“Tutti tornano a casa” è il nuovo album di Ariete, in uscita oggi per Bomba Dischi, in licenza Warner Records Italy. Dodici tracce che arrivano a tre anni da “La notte” e sviluppano una riflessione sul concetto di casa come luogo fisico, affettivo e soprattutto interiore.
A tre anni da “La notte“, Ariete torna con un nuovo capitolo discografico costruito attorno a una parola apparentemente semplice, ma destinata ad assumere significati diversi nel corso del disco: casa. “Tutti tornano a casa“, in uscita per Bomba Dischi, in licenza Warner Records Italy, raccoglie dodici brani nei quali il ritorno non coincide necessariamente con lo spostamento verso un luogo, ma con la possibilità di riconoscere una dimensione emotiva, una relazione o una parte di sé.
È un tema che si inserisce in modo coerente nel percorso di Arianna Del Giaccio, nome all’anagrafe della cantautrice romana, arrivata al grande pubblico nel 2020 con “Pillole” e diventata negli anni una delle figure emerse dalla nuova scena cantautorale italiana. Da allora il suo percorso ha attraversato una progressiva espansione, fino ai palasport e alle arene, senza perdere il carattere personale della scrittura. “Tutti tornano a casa” nasce proprio dalla distanza tra questi due momenti: ciò che è cambiato e ciò che, invece, continua a rappresentare un punto di riferimento.

Chi è Ariete, tre anni dopo “La notte”
Il nuovo album arriva dopo un periodo nel quale Ariete ha attraversato una fase significativa di crescita artistica e personale. Il precedente “La notte“, uscito tre anni fa, aveva consolidato una traiettoria iniziata con i primi singoli, l’ottimo riscontro dell’esordio con il disco “Specchio“, e sviluppata attraverso una scrittura fortemente legata all’esperienza individuale.
Il nuovo lavoro sposta invece lo sguardo dal semplice racconto di sé alla definizione di uno spazio nel quale possano convivere esperienze, persone e ricordi. Casa può essere la famiglia, un’amicizia, una relazione, una persona che non c’è più, ma anche una dimensione interiore costruita nel tempo. È un luogo che può cambiare insieme a chi lo abita.
Anche l’artwork dell’album lavora su questa idea: Ariete appare all’interno di una valigia insieme a una serie di oggetti quotidiani, trasformando un elemento associato al viaggio in una sorta di spazio domestico. Il viaggio suggerito dall’immagine palesa una direzione interiore, talvolta scomposta ma inevitabilmente propria, e quindi appunto, casa.
Un percorso che la cantautrice ha raccontato anche attraverso le parole con cui ha presentato il disco al pubblico, spiegando di aver impiegato tre anni per scriverlo e auspicando che l’ascolto possa avvenire proprio nel luogo che ciascuno considera sicuro: una casa, un letto, accanto agli amici o alla persona amata, oppure attraverso il ricordo di qualcuno che non c’è più.
Il primo singolo: “Che bella vita” con Angelina Mango
A introdurre “Tutti tornano a casa” è stata “Che bella vita”, pubblicata il 28 agosto scorso e nata dalla collaborazione con Angelina Mango. È il primo incontro discografico tra le due cantautrici e rappresenta anche uno dei punti di contatto più evidenti tra il tema dell’album e il suo percorso di avvicinamento al pubblico. Il brano, prodotto da Golden Years e scritto dalle due artiste, affronta il valore degli incontri e di quelle persone capaci di modificare il corso di una storia.
La collaborazione arriva inoltre in un momento nel quale entrambe appartengono a una generazione di artiste che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra cantautorato, pop e linguaggi della nuova musica italiana. “Che bella vita” porta così all’interno del progetto un confronto tra due identità già riconoscibili, senza trasformarsi in una semplice sovrapposizione di percorsi.
Angelina Mango non è, però, l’unica ospite del disco. Nelle dodici tracce di “Tutti tornano a casa” compaiono anche Fulminacci, presente in “Mano nella mano“, Tredicipietro, coinvolto in “Casa mia / Casa tua” e Prima stanza a destra, che figura in “Quando la luna si accende“. Collaborazioni “spalla a spalla” che costruiscono un dialogo con alcuni degli interpreti più rappresentativi della nuova scena italiana, in un album che mantiene al centro Ariete e la sua scrittura ma amplia il racconto attraverso differenti sensibilità.
La presenza di artisti provenienti da percorsi diversi è particolarmente significativa perché arriva dopo una fase nella quale Ariete ha progressivamente ampliato il proprio pubblico. Il nuovo album può quindi essere letto anche come il tentativo di tenere insieme la dimensione personale degli esordi e una scala artistica oggi inevitabilmente più ampia.
Dai palasport ai club: il nuovo tour di Ariete
Il ritorno discografico sarà accompagnato da una nuova dimensione live. Dopo aver portato “La notte” nelle arene italiane con La Notte d’Estate, Ariete ha annunciato il Club Tour 2026, prodotto e organizzato da Bomba Dischi, articolato in sette appuntamenti nei club italiani. Un cambio di scala rispetto agli spazi attraversati negli ultimi anni: nel 2023 Ariete era diventata la più giovane artista donna italiana a esibirsi nei palasport; il nuovo tour guarda invece a una dimensione più raccolta, nei club.
È un passaggio che si lega anche al significato del titolo dell’album. Se “Tutti tornano a casa” parla di un luogo emotivo nel quale ritrovare familiarità e appartenenza, il club può diventare una sua traduzione concreta: uno spazio condiviso nel quale le canzoni tornano a essere ascoltate a pochi metri da chi le ha scritte.
“Tutti tornano a casa” mette al centro, in sostanza, una domanda ben precisa: cosa significa tornare, quando nel frattempo siamo diventati persone diverse? La risposta, per Ariete, sembra passare attraverso dodici canzoni, alcuni incontri artistici e un ritorno alla dimensione più ravvicinata del live. Il resto, lo affidiamo all’ascolto.




