Il performer danese Søren Torpegaard Lund, cresciuto a Gudme e formatosi alla Danish National School of Performing Arts, si racconta alla vigilia della partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026, tra identità artistica, formazione teatrale e il brano “Før Vi Går Hjem”.

Søren Torpegaard Lund si prepara a prendere parte all’Eurovision Song Contest 2026 con il brano “Før Vi Går Hjem”, segnando una nuova e importantissima tappa nel suo percorso artistico, che si sviluppa tra teatro e musica con una forte impronta scenografica: insomma, perfetta per l’Eurovision. Originario della cittadina danese di Gudme, l’artista ha intrapreso fin da giovanissimo un cammino nel mondo delle arti performative, individuando precocemente la propria direzione nel musical theatre.

Direi che sono un mix tra una pop diva e un ragazzo piuttosto tranquillo della campagna! Il più grande malinteso su di me è che a volte le persone pensano che io sia semplicemente un talento naturale, a cui tutto viene facile, ma in realtà ci sono moltissime ore di prove e allenamento dietro, e non penso mai di aver finito di imparare.

Søren Torpegaard Lund

Conosciamolo più da vicino: a dieci anni si avvicina stabilmente alla disciplina scenica, mentre a diciassette anni viene ammesso alla Danish National School of Performing Arts, diventando il più giovane candidato mai accettato dall’istituto. Da quel momento avvia una carriera professionale che lo porta a lavorare come cantante, ballerino e attore all’interno di importanti produzioni teatrali in Danimarca. Nel corso della sua attività scenica ha interpretato ruoli principali in produzioni di rilievo internazionale del repertorio musicale, tra cui West Side Story nel ruolo di Tony, Kinky Boots nel ruolo di Angel e Romeo & Juliet nel ruolo di Romeo.

Sarebbe sicuramente molto importante ottenere un buon risultato. Però il mio obiettivo all’Eurovision non sarà pensare ai punti o al risultato, perché ciò toglie un po’ di divertimento e mi allontana dall’essere concentrato sull’esibizione. Cercherò di divertirmi e di focalizzarmi su ciò che mi occorre per fare una buona performance. Sicuramente però, se non dovessi arrivare in finale, probabilmente ci rimarrei un po’ male.

Søren Torpegaard Lund
Søren Torpegaard Lund all’Eurovision 2026 per la Danimarca

Negli ultimi anni Søren Torpegaard Lund ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione verso la scrittura musicale e la carriera solista, avviando un percorso che lo porta a confrontarsi con la dimensione autorale della musica pop. La transizione dal teatro alla produzione discografica segna un cambiamento di prospettiva, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare un linguaggio personale attraverso la scrittura di canzoni.

In vista dell’Eurovision Song Contest 2026, l’artista si presenta al pubblico europeo attraverso una definizione identitaria che mette in relazione formazione teatrale e attitudine pop, sottolineando la coesistenza tra disciplina scenica e dimensione informale del proprio background.

Questa è senza dubbio la cosa più grande che mi sia successa finora, ed è assolutamente incredibile per me. Non riesco ancora a credere che stia succedendo davvero, ma lasciamelo dire: è solo l’inizio. Sto già lavorando a nuovi progetti. Il mio Eurovision è iniziato quando ero molto piccolo, ho un chiaro ricordo dello Junior Eurovision del 2001. Avevo circa 3-4 anni e pensai “wow, questi bambini sono su un palco così grande… chissà cosa si prova!”

Søren Torpegaard Lund

Il progetto musicale che accompagna la sua partecipazione all’evento si concentra su temi legati alle relazioni affettive e alla loro instabilità, con particolare attenzione ai meccanismi di ritorno e distacco all’interno di legami emotivamente complessi. Il brano affronta la tensione tra consapevolezza e ricorrenza di dinamiche relazionali, inserendosi in una narrazione più ampia legata alla crescita personale e alla trasformazione emotiva. La struttura sonora si orienta verso un’impostazione ritmica e melodica pensata per la dimensione performativa dell’Eurovision, con particolare attenzione alla resa scenica del brano.

La canzone parla di un sentimento molto umano: arrendersi agli errori che facciamo tutti, tornando più e più volte da una persona che sappiamo essere tossica, ma che allo stesso tempo ci aiuta a capire noi stessi, a crescere e a vivere la vita al massimo. Il mio desiderio era quello di creare, sull’aspetto musicale, una vera e propria popstar-fantasy. Troye Sivan è stato una grande ispirazione, e anche Clara Sofie, che è una delle autrici del brano ed è una vera “regina” della club music in Danimarca!

Søren Torpegaard Lund

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