Ibla, dopo la partecipazione ad Amici 2021, ha pubblicato ufficialmente “Libertad”, il suo primo inedito che anticipa l’uscita del suo album d’esordio
Ibla, nome d’arte di Claudia Iacono, è uscita dalla casetta di Amici di Maria De Filippi ed è pronta ad affrontare a muso duro e con cuore aperto il mondo della musica. Lo fa con “Libertad“, il singolo già presentato nel corso del talent show e pubblicato sugli store digitali con Isola degli Artisti. Si tratta della traccia di debutto per l’artista, che è pronta a dare alle stampe il suo primo album.
Un’avventura esplosiva, quella ad Amici, che l’ha portata a scoprire nuovi lati di sé e ad amarsi di più. Lo stesso messaggio contenuto in “Libertad“, che da una storia vissuta da Ibla stessa esorta il pubblico ad amare la propria anima in ogni sua sfaccettatura. Solo così sarà possibile riconoscere chi non ci ama davvero e ad allontanare le figure tossiche dalla propria vita.
Direi di iniziare questa chiacchierata con un bilancio obbligatorio di questa esperienza ad Amici 2021.
È stata un’esperienza molto forte, bella, che mi ha lasciato tanto, soprattutto più consapevolezza di me stessa. Ho capito specialmente, stando fianco a fianco con dei professionisti, che i limiti non esistono, sono solo dentro la nostra testa. Mi facevo tanti problemi sulla mia voce, perché molto bassa, prettamente maschile, e la mia paura era quella di non riuscire a trasmettere determinate emozioni che, secondo la mia testa, potevano essere espresse solo attraverso note alte. Ho capito invece che non è così, che potrebbe essere un tratto di unicità la mia voce. Ho imparato a prendere i miei limiti e a trasformarli in punti di forza.
Guardando al resto del cast di questa edizione, con chi di loro ti piacerebbe instaurare una collaborazione?
Sicuramente mi piacerebbe con Raffaele con cui, lasciando perdere l’affinità artistica, abbiamo condiviso tante cose insieme, tantissime esperienze, quindi il featuring ci manca. Sarebbe come coronare questa esperienza che abbiamo vissuto. In generale potrebbe essere un’idea unire due mondi opposti come il mio e quello di Enula. Non ci ho ancora pensato, devo essere sincera.
Facendo un resoconto invece ti porterai dietro qualche rammarico dopo queste settimane?
No, non ho rimpianti perché comunque ho vissuto Amici con tanta verità, non ho mai nascosto niente di me, mostrando sia i lati positivi che quelli negativi. Non ho mai mentito a me stessa e soprattutto alla musica. Non ci sono quindi cose che, tornando indietro, non rifarei o rifarei in maniera diversa perché sono stata sempre io dall’inizio alla fine. Sicuramente è normale che non sia uscito tutto quello che ho dentro, ma credo che non uscirà neanche tra cinque anni. L’anima è in continuo mutamento, è impossibile far uscire tutto in tre mesi.
Uscita fuori dalla casetta hai poi avuto modo di affrontare l’ondata di calore di tutti i tuoi nuovi fan? C’è stato qualche messaggio in particolare che ti ha lasciato un’emozione?
La botta è stata bellissima perché non me lo aspettavo. Naturalmente dentro la casetta sei isolato da tutto, non sai se fuori ci sia una persona, esclusa tua madre, che creda in te. È bellissimo uscire fuori e trovare tutta questa gente che ti aspetta, ti ama e addirittura ti prende come esempio. Ricordo un messaggio di una ragazza che usciva fuori da una storia come la mia, quella che racconto in “Libertad”. Mi ha spiegato come grazie alla mia canzone abbia capito realmente che quella persona le stava mancando di rispetto e che non l’amava. Quindi la mia canzone in qualche modo ha aiutato una persona e questo è bellissimo. Esalta il potere della musica, che credo sia enorme e che ha aiutato anche me. Pensare che la mia musica possa aiutare qualcuno è “paranormale” per me.

Ecco, venendo proprio al significato di “Libertad“, quanto può essere importante per un’artista, specialmente come te che parla ai più giovani, portare argomenti, come la violenza di genere, che ogni giorno si presentano in televisione e sulla stampa con eventi tragici?
