Dal percorso universitario alla vita adulta, il nuovo album di Matsby mette in discussione l’idea di una tabella di marcia valida per tutti. Dieci canzoni per raccontare il disagio di una generazione che non si sente dove dovrebbe essere.

C’è un’età in cui il confronto con gli altri smette di riguardare soltanto ciò che si è fatto e comincia a investire ciò che, secondo un immaginario condiviso, si sarebbe già dovuto fare. Un lavoro stabile, una casa, una relazione duratura, una direzione professionale definita: traguardi che finiscono per trasformarsi in una sorta di calendario implicito dell’età adulta. È dentro questa sensazione di essere costantemente fuori tempo che nasce “Fuoricorso”, il nuovo album di Matsby, disponibile dal 2 ottobre 2026 per ADA/Warner Music Italy.

Il titolo prende in prestito una parola legata all’università, ma ne amplia il significato. Essere “fuoricorso” non significa soltanto avere accumulato ritardi rispetto a un percorso di studi: nel progetto di Matsby diventa la condizione di chi percepisce una distanza tra la propria vita e quella che immaginava, o che gli altri gli avevano fatto immaginare. Una sensazione particolarmente riconoscibile in una generazione abituata a misurarsi continuamente con percorsi apparentemente lineari. Il punto, però, è proprio mettere in discussione quella linearità.

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“Fuoricorso” è il nuovo album di Matsby

«Pensavo che a quest’età sarei stato più risolto e più avanti, ma non lo sono», racconta Matsby presentando il disco. Le dieci canzoni di “Fuoricorso” nascono da questa ammissione e provano a trasformarla non in una dichiarazione di fallimento, ma in un modo diverso di guardare al proprio presente. Il tempo, anziché essere una misura con cui stabilire quanto si è rimasti indietro, può diventare qualcosa da abitare senza dover necessariamente rispettare una scadenza.

Durante la lavorazione del disco mi è capitato spesso di far ascoltare i brani ancora inediti ad amici, colleghi o persone con cui collaboro. Se, nel momento in cui li facevo sentire, provavo anche solo un po’ di imbarazzo, lo interpretavo come un segnale: probabilmente quella canzone non era ancora pronta, o semplicemente non era adatta a questo disco. Ricordo, per esempio, che a giugno avevo già un album praticamente finito. È venuto a trovarmi un mio amico, che cura anche tutta la parte visiva e fa il regista, perché dovevamo lavorare a un pezzo. Abbiamo riascoltato insieme tutto il disco e, alla fine, mi sono detto: “Non ci siamo”. Così ho deciso di ripartire da zero.

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I brani che hanno anticipato l’album seguono prospettive differenti ma riconducibili alla stessa ricerca. “SERIE A”, “ANNI BASTARDI”, “MACHEBELLO È!” e “MUAY THAI”, pubblicato il 4 settembre, attraversano il desiderio di cambiare, la difficoltà di orientarsi e il rapporto con un futuro che non sempre coincide con quello immaginato. In mezzo c’è anche la dimensione sentimentale: la paura di partire, di cambiare vita e di scoprire che non ci sia necessariamente qualcuno con cui condividere quel percorso.

È un elemento importante perché sposta “Fuoricorso” dalla semplice narrazione del disagio generazionale a una riflessione più personale sulle aspettative. Il problema non è soltanto non aver raggiunto determinati obiettivi, ma avere interiorizzato l’idea che quegli obiettivi debbano arrivare entro un momento preciso. Il titolo finisce così per ribaltare la propria accezione iniziale. Il “fuoricorso” non è più soltanto chi è rimasto indietro rispetto alla tabella di marcia, ma anche chi decide di non considerarla più come l’unico metro possibile.

Ogni tanto, quando vado dalla psicologa, mi capita di prendere qualche appunto: nel tempo ne ho accumulati diversi e, a un certo punto, mi sono ritrovato a trasformarne alcuni in canzoni. Tra i brani che oggi sento più miei ci sono sicuramente “Eravamo solo noi”, realizzato con Orlando, un artista che stimo molto. È una canzone che parla della sensazione di tornare a casa e rendersi conto che, nel frattempo, siamo diventati tutti più grandi: c’è chi è partito, chi ha cambiato città, chi si è trasferito in un altro Paese. È successo anche a me, quando sono andato a Milano.

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La dimensione live ha accompagnato la costruzione del progetto durante il 2026. Con il PRE FUORICORSO Summer Tour, Matsby ha portato i nuovi brani in diverse città italiane, alternando appuntamenti legati al proprio progetto e opening per altri artisti. Dopo l’esordio del 18 giugno al Solstizio d’estate di Monte San Giovanni Campano e la partecipazione al Premio Ravera di Castelraimondo il 20 giugno, il cantautore ha aperto il concerto di Sayf all’Assisi Summer Festival il 16 luglio.

Ad agosto sono arrivate le date all’Arena di Villa Rocca di Chiavari e al Festival di Giungano, in provincia di Salerno, prima dell’apertura al live di Clara a Riccione, nell’ambito di Riccione Music City, il 21 agosto. Il percorso prosegue il 10 settembre al Magnolia di Milano con Amore a Milano.

Ho scritto questo disco perché avevo bisogno, prima di tutto, di ascoltare qualcosa che mi dicesse: “Stai tranquillo, stai calmo”. È nato quindi da un’esigenza molto personale. Poi, riflettendoci, ho capito che il sentirsi “fuoricorso” non è necessariamente legato all’età o a un momento preciso della vita. Potrebbe capitarmi di sentirmi così anche a cinquant’anni: magari essere molto realizzato professionalmente, ma sentirmi indietro sul piano delle relazioni; oppure, al contrario, avere costruito una famiglia e una vita affettiva solide e sentirmi ancora “fuoricorso” in ambito lavorativo. È un concetto che può assumere forme diverse e accompagnarci in momenti differenti della nostra vita.

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Il nuovo album arriva così dopo una fase di particolare intensità per Matsby. Cantautore genovese, ha costruito il proprio linguaggio attraversando rap, pop e cantautorato, partendo da una scrittura diretta e orientata verso pensieri, dubbi e contraddizioni della vita quotidiana. Prima di Fuoricorso sono arrivati gli album “Punto Zero” e “Post Teenager”, oltre al progetto “Agrodolce”.

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Matsby

Il 2025 ha rappresentato un passaggio significativo del suo percorso: le aperture ai concerti di Lucio Corsi e Mr. Rain, il Premio Top Of The Year al Calabria Fest di Rai Isoradio e, a novembre, l’esibizione al Palateknika di Genova in apertura ad Alfa. A dicembre è arrivata la selezione tra i dieci vincitori di Area Sanremo, seguita dall’esibizione sul Suzuki Stage durante la 76ª edizione del Festival di Sanremo. All’orizzonte un importante appuntamento promozionale: un tour nelle università, per presentare “Fuoricorso“.

Abbiamo pensato che, visto che il termine “fuoricorso” nasce proprio dal contesto universitario, fosse interessante portare questo concetto direttamente nelle università e aprire un confronto con gli studenti. Tra ottobre e novembre saremo impegnati in una serie di talk in diversi atenei. Il tour si concluderà il 13 novembre a Genova, al Teatro La Claque, nel cuore della città, proprio tra i suoi vicoli. Ci tenevo particolarmente a questa data perché Genova è casa mia e, dopo essermi trasferito a Milano circa un anno fa, sentivo il bisogno di tornarci. Quest’estate abbiamo portato il progetto in diverse città italiane, ma Genova non era tra le tappe: mi sembrava quindi giusto chiudere questo percorso proprio lì.

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