Mina torna su “Vento di passione”, la canzone di Pino Daniele già interpretata con Giorgia nel 2007. Il brano anticipa il terzo volume di “Dilettevoli inedite eccedenze”, progetto dedicato alle cover rimaste inedite.

E poi c’è Mina, che sembra avere con il proprio catalogo un rapporto ancora aperto: non tanto un luogo nel quale conservare ciò che è stato, quanto uno spazio dal quale continuare a tirare fuori possibilità. È da qui che conviene partire per ascoltare “Vento di passione”, disponibile da venerdì 18 settembre in radio e sulle piattaforme digitali. La canzone di Pino Daniele, già affidata nel 2007 al celebre duetto tra Mina e Giorgia, torna oggi nella voce di Mina. Non come semplice riproposizione di una pagina conosciuta, ma come una nuova lettura di un brano che appartiene già alla memoria musicale italiana.

Il dettaglio più interessante, però, è un altro: “Vento di passione” non arriva da un nuovo album costruito per l’occasione. È il primo brano estratto da “Dilettevoli inedite eccedenze”, il terzo volume della collana attraverso cui Mina sta portando alla luce interpretazioni rimaste finora fuori dalla sua discografia. E allora la domanda diventa inevitabile: quante cose possono ancora esserci, nell’archivio di Mina, che non abbiamo mai ascoltato?

Una cover non è necessariamente una seconda mano

L’idea di un album di cover, soprattutto quando al centro c’è un’interprete della statura di Mina, rischia facilmente di essere ridotta a una formula: prendere canzoni note, affidarle a una voce riconoscibile e verificarne la tenuta a distanza di anni. “Dilettevoli inedite eccedenze” sembra muoversi in una direzione diversa.

Il progetto parte infatti da una condizione particolare: Mina ha registrato queste canzoni, ma il pubblico non le ha mai avute. Non si tratta dunque di ricostruire un repertorio attraverso nuovi arrangiamenti pensati oggi, ma di recuperare interpretazioni che esistono già e che soltanto adesso trovano una collocazione discografica. È una differenza sostanziale. Perché sposta l’attenzione dal concetto di “cover” a quello di scelta.

Mina continua a scegliere canzoni. Alcune sono note, altre molto meno. Alcune appartengono a un immaginario immediatamente riconoscibile, altre sembrano essere state individuate proprio perché capaci di sfuggire alla selezione più prevedibile. È un criterio che rende il progetto interessante non soltanto per chi segue Mina, ma per chi considera il repertorio musicale una materia continuamente riscrivibile. In questo senso, “Vento di passione” è un’apertura particolarmente significativa: è una canzone già attraversata da Mina, già associata a Giorgia, già legata alla scrittura di Pino Daniele. Eppure non è esaurita.

Il precedente con Giorgia non viene cancellato

La versione del 2007 fa inevitabilmente parte della storia di questo brano. Il duetto tra Mina e Giorgia aveva messo in relazione due generazioni e due sensibilità vocali differenti, diventando uno dei momenti più riconoscibili del repertorio recente di entrambe. Tornarci oggi significa quindi confrontarsi con un precedente importante.

Ma la nuova versione non ha bisogno di competere con quella registrazione, né di sostituirla. La canzone rimane la stessa; cambia il punto d’ascolto. E cambia soprattutto il tempo nel quale Mina la affronta.

È uno degli aspetti più interessanti delle reinterpretazioni: una voce non porta mai con sé soltanto la tecnica. Porta gli anni, le esperienze, il modo in cui è cambiato il proprio rapporto con una canzone. Nel caso di Mina, questo vale ancora di più, perché la sua discografia è costruita anche sulla capacità di appropriarsi di materiali altrui senza trasformarli necessariamente in una dimostrazione di bravura. “Vento di passione” diventa così un nuovo passaggio dentro una storia già conosciuta.

Özpetek e Argentero per dare un volto alla canzone

A completare il ritorno del brano c’è il video firmato da Ferzan Özpetek, con Luca Argentero come interprete. È un accostamento che porta la canzone in un territorio diverso da quello puramente discografico: la voce di Mina incontra uno sguardo cinematografico, mentre la presenza di Argentero introduce un corpo e un volto dentro una canzone che, fino a quel momento, apparteneva soprattutto all’ascolto.

Le “eccedenze” diventano un nuovo capitolo

Il 9 ottobre sarà poi la volta dell’intero “Dilettevoli inedite eccedenze”, disponibile anche in formato fisico con CD e vinili colorati in edizione limitata. Il titolo continua a essere forse la chiave migliore per capire l’operazione. “Eccedenze” sono, letteralmente, ciò che resta oltre il necessario. Nel caso di Mina, però, ciò che è rimasto fuori non equivale affatto a ciò che non meritava di essere ascoltato.

Al contrario, queste canzoni sembrano dimostrare quanto sia relativo il confine tra ciò che viene pubblicato e ciò che rimane in archivio.

Il progetto si completa anche attraverso dodici fotografie inedite, selezionate da Mina e Mauro Balletti negli archivi e destinate al libretto. Un elemento che porta l’operazione oltre la semplice pubblicazione digitale e la avvicina alla dimensione dell’oggetto da collezione. Ma il valore di Dilettevoli inedite eccedenze non sta soltanto nella sua confezione. Sta soprattutto nell’idea che lo sostiene: un catalogo non è mai completamente chiuso.

E forse è proprio questo il privilegio, ma anche la responsabilità, di una voce come quella di Mina: poter tornare su una canzone di Pino Daniele già cantata con Giorgia quasi vent’anni fa e dimostrare che una stessa composizione può ancora cambiare significato, semplicemente cambiando interprete, momento e prospettiva.

Foto di copertina di Mauro Balletti

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