’artista, che adesso intende concentrarsi sui valori che portano con sé gli amori duraturi, quelli che non rimangono stretti nel recinto di una notte e non appassiscono al tramontare di una sola stagione, osservando da vicino anche le difficoltà che, in una relazione, ci si trova ad affrontare.
Ancora, il tuo nuovo singolo, intende celebrare un amore che contro ogni pronostico si scopre resistente agli scossoni, forte di un sentimento incredibilmente forte. Un racconto autobiografico?
Sì, in un certo senso. Un ragionamento che nasce da diverse esperienze personali. Scrivo quasi sempre di ciò che mi riguarda e anche Ancora racconta di una parte di me. Avevo voglia di raccontare una faccia diversa dell’amore che ho vissuto e che vivo.
Nell’epoca del consumismo tutto assume i connotati di un prodotto “usa e getta”. Si corre a massima velocità e non sempre viene concesso tempo alle cose. Così per la musica, così anche per le conoscenze tra persone. Come fare per provare, anche nel proprio piccolo, ad invertire questa tendenza?
Credo sia qualcosa che dobbiamo scegliere. Scegliere di vivere in modo meno superficiale. Cercare più a fondo. Dedicare del tempo alle persone, darci e dare modo di conoscere e conoscerci davvero. Ascoltarci, insomma, guardare oltre al proprio naso per scoprire che non siamo soli e che la vita non è vita senza relazioni vere.
La produzione di Ancora è firmata dai Demona. Ci racconti qualcosa in più a proposito di questa collaborazione?
Tutto è partito da una loro idea, mi hanno fatto ascoltare la demo di una produzione che avevano pensato per me e quando l’ho sentita ho avuto quasi da subito le idee chiare su cosa farci. La strumentale è un mix di tutto quello che abbiamo sperimentato fino ad ora, dalla demo a oggi abbiamo lavorato a lungo in studio per fare in modo che la strumentale si amalgamasse il più possibile a ciò che dico e ciò che voglio trasmette con il brano.
Dopo la trilogia di EP Umore, Ancora è il terzo singolo del nuovo percorso artistico da te intrapreso. Dove ci porterà? Quali argomenti ti piacerebbe esplorare attraverso le tue canzoni?
Non posso ancora dire dove ci porterà, soprattutto a livello di sound, voglio darmi il tempo di scoprirlo lavorando in studio. Credo sia arrivato il momento di unire ciò che sono stato anni fa con quello che sono ora. Ciò che è certo è che il prossimo anno uscirà tanta nuova musica e ho bene in mente che storia raccontare e come comunicarla. Continuerò a raccontare di me, di come ciò che vivo e come le persone che incontro arricchiscono continuamente il mio percorso e la mia vita, continuerò a scavare nel profondo senza mai restare in superficie.
La tua musica – o almeno gli albori del tuo percorso in quest’arte – è nata come puro mezzo d’espressione di un disagio che covavi dentro te e che la pandemia ha notevolmente accentuato. Da allora un po’ di tempo ne è passato, tanta musica è uscita e altra ancora ne uscirà. Ad oggi, come stai?
Ad oggi sto molto bene. Cerco di fare della musica il mio lavoro al 100% e vivo per questo. Non è sempre facile ma stiamo costruendo ciò che desideravamo, ho degli obiettivi, finalmente percorrendo la mia strada. Rispetto a quel periodo sto decisamente molto meglio.
Con OutSoon Collective state realizzando delle speciali serate dal titolo “Amore a Milano”. Ti va di raccontarci qualcosa in più rispetto a questo progetto?
Certo, fondare il collettivo per me è stata davvero una svolta dal punto di vista personale e artistico. Mi ha dato modo di conoscere un sacco di persone e di fare esperienze che non avrei mai pensato di fare. Tra queste organizzare l’evento “Amore a Milano”. Abbiamo pensato che potesse essere interessante creare uno spazio in cui noi, e altri artisti emergenti, potessimo avere la possibilità di esibirci regolarmente dal vivo. Organizziamo l’evento una volta al mese ed è bello vedere come le persone si affezionano a noi, alla serata e tornano ad ascoltare noi e le nostre proposte.
Credo sia essenziale, in un mondo di social, avere comunque la possibilità di creare rapporti reali e relazioni, e credo sia essenziale per gli emergenti poter unire le proprie community e aumentare il proprio pubblico. Da soli non si va lontano. Questo è l’obiettivo di Amore a Milano.
Essendo un valido esponente della musica underground italiana, ti andrebbe di rivelarci il tuo punto di vista rispetto alla scena emergente tricolore? Com’è il suo stato di salute? Ci sono basi per poter insistere con la propria musica partendo dal basso? E per basi intendo locali in cui poter suonare, realtà per fare rete tra artisti “nuovi”
Credo che l’industria emergente sia in salute, nel senso che ci sono tanti artisti bravissimi e io personalmente ascolto più emergenti che altro. È certamente complicato farsi spazio in un’industria in cui spesso sembrano contare soltanto i numeri, anche a discapito della qualità. Tuttavia credo che non mollare mai faccia la differenza, sembra una frase fatta ma è l’unico modo per farsi notare in mezzo agli altri, cercare la propria unicità e continuare a investire del tempo per evolversi e migliorare. Sono sicuro che prima o poi qualcosa succede, non potrà per sempre dipendere tutto dalla viralità dei brani, la musica e l’arte sono tutta un’altra cosa.

A livello di live, che sono una delle cose più importanti per quanto mi riguarda per un emergente, qualche possibilità c’è, Amore a Milano è una di quelle. Sicuramente non è semplice, anche ai festival, la priorità spesso va ad artisti già firmati e per gli indipendenti diventa un po’ più faticoso farsi spazio, il punto è continuare a lavorare sul proprio progetto e sulla propria community per poter essere indipendenti da qualsiasi altra dinamica.