Io sono una piccola artista, però anche io sento addosso delle responsabilità. Credo che in generale gli artisti, o chiunque che in qualche modo influenzi le persone, soprattutto i ragazzi tra 12, 13, 14, 18 anni, abbiano la grandissima responsabilità di lanciare messaggi giusti e poter aiutare le persone che ci seguono. Molto spesso vedo dei ragazzi molto piccoli che seguono gli artisti come degli esempi, e fanno tutto ciò che loro farebbero.

Per quanto riguarda “Libertad”, quando è nato quel brano non avevo il minimo pensiero che l’avrebbero ascoltato poi un milione e più persone. Quel brano l’avevo scritto per me. In generale però tendo sempre a mandare dei messaggi giusti e a dire le parole giuste perché so che la musica ha tanto potere, almeno con me ha avuto un potere enorme. I miei pensieri, il mio modo di vivere è dato al 50% dalla musica e dagli artisti che ho ascoltato. In generale per me “Libertad” ha un messaggio importante e credo sia necessario amare se stessi e sentirsi completi perché nel momento in cui ami te stesso non permetteresti a nessuno di farti del male, perché ti renderesti conto che quella persona di sta mancando di rispetto. Se invece non provi rispetto per te nemmeno te ne accorgi, e così è successo a me.
Facendo un salto indietro di qualche anno, che ricordi hai del CET di Mogol?
È stata un’esperienza breve ma intensa. Lì ero finita tramite un concorso e ho fatto poche lezioni, però è stato bello innanzitutto vedere Mogol. Ricordo la scena di lui che correva con suo nipote nel prato e per me, che do un’importanza pazzesca alla musica cantautorale, era come vedere un Dio che correva nei prati. Lì ho appreso l’importanza delle parole e di dirle bene quando si canta. A quei tempi ero un’interprete, ancora non scrivevo. Quello che dicevano, che poi è il mio pensiero, e che quando si canta una canzone non si deve farlo giusto per fare o per far sentire solo la propria voce. Prima vengono le parole, soprattutto in determinati testi.
Ad Amici ho avuto la fortuna di portare brani “vecchi” della musica cantautorale italiana che per me è importante far conoscere ai ragazzi che, per una questione generazionale, sconoscono la nostra storia. Brani in cui devi dare per forza importanza al testo più che alla melodia. Oggi diciamo che la cosa è opposta, c’è più equilibrio tra testo e melodia.
Le sonorità dei tuoi brani guardano al mercato internazionale. C’è qualche nome con cui ti piacerebbe lavorare?
Ti dico un nome che so essere molto improbabile…
Ma tanto a noi piace sognare!
Sogniamo non in grande, ma in grandissimo: Rosalía. Li potrei anche morire. Poi come artisti italiani sono legata alla musica del passato, anche se oggi ci sono artisti che continuano a sfornare cose pazzesche come Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia o Francesco De Gregori, che ancora continua e non so dove trovi la forza di produrre e dare. Apprezzo comunque tutta la musica, riesco a trovare il bello è il nuovo in ogni genere, e credo che questo sia importante.
Su De Gregori torniamo al ragionamento che facevamo all’inizio. Non importa l’età, non si smette mai di scoprire e scoprirsi.
Esatto. Secondo me l’emblema di questo discorso è Jovanotti. Ho ascoltato tutti i suoi album e dall’inizio ad oggi ha fatto un cambiamento assurdo, sembra un’altra persona.
Concludiamo con il tuo album di debutto, una tappa importante e speciale, specialmente quando è il primo. Quando lo potremo ascoltare?
Non spoilererò mai una data anche perché non ce n’è ancora una certa. So che uscirà a breve quindi non bisognerà proprio aspettare tanto tempo. Naturalmente dentro ci sarà un pezzo del mio cuore perché sarà il primo disco completamente mio che uscirà. All’interno ci saranno sia i brani già sentiti ad Amici che brani inediti che ancora non ha ascoltato nessuno. Non vedo l’ora di far sentire questa parte di me perché in ogni canzone c’è una parte della mia vita e condividerla è una cosa stupenda.




