I Katana Koala Kiwi, band originaria di Trieste «e delle sue contraddizioni», pubblica il primo album per Dumba Dischi: dieci brani tra shoegaze, post rock e tensione narrativa, costruiti attorno al dualismo tra uomo e natura.

È uscito ieri, con il New Music Friday del 10 aprile, su tutte le piattaforme digitali Il territorio delle meduse, album d’esordio dei Katana Koala Kiwi, pubblicato da Dumba Dischi. Il disco rappresenta il primo capitolo organico di un percorso già avviato attraverso EP e singoli, e si configura come un lavoro compatto sul piano espressivo, pur mantenendo una spiccata vocazione alla sperimentazione.

Costruito su una tensione costante tra luce e ombra, il progetto sviluppa una riflessione stratificata sull’interiorità e sul rapporto tra individuo e ambiente naturale. Il titolo e l’immaginario che lo attraversa trovano un riferimento dichiarato nell’opera di Haruki Murakami, da cui deriva una visione del reale come spazio parziale e opaco, abitato da presenze invisibili e da profondità non immediatamente accessibili. In questa prospettiva, la medusa diventa figura simbolica: organismo adattivo e resistente, ma anche segnale di un equilibrio ambientale compromesso.

L’intero progetto dei Katana Koala Kiwi si muove lungo coordinate che includono shoegaze, art rock e post rock, integrando elementi di matrice liturgica e ritmi di derivazione popolare. L’impianto strumentale privilegia una centralità delle chitarre rispetto alla componente vocale, mentre la gestione dei silenzi assume un ruolo strutturale nella costruzione della narrazione musicale. Ne emerge un linguaggio che evita definizioni univoche, articolandosi in una successione di paesaggi sonori in continua trasformazione.

Katana Koala Kiwi

La genesi del disco è caratterizzata da un processo rapido ma intensamente concentrato, guidato da un’urgenza espressiva che ha orientato tanto la scrittura quanto la produzione. Il lavoro in studio, condiviso con Alessandro Giorgiutti, si è sviluppato come una ricerca minuziosa del suono, inteso come veicolo capace di tradurre in forma musicale le specificità individuali dei cinque membri della band.

Per quanto riguarda i temi trattati dai Katana Koala Kiwi, l’album si struttura attorno a un dualismo centrale: da un lato la natura, intesa come spazio di rifugio e contemplazione; dall’altro il dominio umano, descritto come sistema dissonante e incapace di equilibrio. Questa tensione attraversa l’intera tracklist, che si sviluppa come un percorso coerente pur nella varietà delle soluzioni adottate.

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“Il territorio delle meduse”, il primo album dei Katana Koala Kiwi

“Il territorio delle meduse”, traccia dopo traccia

L’apertura è affidata a “Viscere”, introduzione che imposta immediatamente il tono del disco attraverso un intreccio di suggestioni liturgiche e distorsioni, affrontando temi come colpa, coscienza e perdita di umanità. “Noia vampira” esplora invece una dimensione più psicologica, costruendo un dialogo tra saturazione sonora e linee melodiche taglienti, mentre “Tornare a casa” traduce in forma musicale la tensione emotiva del ritorno e della disillusione.

Tra gli episodi centrali, “Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo” si sviluppa come una progressione accumulativa, vicina a un’estetica shoegaze contaminata da elementi nu metal, mentre “Strade private” introduce una riflessione più introspettiva, radicata anche in riferimenti geografici e simbolici legati al territorio carsico e al fiume Timavo. In “Sul fondo del fiume” emergono strutture tipiche del post rock, con dinamiche espansive che accompagnano una discesa nelle stratificazioni emotive.

La seconda parte del disco prosegue con “Di vele e naufragi”, che rielabora suggestioni new wave in forma di ballata, e “Nella pancia del lupo”, in cui elementi stoner si intrecciano a un impianto più accessibile, mantenendo al centro il tema della relazione e della perdita. “Formaldeide” restituisce un ritratto della città di Trieste come spazio sospeso e immutabile, mentre la title track chiude il lavoro abbandonando progressivamente la dimensione verbale per privilegiare una narrazione affidata al suono.

I Katana Koala Kiwi, nati e cresciuti a Trieste, dopo gli EP pubblicati tra il 2024 e il 2025 e un’intensa attività live, il gruppo approda con questo disco a una sintesi più definita della propria identità artistica.

In questo disco abbiamo riversato le nostre gioie, le nostre paure, le nostre fragilità e le nostre speranze. In un mondo che annaspa per restare a galla, è fondamentale non perdere nel fango la propria umanità. Dietro questi dieci brani si scorge la fotografia di cinque amici, cinque persone animate dalle stesse speranze e bruciate dalla stessa disillusione.

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