“Sapore” è il nuovo singolo dei Morama e chiude il secondo EP “Marea d’Amore“: una ballad elettro-pop che attraversa la nostalgia di una relazione a distanza attraverso sensi, memoria e assenza.

La distanza, in “Sapore”, non è soltanto uno spazio che separa due persone. È qualcosa che si deposita nei gesti, negli oggetti e soprattutto nella memoria sensoriale. È da qui che partono i Morama, duo formato da Johanna Noa, cantante e violoncellista italo-tedesca, e dal producer e tastierista Paolo De Santis, per il quarto e ultimo singolo estratto dal secondo EP Marea d’Amore.

“Conto i giorni che mi manchi” è il primo verso del brano e stabilisce immediatamente il punto di vista: non quello di una separazione già elaborata, ma di un’attesa ancora in corso. La persona amata non è presente, eppure continua a occupare uno spazio concreto attraverso ciò che ne rimane. I “baci distanti”, lo schermo, l’odore sul cuscino, il sale, il tocco diventano frammenti attraverso cui provare a ricostruire una presenza.

È proprio il rapporto tra fisicità e lontananza a dare forma alla scrittura di “Sapore”. Il brano non racconta la distanza attraverso grandi dichiarazioni, ma attraverso dettagli quotidiani che assumono un peso emotivo diverso quando l’altra persona non è più accanto a noi. Il sapore e l’odore diventano così strumenti della memoria: ciò che resta quando la presenza fisica viene meno.

“Sapore” occupa il versante più intimo di “Marea d’Amore“. È una ballad costruita attorno a un pianoforte delicato e malinconico, che lascia progressivamente spazio a una produzione elettronica più incisiva. La crescita dell’arrangiamento segue quella emotiva del testo, senza abbandonare il terreno elettro-pop nel quale i Morama hanno costruito la propria identità.

Al centro c’è soprattutto la voce di Johanna Noa, chiamata a sostenere un’interpretazione che alterna fragilità e intensità. È una scelta coerente con la natura del pezzo: “Sapore” non cerca una dimensione spettacolare, ma lavora sulla tensione che si crea tra ciò che viene trattenuto e ciò che inevitabilmente emerge.

Questa sintesi tra elementi acustici ed elettronici è del resto alla base del progetto Morama. Nato nel 2022 all’interno del Conservatorio G. Verdi di Como, il duo ha progressivamente spostato la propria ricerca fuori dall’ambiente accademico, sviluppando tra Milano e Londra un linguaggio nel quale la formazione classica incontra la produzione contemporanea.

Il violoncello di Johanna non viene utilizzato semplicemente come elemento aggiuntivo dell’arrangiamento: viene effettato, distorto e manipolato fino a diventare parte integrante della tessitura elettronica costruita da Paolo De Santis. Una prospettiva che mette in dialogo la scrittura pop con riferimenti molto diversi tra loro, dall’armonia di Jacob Collier alla vocalità di Billie Eilish e Raye, passando per alcune delle esperienze più interessanti dell’elettronica italiana contemporanea, da MACE a Okgiorgio e Venerus.

Morama
Morama

Anche il passaggio dall’inglese all’italiano ha rappresentato una scelta precisa. Dopo le prime esperienze in lingua inglese, il duo ha individuato nell’italiano una forma di comunicazione più diretta, capace di avvicinare maggiormente scrittura e vissuto. “Sapore” ne è una conseguenza naturale: il linguaggio è semplice, ma le immagini cercano di restituire una condizione emotiva complessa.

Il percorso live ha contribuito nel frattempo a consolidare il progetto. Nel 2023 l’esibizione per Sofar Sounds Milan ha superato le 60.000 visualizzazioni, portando i Morama su palchi come Arci Bellezza e Biko e fino all’apertura del concerto di Bluem al BriUp Festival. Il duo è inoltre arrivato alle selezioni finali di MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

Con “Sapore”, dunque, Marea d’Amore arriva alla sua conclusione seguendo una traiettoria che ha attraversato differenti forme dell’amore e della relazione. Il tema della distanza permette ai Morama di spostare il fuoco dall’esperienza della coppia a ciò che rimane quando la presenza si trasforma in ricordo: un odore, un sapore, un’immagine sullo schermo, una sensazione che continua a tornare.

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