Pubblicato da Walkin’ / The Orchard, il nuovo brano di Leon Faun, “Buia melodia”, prosegue il percorso avviato con “Polvere da sparo” e approfondisce l’esplorazione di un immaginario sospeso tra inconscio, oscurità e trasformazione.

Uscirà venerdì 23 gennaio Buia Melodia, il nuovo singolo di Leon Faun, disponibile per Walkin’ / The Orchard. Il brano è firmato ancora una volta dalla collaborazione tra Leon Faun e Duffy, produttore con cui l’artista condivide da anni un sodalizio creativo stabile e riconoscibile, e approfondisce il dialogo tra conscio e inconscio che attraversa la sua scrittura più recente.

Se Polvere da sparo, suo precedente singolo, metteva in scena una condizione di dormiveglia, uno spazio mentale intermedio in cui immagini e percezioni affioravano in modo frammentato, questo nuovo capitolo ne rappresenta l’evoluzione più radicale: l’ingresso nell’incubo, dove quelle stesse sensazioni si addensano e assumono contorni più cupi, opprimenti e viscerali.

Il brano si sviluppa come un attraversamento emotivo che privilegia atmosfere scure e sospese, mantenendo una tensione costante tra fragilità interiore e visione. Sul piano sonoro, Buia melodia fonde elementi trap e aperture pop, confermando la capacità di Leon Faun di muoversi con naturalezza tra rap e melodia senza rinunciare a un immaginario coerente, segnato da tratti surreali e da una forte componente simbolica.

Al centro del racconto si colloca un’oscurità silenziosa e introspettiva, non concepita come punto di arresto ma come passaggio necessario. Il buio diventa uno spazio di trasformazione, un luogo in cui il confronto con le proprie ombre genera nuove prospettive e ridefinisce il rapporto tra dolore e creazione. In questo contesto, la fantasia continua a emergere come rifugio e strumento di resistenza, mentre l’introspezione si configura come una scelta consapevole, capace di restituire senso e direzione.

“Buia melodia” di Leon Faun

Testo di “Buia melodia” di Leon Faun

Quando arriva la notte buia
A volte mi frulla in fronte una strana melodia
Confonde, fotte, alle volte fonte, mi porta altrove

Racconta storie ma ormai, mai, mai, mai
Mi fa quasi strano questo calo di guai, guai, guai, guai (Uoh)
Sono qui, guarda la mano mentre fa bye, bye, bye, bye (Oh)
Ah, sono cosi distante, cosi presente
Che non mi pare di essere fuori di me

Sono in preda alla paura ma incasso
Sono vittima dell’ombra di un pazzo (Bang)
Non mi regolo, lo premo quel tasto
Pronto al disastro, passo per passo (Uoh)
Mi fa schifo questo tipo di incanto (Ah)
Più lo grido, più attiro quel fato (Oh)
Faccio il giro della morte, non cado
Canto e riconto tutto al contrario
Come back ma tu non lo comprendi
Ho detto i colori, posate, pennelli (Oh Dio)
My bro, cosa non comprendi?
Tolto quel hype non hai più argomenti (Ah)
Gente piena di colera si unfollowa
E colloca tutta la rabbia all’interno
Tombola, hai fatto tombola, bro
Il ciondolo pendola quando si rallenta il tempo

Quando arriva la notte buia
A volte mi frulla in fronte una strana melodia
Confonde, fotte, alle volte fonte, mi porta altrove

Racconta storie ma ormai, mai, mai, mai
Mi fa quasi strano questo calo di guai, guai, guai, guai (Uoh)
Sono qui, guarda la mano mentre fa bye, bye, bye, bye (Oh)
Ah, sono cosi distante, cosi presente
Che non mi pare di essere fuori di me

Solo Dio sa cosa cazzo ho passato
Mio fratello dice: “Togli il malocchio”
Vince l’odio ogni volta che amo
E non c’entra Milano se c’ho il malloppo, uah
Non parlo di umani quando scrivo (Mai)
Non parlo del male, ma lo vivo
È una vita che risalgo l’abisso
Non fare un capriccio se vivi una fiction
Che non sono in vena, appena te ne vai mi salvo
Da una vera pena intera (Uh), penna a sfera che mi estranio (Boh)
Cambio clima quando Fauno aggira
Nuova vita che mi attira
Tu centauri, su cent’anni
Dieci ‘anni che gli inganni quando canti, ma dal vivo?

Guai, guai, guai, ahahah
Giuro sono guai, guai, guai
Vabbè, dai

Mai, mai, mai (Mai)
Mi fa quasi strano questo calo di guai, guai, guai, guai (Uoh)
Sono qui, guarda la mano mentre fa bye, bye, bye, bye (Oh)
Ah, sono cosi distante, cosi presente
Che non mi pare di essere fuori di me

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