Il nuovo singolo di Claudia Iacono – vero nome di Ibla -, prodotto da James & Kleeve e Salvo Scibetta per The Orchard, trasforma la memoria popolare siciliana in grammatica contemporanea per raccontare il tema delle nozze imposte e la riconsacrazione della parola.

Una ragazza di sedici anni promessa a un uomo che non ha scelto: da questa immagine antica prende le mosse Rituale, il nuovo singolo di Ibla (Claudia Iacono). Il brano, pubblicato per The Orchard e prodotto da James & Kleeve insieme a Salvo Scibetta, rileva un archetipo del passato — il matrimonio come patto tra famiglie — per spostarlo nel presente e interrogarne le eredità culturali e simboliche.

La canzone non si limita a evocare: la costruisce. Testo e musica dialogano su un terreno in cui le formule rituali e le invocazioni popolari della tradizione siciliana vengono smontate e ricomposte come lessico di resistenza. La vicenda della «sposa bambina» serve da catalizzatore per una riflessione più ampia — quanto delle scelte che chiamiamo nostre è davvero autogenerato e quanto è eredità di ruoli e prescrizioni sociali? Ibla pone la domanda con uno stile che alterna immagini puntuali e metafore controllate, evitando la retorica e privilegiando la precisione narrativa.

Sul piano sonoro Rituale lavora per sovrapposizione e dissonanza produttiva: tamburi e tonalità di matrice folklorica convivono con bassi elettronici e texture urbane, creando un paesaggio sonoro in cui il canto tellurico dell’artista si impone come asse drammaturgico. Questa saldatura di archetipi e ibridazioni contemporanee non mira al restauro, ma alla trasformazione — il rito non viene conservato come reliquia, ma trasformato in strumento per nominare nuove possibilità.

Il videoclip ufficiale diretto da Andrea Vanadia — con fotografia di André Tedesco e montaggio di Eleonora Cassaro — evita la facile iconografia folklorica e sceglie invece di sovrapporre corpi, terra e simboli del Sud in sequenze che non spiegano ma mostrano il rito come esperienza che accade. L’intento registico è quello di un processo di svelamento piuttosto che di rappresentazione: il rito non si mette in scena come ricostruzione etnografica, ma si lascia vedere nelle sue dinamiche performative.

La traiettoria artistica di Ibla fornisce il contesto in cui leggere questa scelta: nata ad Agrigento, interprete della voce e dell’eredità di Rosa Balistreri sui palchi italiani ed europei, e passata per l’esperienza televisiva di Amici (2021), Claudia Iacono ha progressivamente spostato la sua pratica dal ruolo di tramite a quello di autrice e ricercatrice sonora, costruendo un codice personale che unisce oralità, folklore e sperimentazione vocale. Il percorso non annulla la filiazione, ma la reinterpreta come punto di partenza per una grammatica nuova.

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