Un brano intenso, dal titolo “Domenica”, anticipa la pubblicazione dell’EP d’esordio della giovane cantautrice Martina Gil, tra malinconia e introspezione.
Arriva su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica Domenica, il nuovo singolo di Martina Gil, progetto musicale di Martina Gandelli, classe 2003, tra le voci emergenti più interessanti del panorama indie-pop italiano.
Il brano indaga le pieghe della solitudine che restano quando un legame si spezza. La malinconia diventa protagonista di una narrazione intima e universale: la paura di restare soli nei giorni più fragili, il vuoto che non si colma, le bugie che ci raccontiamo per sopravvivere ai ricordi. Nelle strofe emergono fragilità quotidiane, mentre il ritornello si apre come un abbraccio ferito, rivelando una verità che accomuna: “non è vero che alla fine si dimentica, ci raccontiamo tutti quanti le stesse bugie”.
La produzione e la band
Domenica è stata scritta da Martina Gandelli, prodotta e mixata da Angelo Brillante e masterizzata da Rob Murray. Le fotografie che accompagnano l’uscita portano la firma di Elena Roncaglia, contribuendo a definire un immaginario visivo coerente con l’estetica malinconica della canzone.
Il percorso artistico di Martina Gil si è consolidato grazie alla collaborazione con la sua attuale band: Francesca Bertola (batteria), Alessandro Monfroglio (chitarra elettrica) e Alberto Giovagnoli (basso). Insieme, hanno saputo intrecciare il cantautorato classico con sonorità indie moderne, creando un linguaggio musicale riconoscibile e in continua evoluzione.
Verso l’EP d’esordio
Domenica anticipa l’uscita del primo EP di Martina Gil, attualmente in lavorazione. Con questa pubblicazione, la giovane artista si inserisce con decisione nel panorama musicale italiano, portando una scrittura capace di coniugare malinconia e delicatezza, restituendo autenticità a temi universali come l’amore, la perdita e la memoria emotiva.
Testo di “Domenica” di Martina Gil
Mi rimane il tempo di una goccia che scivola sul finestrino
Per abituarmi all’idea di lasciarti andare
La notte sembra avere fretta di finire e andarsi a riposare
Abiterei fra le tue braccia anche di giorno
Quando mi chiedo se il mondo mi abbia tenuto un posto
E nel silenzio sento solamente piovere a dirotto
Perché ho paura di restare sola la domenica
Quando ad accarezzarmi rimane la malinconia
E non è vero che alla fine si dimentica
Ci raccontiamo tutti quanti le stesse bugie
Da quanto non ti guardo dentro gli occhi, ti ricordi?
Non riesco ad inchiodarli ai miei mentre mi tocchi
Quanto spaventa una parola detta piano
Non so se basterà il coraggio per scappare via
Perché ho paura di restare sola la domenica
Quando ad accarezzarmi rimane la malinconia
E non è vero che alla fine si dimentica
Ci raccontiamo tutti quanti le stesse bugie




