In uscita venerdì 12 dicembre 2025 per Cockpit Records, il singolo d’esordio del trio Noirè nato alla NAM presentato live alla Milano Music Week; un debutto che si concentra sul tema della gelosia e della perdita di sé.
Il 12 dicembre 2025 sarà pubblicato su tutte le piattaforme digitali Polvere di sabbia, primo singolo delle Noirè — Alice Valenti, Ludovica “Lulù” Paolone e Michelle Halili — edito da Cockpit Records / Totally Imported. Il brano, presentato dal vivo durante la Milano Music Week con un cast di musicisti tra i più esperti del panorama italiano, segna l’esordio ufficiale di un trio che rivendica una scrittura collettiva e una cifra vocale di forte compattezza.
Polvere di sabbia nasce da un’immagine semplice e immediata — la sabbia sollevata dal vento che brucia gli occhi — e la trasforma in metafora sonora dell’invidia: non più ammirazione orientata al miglioramento, ma un sentimento che acceca, disorienta e rende il soggetto incapace di distinguere realtà e apparenza. Le Noirè elaborano questa esperienza emotiva con un testo che evita l’iperbole: la scelta è per la limpidezza della descrizione e per la forza del dettaglio, strumenti con cui il trio costruisce una narrazione che invita a riconoscere la ferita senza lasciarsi definire da essa.
L’intreccio armonico è il vero centro di gravità della traccia, sostenuto da un arrangiamento calibrato che valorizza timbri e colori senza sovrapposizioni inutili. La versione live offerta alla Milano Music Week — accompagnata da Walter Calloni (batteria e percussioni), Daniele Pinceti (basso), Alessandro Debbiagi (tastiere e synth), Luca Zamponi e Leonardo Ceralli (chitarre) — ha evidenziato la solidità del progetto sul palco. Il riarrangiamento è firmato da Zamponi.
Il tema scelto per il debutto delle Noirè è indicativo di una linea artistica che intende confrontarsi con aspetti psicologici e relazionali senza scadere nel moralismo: l’invidia è raccontata come condizione che si può riconoscere, affrontare e disinnescare. L’immagine cardine — «ti acceca, e in quel momento di caos non riesci più a distinguere la realtà dalla finzione» — restituisce la tensione interna del pezzo, offrendo all’ascoltatore una chiave interpretativa netta e non ambigua.




