In vista dell’Eurovision Song Contest 2026 – e sulla scia delle proteste degli ultimi anni – arriva una rivoluzione nel regolamento del voto, per difendere l’integrità del festival.
Con l’edizione di Vienna 2026, l’Eurovision Song Contest si prepara a un’importante riforma del suo sistema di voto, voluta dall’EBU per rispondere a crescenti critiche sulla trasparenza e sull’equità. Le modifiche annunciate mirano a ristabilire l’equilibrio tra il pubblico e le giurie, ridurre il rischio di influenze esterne e rafforzare la fiducia nei risultati. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa cambia.
Il pubblico vota ma… con limiti più severi
Uno dei cambiamenti più immediati riguarda il televoto: per la prima volta, il numero massimo di voti per persona sarà dimezzato. Invece dei 20 voti per metodo (online, SMS, telefonata), l’utente potrà esprimere fino a 10 preferenze per ciascuna modalità. Questo intervento punta a evitare concentrazioni di voto su un solo artista e a spingere i fan a distribuire il proprio sostegno su più brani.
Le giurie tornano in semifinale
Un’altra novità di peso è il ritorno delle giurie professionali nelle semifinali, per la prima volta dal 2022. Si reintroduce così una composizione “50/50”: metà del punteggio derivato dal televoto, l’altra parte dalle giurie. L’EBU motiva questa scelta con l’obiettivo di dare spazio anche a brani con forte valore artistico, che potrebbero non ottenere un vasto consenso popolare ma risultare rilevanti dal punto di vista musicale.
Giurie più grandi, più giovani e più varie
Le giurie nazionali passano da 5 a 7 membri, e il profilo dei giurati sarà più eterogeneo: non solo musicisti o produttori, ma anche giornalisti musicali, insegnanti, coreografi, registi di scena e altri professionisti del settore. In aggiunta, ogni giuria dovrà includere almeno due giurati tra i 18 e i 25 anni, per riflettere meglio il pubblico giovane.
Per garantire imparzialità, tutti i giurati firmeranno una dichiarazione formale: dovranno votare in modo indipendente, non coordinarsi con altri membri e non rivelare le proprie preferenze online prima del termine del concorso.
Promozione sotto stretta sorveglianza
Una delle misure più significative riguarda la promozione degli artisti. L’EBU ha rafforzato il codice di condotta, vietando campagne promozionali sponsorizzate da terzi che potrebbero distorcere il voto: tra queste, anche iniziative governative. Questo significa che artisti, broadcaster o case discografiche non potranno attivamente sostenere campagne esterne che influenzano il risultato. In caso di violazioni, sono previsti sanzioni.
Sicurezza al voto: stop alle manipolazioni
Sul fronte tecnologico, l’EBU collaborerà con il partner di voto (Once) per implementare sistemi di sicurezza ancora più robusti, capaci di rilevare schemi sospetti di voto coordinato o truffaldino. L’obiettivo è prevenire qualsiasi abuso che possa minare la credibilità del televoto.
Perché queste riforme?
Secondo Martin Green, il direttore dell’Eurovision, le modifiche sono il frutto di un vasto processo consultivo con le emittenti e gli stakeholder, ed erano motivate da necessità concrete: “voglio che ogni voto conti e che ogni voce venga ascoltata. Il Contest deve rimanere un luogo neutrale dove la musica, non la politica o le campagne esterne, è al centro.”
Inoltre, l’EBU ha rafforzato l’applicazione delle regole già esistenti su testi, scenografie e condotta delle delegazioni, per garantire che lo spirito del Festival — unità, creatività e competizione leale — non venga compromesso.
Le modifiche sono già state approvate dal Reference Group, l’organo decisionale che riunisce tutte le emittenti partecipanti. Il piano è di monitorare l’effetto di queste novità durante l’Eurovision 2026 e, se necessario, apportare ulteriori aggiustamenti. L’Assemblea Generale dell’EBU, che si terrà all’inizio di dicembre, discuterà ufficialmente il pacchetto di riforme.




