Il nuovo singolo di Kaput e Francesca Michielin, “Ballavi”, esplora la quiete che lentamente s’incrina, fino a crollare, tra lucidità emotiva e memoria del movimento — un’uscita ADA Music Italy / Warner Music Italy che conferma l’intesa tra i due artisti, già da tempo fianco a fianco.
Tra le nuove release più splendenti di questa settimana troviamo Ballavi, il nuovo singolo firmato da Kaput con la partecipazione di Francesca Michielin e disponibile dal 14 novembre per ADA Music Italy / Warner Music Italy. La traccia va a collocarsi nel solco delle produzioni it-pop contemporanee che interrogano lo spazio liminale delle relazioni emotive.
Il brano prende forma attorno a un’immagine precisa: l’attimo che precede il crollo, quell’intervallo sospeso in cui la consapevolezza della fine convive con il tentativo di negarla. Un terremoto non ancora manifesto, ma imminente, che imprime una tensione costante e che costituisce l’ossatura concettuale del brano.
Il singolo, costruito sul dialogo interpretativo tra i due cantautori, articola una narrazione che restituisce un’istantanea quasi cinematografica dell’ultimo movimento condiviso prima della dissoluzione di un legame. L’immagine del ballo, centrale nel testo, diventa un gesto che cerca di sospendere l’inevitabile: l’altro che “balla per dimenticare”, mentre la lucidità di chi osserva è minacciata dalla paura sotterranea del distacco. Tale dinamica è tradotta in una scrittura che si muove tra dettagli concreti e percezioni emotive, conferendo al brano un equilibrio tra racconto e introspezione.
Nella genesi del singolo emerge il rapporto creativo tra Kaput e Francesca Michielin, originato dalla scrittura congiunta di Francesca — singolo che ha dato avvio a una sintonia artistica istintiva. L’invio della demo di Ballavi ha segnato un momento di convergenza poetica tra i due autori, sfociato nella volontà condivisa di lavorare sulla struttura vocale del brano.
La produzione vocale, curata dalla stessa Michielin insieme a Etta, riflette una ricerca di trasparenza timbrica e presenza interpretativa che si innesta su un impianto sonoro orchestrato in collaborazione con ROOM9. Il risultato unisce componenti R&B, tensioni elettroniche e un groove urban che funge da base narrativa.
La scrittura del brano porta la firma collettiva di Antonio Caputo (Kaput), Galea, Francesca Michielin, Emanuele Cotto, Gabriel Rossi, Lorenzo Santarelli e Marco Salvaderi. Un mosaico autoriale che contribuisce a un impianto testuale che riflette differenti prospettive generazionali, mantenendo un registro colloquiale ma meticoloso nella scelta delle immagini. La parte visiva del progetto, affidata alla fotografa Agnese Carbone, accompagna la release.
Il singolo rappresenta un tassello significativo nella traiettoria recente di Kaput: una narrazione a due voci, un equilibrio tra intimità e lucidità. Un brano che si inserisce in un contesto produttivo e autoriale strutturato, che molto presto saprà dare ulteriore ragione all’indirizzo di un autore da non sottovalutare.
Testo di “Ballavi” di Kaput e Francesca Michielin
Dovrei saperlo
Dovrei sapere già come si fa
È un controsenso
Toccare il fuoco anche se brucia
Questa notte non mi va di farlo
Arrendermi a un’altra fobia
Darti più di quattro chance all’anno
Se già alla prima sanguino
Fuck, non sto meglio
Piango nel cesso
Mentre ballavi tutto fatto dentro casa mia
Pensavo che il tempo
Salvasse un po’ di noi
Allora dov’ero? Che importa el dinero
E un’altra festa piano
Velocemente mi scivola
Farei a meno
Fare qualcosa per dividere
Un taglio netto
Per non fermarmi anche se mi spaccassi il cuore
In quattrocento parti
Mi aiuteresti a non buttarlo via?
Trovare il porno giusto per scordarti
E non immaginarti più
Fuck, non sto meglio
Piango nel cesso
Mentre ballavi tutto fatto dentro casa mia
Pensavo che il tempo
Salvasse un po’ di noi
Allora dov’ero? Che importa el dinero
E un’altra festa piano
Velocemente mi scivola
Come pietra rara
Lanciata in una gola nel Nevada
Finita in qualche crepa, tra la sabbia
Forse è meglio così
Ma se gli occhi tuoi
Si chiudono per sognare
Lo possono fare, lo faranno senza di me
Fuck, non sto meglio
Piango nel cesso
Mentre ballavi tutto fatto dentro casa mia
Pensavo che il tempo
Salvasse un po’ di noi
Allora dov’ero? Che importa el dinero
E un’altra festa piano
Velocemente ricomincia




