Un singolo asciutto e cinematografico che trasforma routine e piccoli gesti in un racconto di distanza e mancanza. Disponibile da ora in streaming “Scaffale”, nuovo singolo del cantautore romano Nicco.

Nuovo singolo per il cantautore romano Nicco, dal titolo Scaffale. Il brano racconta, con levigatezza e misura, l’incontro tra due ragazzi che lavorano nello stesso alimentari: corsie da riordinare, scontrini battuti, pioggia che disegna scie sui vetri. Da questo territorio banale e riconoscibile nasce un legame a bassa intensità, composto di sguardi, abitudini condivise e silenzi.

È un racconto che procede per sottrazione: la trama non si affolla di eventi, ma concentra la propria energia sul minimo cambiamento — lo spostamento di un turno — e su quel cedimento sottile che basta a creare la frattura di una storia.

Nel verso «Ho messo a posto lo scaffale / dopo ho guardato meglio / ci sono rimasto male» si legge una cifra stilistica fatta di suggestioni timide e non gridate. La canzone lavora sul non detto, costruendo tensione emotiva attraverso la misura e il dettaglio. Ad accompagnare il testo, un arrangiamento essenziale — con elementi strumentali che lasciano spazio alla voce e al silenzio tra le frasi — enfatizzando l’impianto narrativo.

L’estetica di questa release, poi, richiama in modi riconoscibili il neorealismo italiano, ma filtrato dalla sensibilità di una generazione che misura l’emotività nel quasi-silenzi. Nicco applica un metodo di osservazione cinematografica all’economia del cantautorato contemporaneo, combinando immagini visive e parole curate con un senso della scena che fa pensare a una sceneggiatura in miniatura. L’effetto è quello di una sequenza breve ma compiuta.

Giovane e romano, Nicco cresce in un ambiente permeato d’arte — nonni nel cinema, padre musicista, madre autrice — e completa la sua formazione tra il DAMS, il Saint Louis College of Music e l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Questi riferimenti formativi ne caratterizzano la cifra metrica dei testi, l’attenzione all’immagine e la cura della costruzione sonora.

“Scaffale” di Nicco

Testo di “Scaffale” di Nicco

Autori: Nicco

Ho messo a posto lo scaffale
Dopo ho guardato meglio
Ci sono rimasto male
Ci sono rimasto male perché
L’ho messo a posto per tutto il
tempo mentre aspettavo, stavi
lavorando
Ha cominciato a piovere fuori
Ho cominciato a guardare meglio i
tuoi occhi

Delle volte me lo chiedo se sbaglio
A Parlarti mentre fai lo scontrino ai
clienti
A dirti dove sono i legumi che mangi
Adesso scusa non lo faccio più
Ti giuro non lo faccio più

Io e te, non ci siamo ancora visti
Io e te non parliamo mai fuori da qui
com’è, due passi e sono a casa
Io e te, oh ci siamo visti io e te
mi ricordo ieri sera da lei
se c’è, lo spazio fammi strada
E come fai, a non averlo ancora
detto al capo

Ho messo a posto lo scaffale
Dopo ho guardato meglio
Ci sono rimasto male, di nuovo
Ti hanno cambiato turno a lavoro
L’ho messo a posto per almeno due
ore
oggi è diverso me l’ha detto un
signore
ma non lo posso dire a te
fuori ha smesso di piovere, peccato

Delle volte me lo chiedo se sbaglio
A pensarti mentre do lo scontrino ai
clienti
A cercare dove sono i due euro che
ho perso
Ma dopo che li trovo giuro non ci
penso più
Prossima volta chiudi tu

Io e te, non ci siamo ancora visti
Io e te non parliamo mai fuori da qui
com’è, due passi e sono a casa
Io e te, oh ci siamo visti
io e te, mi ricordo ieri sera da lei
se c’è, lo spazio fammi strada
stavolta sai, mi sa che non dovevi
dirlo al capo

Se poi chiedo “domani chi c’è”
mi risponde l’altro collega
non pensavo andasse così
licenziato ma ti vedo stasera

Io e te
Siamo usciti questa volta io te
Per la prima volta fuori da qui
Com’è, due passi e sono a casa
Io e te, oh ci siamo visti io e te
Mi ricordo ieri sera da lei
Se c’è, lo spazio fammi strada

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