In uscita il 3 ottobre per Maciste Dischi, Epic e Sony Music Italia, il nuovo singolo di Mobrici esplora il fascino dell’imprevedibile e l’autenticità delle emozioni vissute a voce piena.
Dopo più di due anni di assenza dalle scene, Mobrici ritorna con il nuovo singolo Che serata stupida, disponibile in digitale dal 3 ottobre e in rotazione radiofonica dal 10 ottobre, distribuito da Maciste Dischi, Epic e Sony Music Italia e prodotto da Federico Nardelli. Il brano si propone come un’indagine profonda sul desiderio, sulla contraddizione e sulla bellezza delle imperfezioni.
Questo brano nasce dal desiderio di raccontare come l’imperfezione e la fragilità non siano una debolezza, ma la chiave per sentirsi davvero vivi. È il racconto di quando perdersi diventa l’unico modo per ritrovarsi, e di come dentro quell’errore, in fondo, ci sia spesso la nostra verità più autentica. Avevo bisogno di una canzone grande, di quelle da gridare insieme, perché certe emozioni non si possono sussurrare e vanno liberate a voce piena, senza paura.
Il filo che da sempre lega le canzoni di Mobrici al pubblico è la capacità di trasformare fragilità e imperfezioni in poesia quotidiana. In Che serata stupida mette in scena incontri sospesi, emozioni non filtrate e momenti in cui il confine tra errore e scoperta si assottiglia. L’ascoltatore viene così invitato a riconoscersi nelle contraddizioni e nei sentimenti autentici, trasformando la caduta in occasione di riscoperta personale.
Fin dai primi lavori solisti, Mobrici ha saputo trasporre esperienze intime in emozioni condivise: dalla delicatezza di Anche le scimmie cadono dagli alberi a Gli anni di Cristo, le sue canzoni hanno dato voce ai dubbi e alle aspirazioni di una generazione. Con questo nuovo singolo, pur confermando la propria cifra stilistica, l’artista compie un passo avanti: la scrittura si fa più immediata, viscerale e corale, capace di catturare l’ascoltatore dall’inizio alla fine.
Matteo Mobrici, nato a Milano, muove i primi passi nel mondo della musica come batterista, prima di avvicinarsi alla scrittura di canzoni a quattordici anni, armato di chitarra. Ex frontman della band Canova, realtà di culto del panorama indie pop italiano, Mobrici si conferma oggi cantautore multiforme, oscillante tra canzone d’autore e pop. Le sue storie, minime ma potenti, raccontano amori grandi con un linguaggio privo di fronzoli e incredibilmente suggestivo, così autobiografiche da diventare universali.




