Il singolo, in uscita per AlmaBlue, conferma la cifra stilistica di Pietro Falco: una scrittura lucida e incisiva, un linguaggio che unisce funk, rock ed elementi soul, e una visione disincantata che analizza perbenismo, apparenze e dinamiche di potere.

Con La giostra, rilasciata per AlmaBlue, Pietro Falco torna a farsi sentire con un brano che affonda le radici nel funk-rock più abrasivo, arricchito da sfumature soul e incursioni nel linguaggio del modern funk. La canzone utilizza la metafora della giostra come dispositivo narrativo: un meccanismo ripetitivo e truccato, in cui il presunto divertimento diventa il simbolo di un sistema che consuma verità e autenticità in nome del ruolo, dell’apparenza e della convenienza.

Il singolo si costruisce su una trama strumentale che unisce chitarre elettriche incandescenti, un basso portante dal timbro caldo e compresso, un hammond che irrobustisce l’armonia e un clavinet che richiama la tradizione funk degli anni Settanta. La batteria, affidata a Matteo Morini, tiene insieme il tessuto ritmico con un approccio deciso e dinamico, mentre la sezione fiati — Vittorio Iavarone alla tromba e Dario Fagiolo al sax — introduce un contrappunto brillante che dialoga con la struttura vocale.

La voce di Pietro Falco, qui particolarmente nitida e frontale, assume il ruolo di elemento narrativo dominante. “Faccio solo quello di cui ho bisogno, resta lontano da me” emerge come sintesi della postura espressiva del brano: una dichiarazione di autonomia che rimette al centro l’essenzialità e demistifica il gioco delle parti, suggerendo la volontà di sottrarsi alle aspettative altrui e alla giostra dell’apparenza.

“La giostra” di Pietro Falco

Dal punto di vista del sound, La giostra riafferma la natura autodidatta dell’artista, che cura personalmente scrittura, musica e produzione. Le influenze che attraversano il brano — Lenny Kravitz, Soundgarden, George Clinton, Chet Faker — vengono assorbite e rielaborate in una sintesi personale, dove la matrice rock si intreccia con un groove funk asciutto e con un approccio produttivo essenziale ma accurato.

Il percorso di Pietro Falco, iniziato da bambino con il pianoforte e proseguito come autodidatta su diversi altri strumenti, trova in questo singolo un ulteriore punto di consolidamento. Dopo il debutto del 2014 e la finale al Festival di Castrocaro, l’artista ha alternato la carriera solista a esperienze da turnista e produttore, ritornando pienamente in prima linea nel 2022. Tra il 2024 e il 2025 ha pubblicato una serie di lavori interessanti, tra cui l’album Funk You.

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Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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