Quattro date a Milano, Bologna, Roma e Napoli per il debutto live nei club del producer partenopeo, Prima stanza a destra: al centro il nuovo EP “la ragazza che suonava il piano” (Sugar Music), tra scrittura più definita e stratificazioni elettroniche.
Dopo l’esordio sui palchi dei festival estivi e una serie di aperture di rilievo, tra cui quelle a James Blake a Torino e a Fred Again in piazza del Plebiscito a Napoli, davanti a circa 15.000 spettatori, prende avvio il primo tour nei club di prima stanza a destra. Un passaggio significativo nella traiettoria del giovane producer napoletano, che inaugura questa nuova fase con un sold out all’Arci Bellezza di Milano.
Il tour, organizzato da D’Alessandro & Galli, si articola in quattro appuntamenti: il 20 marzo a Milano, il 22 al Locomotiv di Bologna, il 24 al Monk di Roma e il 26 al Duel Club di Napoli. Una serie di date raccolte ma rappresentative, concepite per trasporre in dimensione live un immaginario sonoro costruito con precisione in studio.
Al centro della proposta, il recente EP “la ragazza che suonava il piano”, pubblicato il 6 marzo per Sugar Music, insieme ai brani già noti del repertorio dell’artista, da “ti amo” fino alle tracce contenute nell’esordio “AMANDA”. Sul palco, prima stanza a destra è affiancato da Vanegas (Marco Spaggiari) alla chitarra e ai synth e da Marco Fugazza alla batteria, configurando una formazione che traduce in chiave performativa la complessità delle produzioni originali.
Il nuovo lavoro discografico si compone di otto tracce e segna un’evoluzione nel percorso dell’artista, evidenziando una maggiore attenzione alla costruzione della forma canzone e alla scrittura. Anticipato dai singoli “tu non vuoi nessuno”, realizzato con Dardust, e “infinito”, prodotto da BRAIL con l’apporto dei Leavetheclub, l’EP presenta un unico featuring, affidato a Drast nella traccia “2 am”.
Dal punto di vista musicale, “la ragazza che suonava il piano” si sviluppa attraverso un equilibrio tra elettronica e sensibilità melodica, articolandosi in arrangiamenti stratificati e dinamici. Le composizioni alternano aperture luminose a momenti più raccolti, sostenuti da ritmiche pulsanti, linee di pianoforte morbide e tessiture sintetiche tridimensionali. L’impianto sonoro si configura come uno spazio immersivo, in cui convivono elementi di fragilità e tensione espressiva.





