Arriva finalmente l’album di debutto di Roshelle, “Mangiami pure”. Progetto – nato sotto la supervisione di Tommaso Ottomano – in cui l’artista esplora sentimenti contrastanti e momenti di stasi esistenziale, combinando testi diaristici e una narrazione musicale intensa.
Dopo anni di studio, ricerca e dosi di coraggio mangiate a bocconi grandi, è arrivato il momento per Roshelle di presentarsi al pubblico con il suo atteso progetto d’esordio: “Mangiami pure“. Un lavoro curato nei minimi dettagli, che cattura per la sua profondità emotiva e per la coerenza concettuale che l’artista ha adottato, insieme a Tommaso Ottomano, che ha diretto artisticamente il progetto. L’album, disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e in formati fisici limitati, è costruito come un percorso che si muove attraverso stati d’animo estremi, introspezione e momenti di rinascita, offrendo uno sguardo ravvicinato sulle esperienze interiori dell’artista.
Un percorso nitido e ben narrato che orienta l’ascoltatore anche attraverso l’ordine della tracklist, a cominciare dal brano iniziale, un memo vocale che subito posiziona Roshelle nel suo presente: l’artista, qui, si riappropria della sua scrittura, che possa seguire l’istinto e non strutture preimpostate. Una dichiarazione d’intenti che, saggiamente, è stata posizionare in apertura di album, per dettare il tempo di ciò che l’ascoltatore andrà a sentire di lì in poi.
Si parte con l’introspezione e la riflessione di Sola tra le nuvole – già singolo -, per poi spostarsi verso uno dei brani più interessanti del progetto, Musa. L’artista racconta la relazione con la sua ispiratrice, introducendo l’ascoltatore nel clima di riflessione che permea l’intero disco, un clima fatto di stasi, rumore interiore e contemplazione dell’ossessione creativa.

In Veleno, l’artista affronta la disillusione dei sentimenti, traducendo il tradimento delle aspettative affettive in un linguaggio musicale immediato e diretto. La successiva Sott’acqua approfondisce questo percorso: il vuoto e la confusione diventano materia sonora, con arrangiamenti che rispecchiano lo stato di estrema consapevolezza e interrogativo dell’artista, tra domande sul senso delle cose e tensione emotiva costante.
Una notte triste triste diventa il cuore lirico del progetto, con l’emblematica frase “io non so accettarlo” a sintetizzare il conflitto tra desideri personali e realtà circostante. A questo si affianca Cigarette, una lettura intima di pagine di diario trasformate in canzoni, dove il confine tra scrittura privata e espressione artistica si dissolve, permettendo all’ascoltatore di entrare in diretto contatto con l’esperienza emotiva dell’artista.
In chiusura, L’origine del mondo rappresenta il contrappunto luminoso del disco: un varco di luce e di positività che anticipa il futuro percorso artistico di Roshelle. Questa traccia, volutamente collocata alla fine, segna un nuovo inizio e prepara il terreno per i lavori successivi. La ghost track FEVER – presente solo nell’edizione in vinile -, infine, aggiunge un elemento di ironia tragica e gioco creativo, rielaborando una composizione originariamente di Oscar, diventando una delle tracce più personali e complesse dell’album.
È da ascoltare con attenzione, questa prova d’esordio. Un album diaristico e concettuale, capace di alternare introspezione, tormento emotivo e momenti di luce, posizionando il nome di Roshelle su un piano “caldo” della scena cantautorale più contemporanea della musica italiana. La cura nella scrittura, la strutturazione narrativa dei brani e la gestione dei registri emotivi rendono il disco una lettura musicale stratificata, pensata per chi desidera un’esperienza di ascolto approfondita e riflessiva. È a quel pubblico che l’artista e il suo team intendono rivolgersi, mentre è già rivolta al futuro prossimo, tutta la curiosità per le evoluzioni di questo neonato progetto.




