Mirall presenta una delle tracce della scena underground più interessanti del momento: “Padre nostro

Tra gli otto vincitori di Area Sanremo TIM, il contest che porta due giovani promesse indipendenti della musica italiana sul palcoscenico più ambito, quello del Festival di Sanremo, quest’anno c’era anche Mirall. L’artista purtroppo non è riuscita a staccare il biglietto per l’Ariston, impresa in cui sono riusciti i Dellai ed Elena Faggi (qui l’intervista), ma la sua proposta merita comunque la giusta attenzione.

Il brano con cui ha sfiorato l’accesso alla popolare kermesse s’intitola “Padre nostro“, ed è stato rilasciato ufficialmente ieri. Si tratta di una delle release italiane più interessanti della (ricchissima) giornata di ieri. Nella canzone l’artista, all’anagrafe Greta Ciurlante, invoca dal cielo la salvezza dalla povertà culturale che sta imperversando sempre più. Il tutto su un’arrangiamento moderno, ma che ben si sarebbe prestato all’orchestra sanremese, e un ritornello che è un gioiellino radiofonico.

«“Padre Nostro” è una preghiera laica, ipnotica che nasce dal rifiuto morale di assuefarsi alla violenza e all’impoverimento culturale dei nostri giorni e soprattutto dal desiderio di non soccombervi, lanciando al cielo note piene di speranza», afferma Mirall parlando di questo nuovo singolo, il cui videoclip, in sede di Area Sanremo, ha anche vinto il premio TIM che andava proprio alla migliore clip tra i brani dei finalisti.

Mirall, che in lingua catalana significa “Specchio“, parla della sua proposta musicale, sbocciata nel 2019, spiegando: «Mi piace l’idea che le persone si possano riflettere nelle cose che scrivo e, al contempo, prendere io la forma di tutte le cose che vedo. Forse per questo mi trovo a mio agio nei “travestimenti”».

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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