Levante alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per il “Dell’amore Tour 2026”: tra nuovi brani, grandi successi e l’attesa per l’album “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”.
Cominciò tutto da un “Manuale Distruzione” che già all’epoca portava con sé un moto di rivoluzione condiviso in una scena indipendente pronta a cambiare le regole del pop mainstream, e si è trasformata oggi nella favola di una cantautrice che non mette d’accordo tutti, ma a cui non può non essere riconosciuto il merito di portare, in tempi aridi di contenuti e musica reale, qualità ai piani alti della canzone leggera italiana. Lei è Levante e ieri sera, 7 settembre, s’è presa la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per il primo di due speciali live a conclusione della sua tournée.
Non a caso la prima canzone in scaletta di questa prima tappa conclusiva del “Dell’amore Tour 2026” è stata “Dell’amore il fallimento”, a fotografare il presente di Levante, la sua versione più recente, a scandire il tempo del prossimo lavoro in studio della cantautrice, “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, in uscita il prossimo 9 ottobre. Album che ha avuto un ruolo importante nella line up di canzoni suonate, insieme alla sua band, alla Cavea.

Dalla frizzante “Maimai” alla sinuosa “Niente da dire”, passando per quella “Sono blu” in cui Levante si è mostrata più sperimentale che mai, giocando con un’elettronica più spinta e stratificata, e tanto di spoiler, con la presentazione dal vivo di “Ruggine“, altro brano che sarà incluso nel progetto e che è già stato proposto live nel corso della tournée. Un disco che sarà ricco di sfumature e sonorità, che trova in “Sei tu” – proposta all’ultimo Festival di Sanremo – la sua più emozionante punta di diamante. Una ballata di spessore, elegante, ispirata. Uno dei capolavori della sua discografia.
Ma Levante, abbracciata dal suo pubblico capitolino, ha proposto sul palco molteplici sfaccettature di sé e della sua musica, attraversando quasi completamente tutte le sue ere discografiche, specialmente le più fortunate come “Magmamemoria”, il suo album più riuscito e centrato, e “Nel caos di stanze stupefacenti”, che rappresentò il vero punto di svolta e l’apertura al grande pubblico.

Due ore dai ritmi serrati, senza interruzioni, poche parole e tanta musica. In platea l’artista ha riconosciuto i fan che hanno partecipato alla speciale iniziativa (che Levante riproporrà anche a Milano) che consisteva nel replicare la copertina del nuovo disco. Sprazzi d’arancione che hanno colorato l’Auditorium intitolato a Ennio Morricone.
Per chi scrive è stato il primo concerto “completo” dell’artista vissuto nel pieno senso di questa parola. Soddisfacente: Levante, con la sua musica, sa trasportare in un altrove che è sia personale che collettivo. Una dote che le ha permesso di attirare a sé un pubblico sempre più numeroso e ciò non è scontato: in tempi in cui la povertà di contenuti nel mainstream la fa da padrona, un’artista capace di portare nelle proprie canzoni davvero qualcosa è da preservare e difendere.
Il nuovo album arriva il 9 ottobre
“Dell’amore il fallimento e altri passi di danza” uscirà il 9 ottobre prossimo e conterrà quindici canzoni. Un album che trova nell’arancione il suo colore di rappresentanza. A tal proposito, Levante ha detto: «Nella scrittura e nella composizione dei brani del disco non sono stata guidata da un colore, almeno non da subito. Col passare dei mesi ho compreso che era una luce arancione a lampeggiare sulle mie parole, come un semaforo che allerta, un salvagente in mezzo al mare, un giubbotto di salvataggio. È il colore dell’ascesa, della discesa e della combustione solare, un simbolo di maturazione e raccolto, della rugginosa luna autunnale, di assimilazione e realizzazione».




