Il cantautore e rapper romano, Leon Faun, inaugura il suo nuovo capitolo artistico con un singolo che unisce introspezione, lirismo urbano e sonorità elettroniche, consolidando il suo percorso visionario nella scena italiana.
Dopo un periodo di silenzio che ha generato grande attesa sui social, Leon Faun torna venerdì 17 ottobre con il nuovo singolo “Polvere da Sparo”, distribuito da The Orchard tramite Walkin’. L’artista romano riaccende la propria presenza digitale con un brano che prende forma dal freestyle condiviso nei giorni scorsi, trasformando quella scintilla iniziale in un racconto sonoro pieno di tensione, poesia e profondità emotiva.
Il singolo si muove tra barre intense e produzioni calibrate, dove la voce di Leon emerge dal tessuto sonoro con un uso controllato di effetti e vocoder, esprimendo la complessità emotiva del testo. “Polvere da Sparo” esplora la scelta di allontanarsi da un mondo frenetico, dove le regole sembrano dissolte, e di entrare in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. Lentezza e introspezione si trasformano in strumenti di resistenza, mentre la fragilità assume la forma di una nuova forza. Il verso “respiro polvere da sparo” diventa emblematico: un gesto poetico che sintetizza la volontà di ricominciare, di trovare senso nel caos, di trasformare l’errore in evoluzione personale.
Il brano si configura come una discesa interiore, una riflessione sulle zone d’ombra, sulla capacità di osservare se stessi senza fuga, e sulla fantasia come unica ancora di salvezza. Leon Faun utilizza la propria narrazione come lente poetica per rappresentare la solitudine non come vuoto, ma come densità creativa, in cui il silenzio e le figure sospese diventano elementi di osservazione e introspezione.
L’artista romano, classe 2001, ha costruito la propria cifra artistica fondendo rap, cantautorato e immaginario fiabesco. Dopo gli esordi con EP e singoli come Animus e il progetto Le Cronache di Mairon, con brani di grande successo come Oh Cacchio e Occhi Lucidi, Leon ha consolidato la propria identità con l’album “C’era una volta” (Island Records / Universal Music Italia / Thaurus), includendo collaborazioni con Madame, Ernia e Dani Faiv. Il 2024 ha visto l’uscita dell’album “LEON”, un lavoro maturo e introspettivo che fonde mito e realtà, anticipato dai singoli Anima e Profezia.
Parallelamente alla musica, Leon Faun ha ampliato la propria espressività nel cinema, partecipando ai film “La Terra dei Figli” di Claudio Cupellini e “Piove” di Paolo Strippoli, e firmando regia e sceneggiatura per videoclip come Vestito Male, con cui integra immagine e suono in un linguaggio unico e coerente.
Testo di “Polvere da sparo” di Leon Faun
Autori: Leon Faun, Alessio Marullo
Etichetta: Walkin’
E la dico a te
Si proprio a te
Chiedo come fai a stare in piedi
Come se il vuoto in me
Non fosse altro che i tuoi problemi
Siamo io e te
Ma non siamo noi
Quando. in credo e se
Ma la mia sete aumenta
No che non rallenta
È vero sono stato fermo un anno
Penso che sia stato per quel guasto
Fanno funny ma se premi il testo
Ti stacco l’anima dai cavi e sparo
Tutto solo come un Calimero
Frega un cazzo del tuo piagnisteo
Giuro lo ribalto sto torneo
Creo un intralcio e rispacco il tuo stereo
Chiaro, chiaro
Che io è da quando respiro che scrivo che è stato
Un delirio, respiro, polvere da sparo
stavo con un buco nel cuore e il dolore in cui cado e dopo ricado
Non l’ho colmato
Chiaro
Siamo tutti connessi mò che si apre il sipario
Leone starei attento e non intendo al sipario
Un esercito che risponde soltanto “si chiaro”
Un mercato che sembra un morso della mela di Adamo
Vago per un amore impossibile a Milano
Non mi hanno fatto fuori però poi ci hanno provato
Tra cantanti e attori non c’è poi un gran divario
Te lo dice una persona non da una posa a caso
Da quando ho la metà dei miei anni vedo tutto a scatti
Vedo comandanti comandati in coda per un coma gratis
Quante cose ancora che ho da domandarvi
Droga dopo droga si anche io al tuo party
Passi indietro nel labirinto di Shining
Caschi il cielo con te non scendo a rapporti
Te la canti e chiedo come fanno con te gli altri
Tu sei l’antigenio mi gelo se canti
Chiaro, chiaro
Che io è da quando respiro che scrivo che è stato
Un delirio, respiro, polvere da sparo
stavo con un buco nel cuore e il dolore in cui cado e dopo ricado
Non l’ho colmato
Chiaro
Vedo solo più chiaro
Non volevo essere il primo ma nemmeno uno schiavo, strano
Mi hanno chiuso e ucciso e non sono cambiato, solo mutato, un poco più umano
Come se fossi tornato a casa
Quella luce negli occhi tuoi la chiamo casa
Cara, quella luce che emani dagli occhi l’accuso, scusa
Se chiusa alle volte come fosse uno scudo
Cado dal buio
Quando distruggo ciò che è casa




