Nuovo singolo per Kaput. Il talentuoso cantautore ha rilasciato per Warner Music e Ada Music il brano Provinciale: il legame con la propria terra passa (anche) per le piccole cose

È approdato in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme streaming il nuovo singolo di Kaput. Tra i cantautori più interessanti della nuova generazione del pop italiano, torna adesso con un brano che vuole celebrare la bellezza delle radici che legano indissolubilmente i “figli” del Sud Italia, specialmente quelli costretti ad emigrare. A volte, per loro, basta il suono di un telefono d’epoca, una vecchia Panda bianca che sfreccia in città, per far riavvolgere il nastro dei ricordi ed evocare immagini di casa. La canzone, intitolata Provinciale, è fuori per Warner Music Italy e con distribuzione Ada Music Italy.

È una canzone, Provinciale, che trasuda spontaneità e urgenza. L’urgenza di riconnettersi con la propria realtà, quella che fa da tetto sopra la propria testa, che plasma la propria personalità. L’urgenza di ritrovare casa, di rispondere al telefono che fa drin drin incessantemente. La provincia, per Kaput, fa da sfondo ad una storia d’amore resistente ai cambiamenti dei tempi moderni, che abbraccia la nostalgia e la purezza intima della normalità.

«È la prima canzone in cui cito mia mamma, è la prima volta in cui parlo di casa» ha affermato Kaput annunciando l’uscita di questa canzone, tradendo una certa emozione. «Intendo annunciarla il più onestamente possibile, con dei video orridi che ho trovato in galleria mentre la scrivevamo. Spero possano farvi intuire quanto tutto questo sia importante per me. Per il processo creativo, ho scelto di coinvolgere tutte le mie persone preferite che, come me, hanno un sogno forse troppo grande ma che non dimenticano mai la bussola a casa».

Il paradosso di una terra spesso così arida di occasioni e possibilità, come quella meridionale, che nonostante ciò sa tracciare un solco incolmabile nell’animo di chi le abita, di chi ci versa sopra le prime lacrime di fronte al mondo. Una festa in famiglia che, tra le domande indiscrete, sarà sempre il posto dove si vorrà tornare. Accanto a una mamma, il cui vuoto grida ogni secondo. Tutto questo è Provinciale, scritta a quattro mani da Antonio Caputo – vero nome di Kaput – insieme a Gabriel Guglielmini, che ne ha curato la produzione insieme a ROOM9.

FOCUS ON: KAPUT

Classe 1994, Kaput scrive canzoni ancor prima di imparare a camminare. Nato in Puglia, cresce con Lauryn Hill come mamma, Stevie Wonder come papà e le Destiny’s Child come zie. Con questa famiglia, i suoi testi sono caratterizzati da influenze R&B, soul e urban pop. Nel 2017 esce il suo progetto personale Kaput Blue dove sperimenta e affina il suo gusto. Nei singoli usciti dal 2017 al 2021 condensa la sua ricerca musicale e definisce il suo stile che lo porta (2021) ad essere selezionato da Sugar Publishing per il Medimex Songwriting Camp, che vincerà.

Nel 2022 sente il bisogno di un restyling, i vecchi abiti gli abiti non vanno più bene e vuole scrivere di altre immagini. Decide quindi di cambiare: spostatosi a Milano, firma un contratto editoriale con Sugar Publishing e Doner Music, iniziando a scrivere brani per artisti che scalano le classifiche. Anche il suo progetto cambia nome e diventa Kaput.

La cifra stilistica resta R&B, il soul continua a sentirsi nella voce ed il groove urban nelle produzioni, ma i temi dei testi sono diversi, comunicano forte interesse per l’inclusività, l’autodeterminazione e per quegli attimi di quotidianità che regalano mood inaspettati. Il nuovo progetto ha una direzione chiara che si concretizza in nuovi inediti che rappresentano bene lo spazio che Kaput intende occupare nel panorama italiano, con sonorità che mischiano le influenze passate con il sound attuale, carico di vibes elettroniche tipiche del clubbing.

TESTO DI PROVINCIALE DI KAPUT

C’era un tempo
Dove bastava guardare la luna
Per un bacio lento
Sotto le campane, ding dong
Da due ore cerco una dannata distrazione
Ma in testa ho solo te
E musica classica

Quando il telefono fa drin drin
Italianissimo coi gesti
Bravo bravissimo
Ma un ragazzaccio drammatico
Chiamo mamma, lei capirà
Viaggia in paradiso su una Panda bianca
E se il citofono fa din din
Sembra l’inizio di una storia provinciale

Ora il tempo
Va veloce e non mi nota mai
E ballare un lento
È diventato complicato, tanto
Da due ore cerco di attirare l’attenzione
In testa ho solo te
E musica classica

Quando il telefono fa drin drin
Italianissimo coi gesti
Bravo bravissimo
Ma un ragazzaccio drammatico
Chiamo mamma, lei capirà
Viaggia in paradiso su una Panda bianca
E se il citofono fa din din
Sembra l’inizio di una storia provinciale

Mamma, mamma lo sa
Che perderò l’accento nella città
Che una metà del cuore l’ho lasciata la
Per sempre
Mamma, mamma lo sa
Che perderò l’accento nella città
Che una metà del cuore l’ho lasciata la
Per sempre, per sempre

Quando il telefono fa drin drin
Italianissimo coi gesti
Bravo bravissimo
Ma un ragazzaccio drammatico
Chiamo mamma, lei capirà
Viaggia in paradiso su una Panda bianca
E se il citofono fa din din?
Fa din din
Quando il telefono fa drin drin
Italianissimo coi gesti
Bravo bravissimo
Ma un ragazzaccio drammatico
Chiamo mamma, lei capirà
Viaggia in paradiso su una Panda bianca
E se il citofono fa din din
Sembra l’inizio di una storia provinciale

Ideatore e fondatore di 4quarti Magazine. Scrittore e giornalista salernitano iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania. A dicembre 2023 pubblica "Nudo", il suo primo libro. «Colleziono compulsivamente dischi e mi piace scrivere con la musica ad alto volume».

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