Rabbia e desiderio di ribellione, in tempi in cui i casi di femminicidio sono sempre più all’ordine del giorno: nasce così “Bravi ragazzi“, il nuovo singolo di Saphe

Nessun compromesso. È quello che si è ripromessa Saphe sin dal suo esordio: giovane artista di origini brindisine – ma trapiantata ormai a Roma – ha all’attivo svariati singoli tra cui il più recente, “Barbie percezioni“, che aveva catturato già la nostra attenzione e di cui vi abbiamo parlato qui. Adesso nelle sue canzoni, volte sempre a lanciare un messaggio, fa irruzione un tema di strettissima attualità: il femminicidio, al centro del brano “Bravi ragazzi“.

L’attualità da sempre trova terreno fertile nella musica, per raggiungere le persone e sensibilizzare su tematiche di rilievo, su cui è impossibile soprassedere, anche quando si vuole guardare da un’altra parte o spegnere il telegiornale. Quando a farlo è un’artista emergente è come se avesse un valore ulteriore: in tempi in cui, nel mare magnum di musica pubblicata in ogni dove, farsi ascoltare è sempre più difficile, ci si trova davanti ad una scelta: parlare duro all’attenzione di quattro persone, oppure parlare con parole dolci auspicando ad un’attenzione maggiore (con possibilità che restino comunque quattro persone).

La pubblicazione di “Bravi ragazzi“, in un percorso musicale di Saphe, fatto di punk pop e reference e visual che attingono senza troppi veli agli anni duemila, non rientra tra le scelte “gigione” che un emergente possa prendere per puntare a raccogliere un seguito maggiore, eppure però in qualche modo permette all’artista stessa di imprimere un segno, di lasciare qualcosa di concreto e non effimero.

La genesi di “Bravi ragazzi” segue il dramma dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo negli scorsi mesi, segnati anche dal caso di Giulia Cecchettin, uccisa dal suo ex fidanzato. Fu proprio quest’ultimo episodio, avvenuto mentre il brano era già in lavorazione, ha segnato particolarmente Saphe, che ha deciso di rilasciare il singolo per «fare rumore, per colpire chi ancora si sente colpito da queste tematiche, non comprendendole e rimanendo lontano dal mondo in cui le donne rimangono vive, almeno tanto quanto gli uomini».

Nella traccia fanno capolino riferimenti espliciti a questioni che hanno a lungo tenuto banco nell’opinione pubblica. Da quella “palpata sotto i 10 secondi” che non rappresenterebbe una molestia, a quei biscotti cucinati dall’assassino di Giulia Cecchettin che avrebbero dovuto attenuare le colpe o comunque la natura criminale del ragazzo. Quelli che per tanti sono sempre dei “bravi ragazzi”.

Questo brano è un rifugio per le donne ed una lezione per gli uomini: non c’è più spazio per le retoriche dell’“inaspettato”, noi ormai ci aspettiamo il peggio sempre, sta solo a loro farci capire da che parte stanno. Noi con questi “bravi ragazzi” non vogliamo averci niente a che fare, e ogni giorno di più sappiamo come allontanarci da dinamiche violente. Ci proteggiamo l’un l’altra.

Saphe

Giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume.

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