Dal 14 novembre disponibile su tutte le piattaforme digitali il primo album del collettivo veronese-bolognese Problemidifase. Un progetto corale che fonde pop, elettronica ed emo in un racconto intimo e generazionale.

Un rullino che si riavvolge, che sviluppa e restituisce immagini sbiadite, pronte a riprendere colore. È da questa suggestione visiva che prende vita “tutto quello di cui avevamo bisogno”, il nuovo album di problemidifase, disponibile da venerdì 14 novembre su tutte le piattaforme digitali di streaming. Un disco che si presenta come una sequenza di fotografie emotive, un mosaico di esperienze e frammenti interiori che raccontano con delicatezza e lucidità la fase di passaggio post-adolescenziale, tra la memoria e la proiezione verso ciò che ancora deve accadere.

L’album si configura come un viaggio breve ma densamente stratificato, in cui ogni brano possiede una propria identità sonora e narrativa, riflettendo le molteplici anime che compongono il collettivo. Tra le tracce spicca “altrove”, centro nevralgico del progetto, in cui Samuele (problemidifase) e Simone (Laurino) intrecciano le loro voci e le rispettive sensibilità, dando forma a un brano che indaga il paradosso della distanza vissuta nella vicinanza. Le sonorità elettroniche, i glitch e gli arpeggi dal tono malinconico costruiscono un paesaggio sonoro sospeso, in bilico tra introspezione e tensione emotiva.

Attraverso una scrittura sincera e non mediata, problemidifase continua a esplorare il territorio delle fragilità contemporanee, con particolare attenzione ai temi della crescita, del disorientamento e del rapporto con il tempo. I brani, pur nella loro dimensione intima, restituiscono una coralità che rende l’ascoltatore parte di un dialogo più ampio, dove ogni parola, suono e silenzio diventa specchio di un’esperienza condivisa.

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Problemidifase

Il disco nasce dal lavoro collettivo di una rete di musicisti e produttori che si muovono tra Verona e Bologna, luoghi cardine nella geografia affettiva e artistica del gruppo. Le musiche portano la firma di Samuele Zenti, Jacopo Secondo, Leonardo Castellani e Simone Laurino, mentre i testi sono firmati dagli stessi autori insieme a Zouzoua Axel Israel (Zaib). La produzione e gli arrangiamenti vedono la collaborazione di problemidifase, Simone Laurino, Cristian Volpato e Novecento (Tobia della Puppa), che ne cura anche il mixaggio e parte del mastering, contribuendo a definire un suono compatto ma profondamente umano, capace di fondere elementi analogici e digitali con naturalezza.

L’artwork, realizzato da Filippo Ferro, e le fotografie di Sofia Gandini completano l’identità visiva del progetto, traducendo in immagini la sensibilità che permea l’intero lavoro: un’estetica minimalista e concreta, che riflette il senso di appartenenza, precarietà e bellezza effimera che anima le tracce.

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Problemidifase

Attivo dal 2021, problemidifase nasce come entità in continua evoluzione, capace di ridefinirsi attraverso l’incontro e la collaborazione. Dopo l’EP “Ristorante / Albergo / Croce” e singoli come “sedie” e “binari”, il collettivo entra a far parte del network Mille Piccoli Cieli, consolidando un percorso di sperimentazione che trova in questo debutto discografico una sintesi matura e coerente. Nel 2025, i singoli “una fase” e “le ore” hanno anticipato l’uscita dell’album, delineando un linguaggio in bilico tra pop elettronico, emo e cantautorato alternativo, contaminato da una ricerca sonora che abbraccia glitch, texture digitali e atmosfere crepuscolari.

Tutto quello di cui avevamo bisogno diventa così una riflessione collettiva sul bisogno di riconoscersi e di appartenere, un diario sonoro che restituisce il senso di un’epoca emotivamente fluida e mutevole, in cui la fragilità non è più una mancanza, ma un punto di partenza per ritrovarsi.

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